Licia domanda 9
Licia domanda 9: Niccolò Machiavelli, il principe Valentino, la moralità (14 gennaio 2011)
Buongiorno a tutti e benvenuti alla nuova puntata del podcast "Licia domanda", oggi è il 14 gennaio 2011.
Io che vi parlo sono Saverio, il babbo di Licia. Oggi io e mia figlia eravamo per strada e parlavamo di pallavolo e a un certo punto, non so come, siamo arrivati a parlare di Machiavelli e della frase "il fine giustifica i mezzi". Uff, che complicazione, Licia! A un certo punto ero proprio in difficoltà... Però alla fine credo di averla convinta che bisogna essere buoni. Voi che ne pensate? Buon ascolto e non dimenticate di scriverci i vostri commenti sul sito www.podclub.ch Licia: Babbo ma che cosa vuol dire "in guerra e in amore è tutto permesso [1]"?
Saverio: Accidenti che parole da grandi!
Vuol dire che quando hai grandi obiettivi devi essere pronto a tutto per raggiungerli [2]. Ci sono tanti modi di dire come questo, uno anche in francese: "à la guerre comme à la guerre". Licia: Non ci capisco niente.
Saverio: Eh, vuol dire sempre la stessa cosa: pronti a tutto.
Licia: Ma che c'entra l'amore con la guerra?
Saverio: Eh... Perché sia vincere una guerra che conquistare il cuore di una ragazza sono grandi obiettivi, grandissimi e difficilissimi, e forse l'amore è anche più difficile della guerra.
Senti ma dove hai sentito dire questa espressione? Licia: L'ha detto la Martina.
Saverio: E chi è la Martina?
Licia: Uffa babbo, me lo chiedi sempre... La Martina è l'allenatrice [3] di pallavolo.
Saverio: Ah, ho capito, la Martina deve essere un po' machiavellica [4] allora...
Licia: Come?
Saverio: Voglio dire che forse conosce uno scrittore che si chiama Niccolò Machiavelli[5], uno che diceva "il fine giustifica i mezzi [6]", è un detto famosissimo, tutti lo conoscono... Però, Licia, ti devo dire un segreto...
Licia: Dimmi.
Saverio: Vieni qui, te lo dico nell'orecchio...
Licia: Sì.
Saverio: Questo scrittore...
Licia: Che scrittore?
Saverio: Machiavelli, quello che si è detto ora!
Ecco, Machiavelli non l'ha mai detta questa frase, si sbagliano tutti! Licia: Come si sbagliano tutti!
Saverio: Sh... E' un segreto!
Si sbagliano tutti anche se pensano di fare una bella figura[7], e invece Machiavelli non l'ha mai scritto che "il fine giustifica i mezzi", l'ha solo pensato, forse. Licia: E noi come si fa a sapere che l'ha pensato?
Saverio: Perché se si legge bene il suo libro si capisce che lui forse pensa così, ma non l'ha scritto.
Licia: E che libro ha scritto?
Saverio: Un libro che si chiama "Il principe".
Licia: Una storia di un principe e una principessa?
Saverio: Più o meno... Lui parlava tanto di un principe che si chiamava Valentino, era cattivissimo e non voleva conquistare una principessa, ma un regno!
E ce l'aveva quasi fatta! Licia: E poi?
Saverio: E poi Valentino ha avuto sfortuna e non è riuscito a realizzare il suo sogno.
Licia: Perché Valentino era cattivo [8]?
Saverio: Veramente Valentino non era proprio cattivo cattivo, ma era pronto a tutto per conquistare il suo regno, anche a fare cose cattive.
Licia: Allora era cattivo.
Saverio: Sì, se lo diciamo così hai ragione.
Ma sai, Machiavelli con il suo libro voleva dare dei consigli, e per dare dei buoni consigli voleva cercare di vedere la situazione da tutti i punti di vista. Per esempio cercava di vedere quali erano le cose difficili che doveva fare Valentino, gli amici e i nemici che aveva, quanti soldi aveva e chi glieli poteva prestare. Allora in tutta questa situazione complicata a volte c'era proprio bisogno di essere cattivo, dimostrare di essere forte per fare paura ai suoi nemici. A volte invece bisognava essere anche furbi [9], come la volpe [10], e sorridere ai nemici, per farli diventare amici. Licia: Ma allora bisogna essere cattivi babbo?
La mamma dice che devo essere sempre buona. Saverio: E' giusto, devi essere una bambina più brava possibile.
Licia: E allora perché in questo libro c'è scritto così?
Saverio: Perché è un libro di consigli a delle persone che di lavoro fanno i re e i politici.
