Tempo di caffè 2: Regalo di compleanno, carnevale e guida spericolata
Cari ascoltatori benvenuti a questa seconda puntata di Tempo di caffè.
Io sono Laura ed oggi 25 marzo vi parlerò della ricerca del regalo di compleanno per mia nipote Martina, del carnevale di Venezia e della guida spericolata [1] della Signora Vinciguerra. Buon divertimento! Mia nipote Martina a breve compirà sette anni e già fervono [2] i preparativi per la sua festa di compleanno.
Io devo ancora pensare al regalo da farle. Impresa non da poco. L'anno scorso mia nipote mi aveva chiesto una bambolina. Avevo faticato parecchio per trovarla perché le scorte erano andate esaurite, ma alla fine c'ero riuscita. La desiderava moltissimo. Questa bambolina mangia, beve, succhia il ciuccio e si mette a dormire. Ti chiama perfino mamma e ti dice che ti vuole bene. Martina si era commossa parecchio. Non ci poteva credere di averla ricevuta in dono. Ma un bel giorno la bambolina ha fatto una brutta fine. Martina si è arrabbiata moltissimo con lei perché diceva che faceva i capricci e che non voleva fare la nanna. Così prima l'ha messa in castigo e poi l'ha scaraventata [3] per terra. Doveva essere una punizione esemplare. Inutile dire che adesso la bambolina quando beve ti dice che ti vuole bene e quando mangia invece di masticare, russa. Insomma, ha funzionato per soli tre giorni. Ora è sepolta sotto una montagna di altri giochi. Quest'anno quindi niente bamboline parlanti. Il regalo dovrà essere molto resistente. E' chiaro che non mi metterò a lanciarlo per il negozio per fare la prova di resistenza, però starò molto più attenta nello sceglierlo. In realtà per semplificare le cose sarei tentata di prenderle l'ennesima [4] Barbie.
Con la Barbie non si sbaglia mai. Piace sempre e fa sognare: così alta, bionda, magra... Peccato che adesso sia tornata ad essere la fidanzata ufficiale di Ken. L'ha annunciato al mondo intero la sua casa costruttrice, come se si trattasse di due veri e propri divi del cinema. La notizia è stata ripresa anche da alcuni serissimi quotidiani. Sono andata a controllare su internet. Da non crederci. La Stampa in Italia il 14 febbraio ha scritto sul suo sito: "Dopo sette anni di separazione, Barbie è tornata fra le braccia di Ken nel giorno più romantico dell'anno: San Valentino... Sono ufficialmente tornati ad essere una coppia, dopo lo shock del 2004, quando decisero inaspettatamente di "prendersi una pausa di riflessione" e separarsi per qualche tempo".
Io non sapevo niente del loro litigio [5].
E poi mi dite a che cosa serve Ken? Io da bambina neanche lo consideravo. Possibile che una divina come la Barbie stia insieme con un bamboccione [6] del genere? A Milano ed in molte altre città d'Italia, il carnevale è soprattutto una festa per bambini.
A Venezia invece si mascherano tutti, in particolar modo gli adulti, che si mescolano alla folla con travestimenti artigianali o grandiosi costumi creati per stupire. E` normale veder circolare lungo i canali o per Piazza San Marco la regina Maria Antonietta piuttosto che Arlecchino, Casanova o cat woman. Sembra quasi di vivere in un universo parallelo senza spazio né tempo. Quest'anno ci sono voluta andare anch'io a Venezia.
Il tema portante è stato l'Ottocento, in omaggio al 150° anniversario dell'Unità d'Italia e allora mi sono travestita da una gran dama romantica! Assomigliavo proprio ad una bambolina di porcellana. I miei amici, appena mi hanno vista stentavano [7] a crederci. Io normalmente così sobria [8] conciata [9] in quel modo! Ma io mi sono detta: "Se uno deve proprio mascherarsi, tanto vale esagerare! E poi quando ti capita più nella vita di essere venerata in questo modo? Venezia era affollatissima.
Il Carnevale è stato un successone con più di 600 mila visitatori. Io ho assistito all'inaugurazione ufficiale il 27 febbraio, con la tradizionale manifestazione del Volo dell'Angelo. Ogni anno una persona famosa vestita da angelo vola dal campanile di San Marco fino al centro della piazza. Naturalmente legata ad una fune [10]. Quest'anno tutti i giornali avevano scritto che la madrina, la modella veneta Silvia Bianchini, avrebbe indossato uno scenografico mantello lungo dodici metri e largo nove. Accanto a me tutti ne parlavano ed eravamo più di 80 mila ad aspettare... Ma poi che delusione! La ragazza aveva un abito bianco e rosso in stile circense. Era molto bello, per carità, ma non doveva essere un angelo? Avevo visto alcune foto degli anni precedenti. Mi aspettavo una dea vestita di bianco con una corona di fiori in testa e un paio di morbidissime ali. E che fine aveva fatto il chilometrico mantello? La ragazza indossava un normalissimo mantello rosso lungo fino ai piedi. "Colpa del forte vento" - mi hanno detto. "Troppo pericoloso far sventolare [11] un indumento così lungo". Abito a parte però il volo è stato molto bello. La ragazza non ha avuto paura e muoveva le braccia come se stesse volando. Il pubblico applaudiva e alla fine sono stati tutti contenti. Per chi fosse curioso di vedere il Volo dell'Angelo di quest'anno basta andare su youtube. Ci sono vari video. Andate a guardare e poi fatemi sapere le vostre impressioni. Ditemi se non ho ragione. Anche il mio abito era molto bello, ma era scomodissimo e pesantissimo.
Con tutte quelle balze e quei veli pesava più di dieci chili! Dopo un'ora di passeggiata ero stanca morta. Così assieme ai miei due amici, abbiamo deciso di rilassarci un po' nello storico caffè Florian di Piazza San Marco. Purtroppo era pieno zeppo [12] e fuori c'era una lunga coda. Qualcuno ci aveva detto che stava aspettando da più di mezz'ora. Ci eravamo quasi arresi all'idea di dover attendere anche noi per tutto quel tempo, quando dopo nemmeno cinque minuti è arrivato un cameriere che non solo ci ha invitati a entrare, ma ci ha sistemati addirittura in un tavolo dietro la vetrina! E, in effetti, eravamo proprio coreografici: io vestita da nobildonna, mentre i miei amici erano mascherati uno da Enrico VIII e l'altro da Bauta [13]. La gente si fermava fuori dal caffè a guardarci e ci salutava. Non credo di essere mai stata fotografata così tanto in tutta la mia vita. *
Ed ora parlerò della guida spericolata della Signora Vinciguerra e del terrore che ho provato mentre andavo in macchina con lei.
Un tardo pomeriggio a Milano avevo molta fretta. Dovevo andare al supermercato ed era quasi l'ora di chiusura. Nell'atrio del mio condominio incontro la Signora Vinciguerra che mi vede tutta trafelata [14] e mi chiede dove stia andando così di corsa. "Al supermercato" - le rispondo. "Che fortunata coincidenza! Anch'io ci vado. Senza il parmigiano non posso preparare la cena. Venga che le do un passaggio. Non arriverà mai in tempo con i mezzi." E si dirige verso la sua macchina. E' molto contenta. Non le pare vero di poter scambiare quattro chiacchiere con qualcuno. Quel giorno è stata chiusa in casa tutto il tempo a riordinare ed ora ha proprio voglia di distrarsi un po'. Così comincia a parlare della nuova stagione teatrale. Si entusiasma moltissimo nel suo discorso ed in prossimità delle strisce pedonali anziché frenare e lasciar passare un pedone, accelera e gli taglia la strada. Quello non se l'aspetta, ha già attraversato l'incrocio per metà e quando vede questa candida [15] vecchietta che lo schiva [16] e che lo manda sonoramente a quel paese, dapprima rimane sconcertato [17], poi però si riprende dallo spavento e le urla di rimando parole irripetibili. Ma lei se ne infischia [18]. Lo guarda dallo specchietto retrovisore con uno sguardo cattivo e borbotta [19] seccatissima [20]: "Stupido pedone! Non vede che ho fretta? Se aspettiamo lui si fa notte." E prosegue nel suo tragitto come se nulla fosse. I clacson degli altri automobilisti non la turbano minimamente. Taglia la strada a questo e a quell'altro, passa col rosso e anziché frenare normalmente, inchioda [21] all'ultimo momento. Io sono preoccupatissima, ma anche incredula. Con una mano mi aggrappo al sedile e con l'altra mi tengo saldamente allo sportello dell'auto. Chi me l'ha fatto fare di rischiare la vita per due limoni ed un litro di latte! E poi chi l'avrebbe mai detto che la tranquilla Signora Vinciguerra fosse un pirata della strada? Però arriviamo al supermercato due minuti esatti prima della chiusura. Siamo le ultime. Dopo di noi non fanno entrare più nessuno. La Signora è molto soddisfatta. E' riuscita nell'impresa: ha comprato il parmigiano, la sua cena è salva. Io invece sono proprio sconvolta e quando la Signora Vinciguerra insiste per riaccompagnarmi a casa, le dico che devo assolutamente passare a trovare un'amica che abita da quelle parti e torno in tram. *
Siamo arrivati alla fine di questa seconda puntata di Tempo di caffè.
Io vi do appuntamento fra due settimane, dove parleremo di quelle giornate dove niente va come dovrebbe, della situazione politica italiana e, naturalmente, delle vicende della Signora Vinciguerra. Vi aspetto con i vostri commenti sul sito www.podclub.ch. Ciao e a presto.