Tempo di caffè 6: Paura dell'acqua, Nanni Moretti e gran brutta figura
Buongiorno a tutti, care ascoltatrici e cari ascoltatori.
Io sono Laura ed oggi 20 maggio vi do un caldo benvenuto a questa sesta puntata di Tempo di Caffè. Sta arrivando l'estate e tra poco tutti i miei amici andranno a nuotare al lago. A me invece non piace per niente nuotare ed oggi vi racconterò della mia paura dell'acqua. Vi parlerò poi dell'ultimo film di Nanni Moretti, un regista italiano che adoro e per finire della mia grandissima brutta figura [1] con la Signora Vinciguerra. Buon ascolto! Vorrei iniziare questa puntata parlando di paure e di come a volte non si riesca a fare proprio niente per sconfiggerle [2].
Come vi ho anticipato ho una grande paura dell'acqua. Il nuoto è uno sport che mi piace guardare alla televisione, ma che non praticherei mai. Ancora adesso quando faccio il bagno al mare, mi limito ad una semplice immersione di gambe e busto. Ogni tanto entro fino a quando l'acqua mi arriva alla schiena, ma niente di più. Nemmeno per scherzo bagno i capelli o la faccia. Nuoto con quello stile indefinito che noi italiani chiamiamo a "cagnolino". In pratica si nuota proprio come fa un cane, agitando rapidamente e contemporaneamente braccia e gambe. La testa sta fuori dall'acqua e non ci entra mai. Con un centinaio di bracciate [3] ci si muove al massimo di un metro, però non si annega o almeno non si dovrebbe, perché a dire il vero una volta da bambina ho proprio rischiato grosso [4]. Ero in piscina con mia sorella minore. Io avevo otto anni e lei sei. Io avevo appena imparato a nuotare, mentre lei galleggiava [5] a fatica. Ad un certo punto per farle vedere che ero la sorella più grande le dico: -"E basta tenersi al bordo! Attraversiamo la piscina dove c'è l'acqua alta. Togliti i braccioli [6] e seguimi. Quando sei stanca attaccati a me, che ti trascino io." Mia sorella da vera incosciente si è fidata di me ed ha cominciato a nuotare senza braccioli. Io davanti e lei dietro, tutte e due con il famoso stile cagnolino. Arrivate al centro della vasca però si è fatta prendere dal panico. Ha smesso di nuotare e si è aggrappata [7] a me. Io, anziché sostenerla come avevo promesso, sono finita subito sott'acqua trascinandomi dietro anche lei. Quella volta ho creduto davvero di annegare, ma poi come in tutte le storie a lieto fine è arrivato il bagnino [8] che ci ha salvate. Siamo state davvero fortunate. Questo episodio comunque ci è servito moltissimo [9]: ha fatto capire a me con estrema chiarezza che il nuoto non è il mio sport preferito e a mia sorella che non bisogna mai fidarsi di quello che dicono le sorelle maggiori. *
E adesso voglio parlarvi di un regista italiano, Nanni Moretti [10] e del suo ultimo film, Habemus Papam, che è attualmente in concorso al Festival di Cannes.
