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Tempo di caffè, Tempo di caffè 5: Dieta primaverile, sbarco di profughi e nipoti irrequieti

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Tempo di caffè 5: Dieta primaverile, sbarco di profughi e nipoti irrequieti

Buongiorno a tutti care ascoltatrici e cari ascoltatori.

Io sono Laura e oggi 6 maggio vi do un caldo benvenuto a questa quinta puntata di Tempo di Caffè. Oggi vi parlerò della mia ultima faticosissima dieta, degli sbarchi [1] dei profughi nordafricani sulle coste del Sud Italia e del nipote monello [2] della Signora Vinciguerra. Come vi ho detto mi sono messa a dieta.

Ma poi qualcosa non ha funzionato. Non ho perso neppure un etto. Eppure avevo iniziato benissimo. Un solo biscotto la mattina, una mela per merenda e quaranta grammi di riso a pranzo. Poi un'altra mela nel pomeriggio e per finire un bel finocchio con una fetta di pollo bollito per cena. Secondo i miei calcoli in dieci giorni al massimo avrei dovuto perdere quattro chili e tornare in perfetta forma. Volevo far morire d'invidia [3] una collega che avevo incontrato la settimana prima. Era dimagritissima ed era diventata davvero carina. Così per non essere da meno [4] mi ero messa a dieta anch'io. Se era riuscita a dimagrire lei, poteva farcela chiunque ed in minor tempo. Appena arrivata a casa avevo buttato nella spazzatura tutti i cibi super proibiti. Via il burro, via i salumi e tutte le confezione di formaggio formato famiglia. Erano veleno. E la scorta di dolcetti siciliani e di pasta che mi ero portata dall'Italia? Per non avere tentazioni le avevo chiuse a chiave in cantina. E la chiave della cantina? In macchina. E la macchina? Nel parcheggio a duecento metri da casa. Era un piano geniale. Praticamente impossibile infrangere [5] la dieta. Ma dopo due giorni avevo cominciato a non ragionare più bene e ad avere delle strane visioni. Una volta mentre stavo parlando con un cliente di una traduzione molto complicata, mi ero completamente distratta. Mi era sembrato di vedere una salsiccia volare davanti a me. Un'altra volta sul tram non avevo notato la mia fermata ed ero scesa quattro stazioni dopo. Stavo sognando di nuotare in un mare di panna montata e di addentare [6] un gigantesco cheeseburger pieno di maionese. Nella mia fantasia lo finivo in soli tre morsi. Purtroppo tre giorni dopo aver iniziato la dieta, mentre ero ad un pranzo di lavoro, per sbaglio nella mia insalata scondita è finita un'oliva.

Visto che era già là, perché non mordicchiarne un pezzo? Solo per sentirne il sapore. Poi l'avrei sputata subito. Ma quella maledetta oliva ha aperto una voragine [7] nel mio stomaco ed ha scatenato [8] una vera e propria reazione a catena. Come in trance sono entrata nel primo supermercato che ho trovato ed ho comprato un'enorme tavoletta di cioccolato. L'ho divorata in 30 secondi. La barretta però ha peggiorato le cose: a quel punto volevo mangiare furiosamente tutto quanto trovassi davanti a me. Così sono corsa a casa per prendere i dolcetti siciliani, ma siccome avevo prestato la macchina ad una mia amica, non potevo recuperare le chiavi della cantina. Con un cacciavite allora ho tentato di smontare la serratura della porta. Ci ho provato per mezz'ora, ma non ci sono riuscita. Che rabbia... Che fortuna però! Stavo quasi per rompere la dieta. Ora l'ho ripresa. Ogni tanto sgarro [9], però non posso proprio mollare. Sta arrivando l'estate e la prova bikini mi terrorizza. *

Ed ora parliamo di un tema molto più serio che ultimamente sta mettendo in difficoltà il nostro governo.

Da un paio di mesi sono ripresi gli sbarchi dei migranti nordafricani a Lampedusa e a Pantelleria, due isole della Sicilia molto vicine alla Tunisia. Finora sono arrivati quasi 30,000 immigrati, sfidando un viaggio a dir poco tremendo. Molte di queste persone sono dei profughi: provengono dalla Libia e fuggono dalla guerra che sta devastando il loro paese. Altri invece scappano dal loro mondo, dove parlare di miseria è forse sin troppo riduttivo. Spesso attraversano il mare su vecchi barconi, lunghi non più di dieci metri, con a bordo anche più di duecento persone. Tra di loro ci sono anche donne incinte e bambini. Purtroppo non sempre le imbarcazioni raggiungono la destinazione. I naufragi [10] sono molto frequenti, con decine e a volte centinaia di vittime. Loro viaggiano sempre e comunque, anche nel caso di mare in tempesta. Quando guardo queste persone al telegiornale provo sempre una grande pena. Si tratta soprattutto di gente disperata, che non ha una casa e nessun posto dove andare. Sono anche un po' preoccupata, perché l'integrazione di persone che provengono da culture diverse non è mai facile. Ma cosa pensano i nostri governanti di questa situazione?

La Lega, partito di destra della coalizione di governo, ritiene che tutte queste persone debbano andare via. Il ministro dell'Interno Maroni ha chiesto l'intervento dell'Unione Europea, ma quest'ultima ha risposto che non ci troviamo di fronte ad una situazione d'emergenza e non ha preso alcun provvedimento [11]. Non si tratta di un'invasione, ma di un'ondata migratoria per ora controllabile. Questa decisione ha fatto infuriare il Ministro Maroni, che ha minacciato di far uscire l'Italia dall'Europa. Il governo italiano ha quindi deciso di rimpatriare [12] gli immigrati che non hanno i requisiti per restare e di distribuire gli altri tra le sue regioni. Ora ci sono molte polemiche per i permessi provvisori che il nostro paese sta rilasciando a questi immigrati, permessi che consentono di circolare liberamente attraverso l'Unione Europea. La Francia non ha gradito per niente questi lasciapassare ed ha chiuso più volte i propri confini a Ventimiglia, bloccando i treni di passaggio. Io comunque credo che questa vicenda debba essere risolta con la cooperazione di tutti gli Stati. E' nostro dovere favorire l'integrazione di tutte quelle persone che nei loro paesi non godono [13] nemmeno dei diritti fondamentali. *

Ed ora per finire parliamo un po' della Signora Vinciguerra e di suo nipotino di quattro anni.

E' mai possibile che un bambino sia così monello? E la cosa surreale è che lei non se n'è accorta per tanto tempo. Una volta nel giardino del condominio, mentre stavo togliendo il lucchetto [14] dalla bicicletta, sono stata quasi colpita da una bistecca caduta dall'alto a grandissima velocità. Ho subito capito chi fosse il colpevole e sono andata a parlare con la Signora Vinciguerra. Ma lei mi ha risposto che era impossibile che fosse stato suo nipote. Era un bambino così bravo... Però nell'appartamento c'era odore di carne ai ferri e quel moccioso [15] aveva l'aria di chi aveva appena combinato un guaio [16]. La volta dopo invece solo per miracolo sono riuscita ad evitare una serie di pupazzetti e di macchinine gettate dal quinto piano. Ora le prove inchiodavano [17] chiaramente il bambino, ma la Signora continuava a negare l'evidenza. Una volta però è finita proprio lei nel tranello [18] ideato dal nipote. Eravamo davanti al portone di casa quando il bambino di nascosto ha lanciato delle biglie [19] a terra apposta per farmi cadere. Ma la nonna è tornata indietro per prendere il monopattino del nipotino, che si era spostato. Sopra le biglie ha inciampato lei! Poveretta, è caduta e si è rotta un braccio, ma almeno ha capito. *

Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata.

Ci risentiamo fra due settimane. Vi parlerò della paura dell'acqua, del nuovo film di Nanni Moretti e di un'altra avventura della Signora Vinciguerra. Vi aspetto con i vostri commenti sul sito www.podclub.ch. Ciao e a presto.

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