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Un Giorno Diverso (Graded Reader), 4. Secondo tentativo

4. Secondo tentativo

Sono le nove e mezzo e Pietro è ancora una volta a casa, per cambiarsi: si mette un paio di jeans e una camicia bianca.

Poi esce e decide di andare a fare un po' di shopping, un'altra cosa che non fa spesso.

Quando il giornalaio Nando lo vede passare davanti all'edicola per la seconda volta, si stupisce ancora di più:

– Dotto', che è? Ha già finito la passeggiata?

– No, Nando, ho avuto un piccolo incidente con il cappuccino, ho dovuto cambiare i pantaloni.

– Che, ha fatto come i bambini, che si sporcano sempre quando mangiano? Eh eh eh!

– Càpita, Nando, quando il bar è pieno e la gente è distratta! Per favore, un biglietto del bus.

– Ecco, dotto', un euro. Buona giornata, speriamo senza altri incidenti!

– Speriamo, Nando, ci vediamo!

Pietro vuole prendere l'autobus, anche questa è una cosa che non fa quasi mai, usa sempre la macchina e non conosce bene gli autobus di Roma.

Decide di chiedere a una signora che aspetta in piedi alla fermata.

– Scusi signora, devo andare in centro, che autobus devo prendere?

– In centro dove? Ci sono almeno sei bus che vanno in centro.

– In via Condotti.

– Allora deve prendere il 23. Però va bene anche il 56. Se vuole camminare un po', può prendere anche il 76: scende in Piazza Venezia e poi continua a piedi.

– Ho capito, grazie mille, signora.

– Di niente. Ma Lei non è di Roma?

– Sì, ma non uso mai l'autobus, vado sempre in macchina.

– E fa male, la macchina inquina e non si trova mai parcheggio. E poi voi giovani spendete tanti soldi per andare in palestra, ma usate la macchina anche per andare dietro casa!

– Ha ragione signora, è proprio vero!

La signora ride, è una simpatica donna anziana, avrà 70 anni.

– Ecco il 23, è fortunato! – dice la signora, e indica un autobus che sta arrivando.

– Grazie ancora, signora, proverò a seguire il suo consiglio! – dice Pietro mentre sale sull'autobus.

L'autobus è pieno. Pietro resta in piedi, ma dopo qualche fermata molte persone scendono.

– Scusi, è libero questo posto? – chiede Pietro a un signore seduto.

– Sì, prego.

– Grazie.

In quel momento entra nell'autobus una giovane mamma incinta con una bambina: la bambina mangia una pasta, ha le mani sporche di crema e zucchero a velo.

Quando Pietro vede la mamma, si alza:

– Signora, vuole sedersi? Prego...

– Grazie, Lei è molto gentile. Vieni, Giulia – dice la giovane mamma alla bambina.

Ma mentre Pietro si alza per far passare la donna, l'autobus frena improvvisamente: tutti si aggrappano dove possono, ma la bambina è troppo occupata a mangiare la sua pasta e cade su Pietro.

– Oh, mi scusi! Giulia! