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Elisa e Cesare: Dolce metà, Dolce metà 12: Il freddo, i giorni della merla e per finire.. un'intervista a Em

Dolce metà 12: Il freddo, i giorni della merla e per finire.. un'intervista a Em

Elisa: Care amiche e cari amici della lingua italiana. Oggi è il 30 gennaio 2009. E benvenuti a questa dodicesima e ultima puntata di Dolce metà.

Cesare: Eh sì, cari ascoltatori, avete sentito bene. Questa è proprio la fine della Dolce metà. Ma prima dei saluti finali e dei fazzoletti [1] per le lacrime, c'è tempo e spazio per una nuova puntata. Elisa: Il tema principale per questo mese di gennaio, non poteva essere che il freddo.

Cesare: Una cosa a cui non mi abituerò mai. Le prime due settimane dell'anno le abbiamo passate sotto zero. Elisa: Ma dai, stando alle regole dei contadini svizzeri se gennaio è molto freddo, il resto dell'anno è confortevole. Cesare: Speriamo, perché non ho mai usato così tanto i guanti e la cuffia come quest'anno. Elisa: Guarda che quest'anno ha fatto freddo anche in Ticino. I guanti li avresti indossati [2] anche a sud delle Alpi.

Cesare: Mmm, non lo so, quando ero in Ticino non li avevo nemmeno nell'armadio. Li ho comprati quando sono venuto al nord delle Alpi.

Elisa: Non è colpa mia se sei arrivato nella Svizzera tedesca poco preparato ai rigori [3] dell'inverno. A nord delle Alpi, purtroppo, l'inverno è così. Cesare: A proposito di freddo, lo sai che gli ultimi giorni di gennaio in Italia e in Ticino sono chiamati i giorni della merla [4]?

Elisa: Certo, ed è per questo che i merli sono neri.

Cesare: Proprio così. La leggenda racconta che una merla dalle piume bianche soffriva durante il mese di Gennaio. Gennaio addirittura si divertiva ad aspettare la merla che usciva dal nido

Elisa: per gettare freddo e gelo [5] sulla terra.

Cesare: Un anno però la merla riuscì a rimanere nella sua tana [6] tutto il mese che allora aveva solo 28 giorni.

Elisa: L'ultimo giorno uscì dal nido e cominciò a cantare contenta. Gennaio si arrabbiò e chiese tre giorni a febbraio.

Cesare: Scatenò quindi in quei tre giorni bufere [7] di neve, gelo, vento e pioggia.

Elisa: Alla povera merla non rimase che rifugiarsi [8] in un camino e lì rimase per tre giorni.

Cesare: Riuscì così a salvarsi, ma quando uscì di nuovo...

Elisa: tutte le sue piume erano diventate nere a causa del fumo del camino.

Cesare: Gennaio ancora una volta si è dimostrato crudele. Per fortuna è quasi finito e anche per quest'anno abbiamo superato i giorni più freddi. Elisa: Come abbiamo superato!? Ti ricordo che noi abitiamo al nord e nell'area germanofona, secondo le credenze contadine, soffriamo il freddo almeno fino al 15 maggio. Cesare: Ah, la fredda Sofia. Ma dai, non c'è nessuna verità scientifica. Le osservazioni meteo hanno confermato che non è vero. È un po' come fidarsi del Böög di Zurigo per sapere se l'estate sarà bella. Elisa: Parli di verità scientifiche, come se la storia della merla fosse vera.

Cesare: Almeno la leggenda ha un qualcosa di poetico.

Elisa: Ma sì, hai ragione. Non vorrei finire il podcast con un battibecco [9]. Eh sì, cari ascoltatori, come vi abbiamo detto all'inizio, questa, per noi, è davvero l'ultima puntata. Il progetto Dolce metà, nato in una calda sera d'estate, si conclude Cesare: con il freddo di gennaio. Dolce metà chiude, nonostante il successo e i numerosi ascoltatori...

Elisa: Cesare! Non esagerare. Gli ascoltatori sono stati tanti - questo è vero - ma come per ogni cosa c'è la parola fine. Grazie per la vostra fedeltà [10], ci mancherete tanto...

Cesare: Adesso sei tu che esageri. Dolce metà è stato un progetto piacevole, noi ci siamo divertiti, ma speriamo soprattutto che per gli ascoltatori sia stato utile per avvicinarsi alla lingua e alla cultura italiana e ticinese.

Elisa: Come dicevamo nel primo podcast del 2009, uno dei nostri buoni propositi per l'anno nuovo è: lavorare meno. Sono quindi sicura che tanti ascoltatori comprenderanno la nostra scelta.

Cesare: Altri ascoltatori, invece, saranno forse contenti.

Elisa: Nessuno è perfetto e nessuno è insostituibile [11]. Cari ascoltatori, Dolce metà finisce oggi alla dodicesima puntata, ma il podcast d'italiano della Scuola club Migros continua... Cesare: E oggi abbiamo il piacere di avere qui in studio la persona che riprenderà il testimone [12]. Diamo quindi un caloroso benvenuto a Emma.

Emma: Buongiorno a tutti.

Elisa: Benvenuta e grazie. Sei stata così gentile ad aver accettato l'invito. Visto che sei qui ne approfittiamo per farti una prima intervista. Gli ascoltatori saranno senz'altro curiosi... Emma: Speriamo che le domande non siano troppo cattive.

Elisa: Figurati... Allora, dai, inizio io. Dove sei nata? Quando è il tuo compleanno?

Emma: Sono nata a Milano, in una fredda notte di febbraio.

Elisa: Qual è stato il tuo primo lavoro?

Emma: Ho iniziato a lavorare durante l'università. Davo lezioni private di latino.

Elisa: Qual è il tuo attore preferito?

Emma: Direi che rimango in territorio italiano: Sergio Castellitto [13].

Elisa: C'è un libro che ti ha cambiato la vita? Emma: Sono molti i libri che mi hanno cambiato non proprio la vita, ma che mi hanno lasciato un segno. Il primo di tutti è stato Anna Karenina [14]. Avevo sedici anni e quando ho letto questo libro, ho pianto tanto e ho capito che anche i libri possono fare provare delle emozioni forti.

Elisa: Hai un sogno nel cassetto?

Emma: Sì, certo. Veramente più di uno, ma magari ne parleremo nelle prossime puntate.

Elisa: Cesare, hai anche tu qualche domanda?

Cesare: Beh, sì, grazie. Le mie sono un po' più dirette... Preferisci la carne o il pesce? Emma: Direi la carne.

Cesare: Mercato o supermercato?

Emma: Qui in Svizzera vado spesso al supermercato, perché i giorni in cui c'è il mercato, devo lavorare. In Italia, invece, sempre mercato.

Cesare: Mare o montagna?

Emma: A me piace molto la montagna. Da quando sono in Svizzera, però, sento il bisogno di andare almeno una settimana all'anno al mare per prendere il sole e nuotare. Le montagne restano però sempre le mia passione.

Cesare: Bagno o doccia?

Emma: La doccia per una questione di tempo. La mattina tra bambini da vestire e cane da portare fuori non ho tempo per il bagno.

Cesare: Macchina privata o trasporti pubblici?

Emma: In Italia ho sempre usato la bicicletta. Ora uso i mezzi pubblici per muovermi in città. Vado però al lavoro in macchina.

Cesare: Corriere della sera [15] o Repubblica [16]?

Emma: Che domanda difficile! Alla mia età non sono ancora riuscita a decidere. Il Corriere della sera mi piace perché è sempre stato il giornale della mia famiglia. Sono abituata al suo stile e mi fa sentire a casa. Ma sicuramente preferisco la Repubblica.

Cesare: Preferisci ricevere sms o posta elettronica?

Elisa: Dai, Cesare, l'intervista sta diventando un interrogatorio. Grazie, Emma, per aver sopportato tutte queste domande e in bocca al lupo [17] per la tua prima puntata. A voi, cari ascoltatori, di nuovo grazie mille per l'ascolto e la fedeltà. Cesare: Un grazie di cuore anche da parte mia.

Emma: Da parte mia, invece, appuntamento al 13 febbraio 2009.

Tutti: Ciao

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