Moretti è un regista molto impegnato e con un grande ego. Ha un carattere difficilissimo: sa essere divertente ed ironico, ma è spesso anche polemico ed intollerante. Nei suoi film interpreta spesso personaggi che hanno lo stesso temperamento. Habemus Papam parla di un papa che si sente depresso e inadeguato. Il film inizia con il funerale del pontefice precedente e con la nomina di quello successivo. Però al momento dell'annuncio ufficiale ai fedeli [11], il nuovo papa ha un attacco di panico e scappa nelle sue stanze senza mostrarsi alla folla. La cerimonia viene subito interrotta. I fedeli e giornalisti di tutto il mondo sono stupiti. Nessuno sa cosa sia successo e chi sia il nuovo papa. Si crea così una situazione surreale: il papa non è ufficialmente eletto e tutti i cardinali non possono uscire dalla Cappella Sistina. Deve rimanere tutto segreto. Per aiutare il pontefice a risolvere urgentemente la sua crisi interiore i cardinali chiamano il Professor Brezzi, lo psicanalista "più bravo di tutti", naturalmente interpretato dallo stesso Moretti. Adesso non voglio raccontarvi troppo del film. Vi dico solo che ci sono delle scene davvero divertenti, come quando il Professore organizza un torneo di pallavolo con tutti i cardinali oppure fa la prima seduta psicanalitica al papa. Quello che va sottolineato è che il film tratta di un argomento molto serio e drammatico come quello del senso di inadeguatezza [12], usando i toni della commedia. Questo papa non è un personaggio cupo [13]. Al contrario, ha delle caratteristiche molto umane: da ragazzo voleva fare l'attore. È angosciato e depresso, fugge addirittura dal Vaticano e vaga per le vie di Roma. Anche i cardinali sono raffigurati nelle loro debolezze [14], che sono poi le debolezze di tutti noi. Alcuni prendono i sonniferi, altri gli ansiolitici. A me personalmente il film è piaciuto tanto, ma in generale ha diviso [15] parecchio sia la stampa che l'opinione pubblica. Per alcuni è un'opera cinematografica bellissima e toccante, per altri invece è un film stupido e semplicistico. Naturalmente la chiesa cattolica ha criticato molto il film. Io invece penso che sia molto originale e vi consiglio di andarlo a vedere. *
E adesso per finire parliamo un po' della Signora Vinciguerra.
Capitano anche a voi quelle giornate in cui avete voglia di stare da soli senza parlare con nessuno? A me sì. La settimana scorsa a Milano sono arrivata a casa nel tardo pomeriggio. Volevo stare tranquilla e quindi dovevo assolutamente evitare la Signora Vinciguerra. Come forse avrete capito, la Signora è una grandissima impicciona [16]. Sta sempre dietro la porta del suo appartamento per controllare chi passi e se sente il minimo rumore esce subito sul pianerottolo e comincia a parlare. Se inizia non finisce più. Sfortunatamente la Signora abita al quinto piano ed io al sesto, proprio sopra di lei. Quel giorno per evitare spiacevoli incontri sono entrata in casa di nascosto. Ho preso l'ascensore fino al terzo piano e poi sono salita per le scale piano piano fino al mio appartamento. Ma purtroppo appena entrata in casa ho commesso un errore imperdonabile: ho fatto cadere a terra le chiavi. Dopo dieci minuti la Signora Vinciguerra ha bussato alla mia porta. Io naturalmente non le ho aperto. Lei era incredula. Era impossibile che non ci fosse nessuno. Ha aspettato qualche minuto, ma poi se n'è andata. Aveva capito che ero in casa e che non volevo aprirle, però non si è arresa [17]. E' tornata nel suo appartamento, ha spento il televisore e si è messa immobile sul divano ad aspettare. E' iniziata così una vera e propria guerra psicologica tra me e lei. Nessuno delle due ha fatto più rumore. Io ho camminato scalza ed ho evitato di aprire persino il rubinetto dell'acqua. Dopo un po' però mi hanno suonato al citofono [18]. Ovviamente non ho risposto. Subito dopo allora mi è arrivato un sms. Era la Signora Vinciguerra. Il testo diceva: -"Carissima Laura, la avverto che il carro attrezzi sta portando via la sua macchina".
Allarmata mi sono affacciata alla finestra per controllare.
Era tutto vero! Sono subito scesa in strada per salvare l'auto. Quando sono tornata sono passata dalla Signora Vinciguerra per ringraziarla. Ero molto imbarazzata. La porta del suo appartamento era aperta. Lei mi aspettava in cucina e mi aveva già preparato una bella tazza di tè. Non ha detto niente dell'accaduto, non pareva neanche offesa. Però sono dovuta rimanere a parlare con lei per due lunghissime e interminabili ore! *
Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata.
Ci risentiamo il 1 giugno sul sito www.podclub.ch. Vi parlerò di oroscopi, di un po' d'attualità e di un'altra avventura della Signora Vinciguerra. Ciao e a presto.