Questo scrittore, Machiavelli, è molto importante perché ha dato dei consigli molto pratici, molto sinceri. Prima di lui invece i consigli erano "il re deve essere sempre bravo", ma questo è impossibile: i re e i politici non possono piacere a tutti... E poi bisogna ricordarci che questo scrittore viveva in un periodo molto molto più difficile di oggi, e allora diceva che a volte bisognava usare la mano pesante [11]. Licia: Cioè?
Saverio: Immaginati un babbo e una mamma che hanno sei o otto bambini.
Licia: Ma che dici babbo?
Saverio: Sì sì, a volte alla televisione si vede una mamma che ha fatto sei o otto bambini, tutti gemelli... Ecco, immaginati che un babbo e una mamma hanno sei bambini tutti piccini.
E dicono: "bambini non andate nella strada", ma c'è sempre uno che ci va. Secondo te la mamma e il babbo che fanno? Licia: Si arrabbiano.
Saverio: E lo brontolano.
Ma questo bambino è proprio birbone [12] e torna sempre nella strada. E allora il babbo e la mamma che fanno? Licia: Lo sculacciano [13].
Saverio: Ecco.
Alla fine il babbo e la mamma lo sculacciano, cioè usano le maniere forti. Licia: Babbo, ma io non capisco, allora devo essere buona o cattiva?
Saverio: Accidenti... Mi confondo [14] anch'io ora... Machiavelli mi mette sempre in crisi.
Ma tu Licia non ti preoccupare: devi essere buona, ascolta la mamma, i nonni, le maestre. Un giorno quando sarai più grande, fra tanti anni... Licia: Alle medie [15]?
Saverio: Di più, alle superiori, forse sentirai la voglia di essere più cattiva.
A quel punto però sono sicuro che prenderai la decisione più giusta, perché sei una bambina brava e io mi fido di te. Licia: Babbo ma tu sei mai stato cattivo?
Saverio: A volte sì.
Sai mi sarebbe piaciuto essere sempre bravo con tutti, come San Francesco, ma è tanto difficile, e a volte ho litigato [16] con qualcuno, oppure non ci ho più parlato. Licia: Con i tuoi amici?
Saverio: A volte anche con gli amici, sì.
Ma il bello degli amici è che ti arrabbi e poi le cose tornano a posto. Licia: E con la mamma?
Saverio: No, chicca, con la mamma non sono mai stato cattivo, e non ho neanche mai litigato.
Un giorno però abbiamo litigato tutto insieme, talmente forte che non siamo più tornati uguali... Incredibile, è bastata una volta sola... [1] permesso (inf.
permettere): avere la possibilità di fare qualcosa [2] raggiungerli (inf. raggiungere): arrivare a un obiettivo, a un luogo, a qualcuno che sta davanti; arrivare a toccare qualcosa [3] allenatrice (masc. allenatore): il mestiere di mantenere in forma e preparare gli atleti alle competizioni [4] machiavellica (aggettivo): astuto, capace di ottenere il suo obiettivo in un modo o nell'altro [5] Niccolò Machiavelli: Firenze 1469 - 1527. [6] il fine giustifica i mezzi: celebre frase che significa che l'importanza dell'obiettivo permette di usare ogni tipo di strategia per raggiungerlo [7] fare bella figura: espressione molto comune per dire "apparire in modo gradevole, ammirevole" [8] cattivo: una persona che fa azioni non buone, malvagio, violento [9] furbi (sing. furbo): persona che usa la sua intelligenza a suo vantaggio; in generale si dice di una persona non sempre onesta e leale, ma italiano la parola "furbo" ha un significato positivo o negativo secondo il contesto della frase [10] volpe: animale della famiglia dei canidi, normalmente di colore marrone o rosso, vive nelle campagne e nei boschi; la volpe è un personaggio che si trova spesso nelle favole e nei proverbi [11] usare la mano pesante: espressione usata per dire "usare la forza" o "usare una violenza necessaria" [12] birbone: che non rispetta le regole e le leggi, brigante; bambino o bambina che non ascolta i genitori e causa molti problemi [13] sculacciano (inf. sculacciare): colpire qualcuno sul sedere con la mano aperta, punizione tipica per i bambini [14] mi confondo (inf. confondersi): mescolare più elementi insieme in modo disordinato, perdere il giusto ordine del ragionamento [15] medie (scuola media inferiore): nel sistema scolastico italiano è il primo livello di scuola media, precedente l'università e successivo alla scuola elementare; la scuola media si divide in media inferiore ("le medie"), con un programma didattico comune, e la scuola media superiore ("le superiori"), con programmi didattici differenziati [16] ho litigato (inf. litigare): discutere violentemente, con parole dure e a volte offensive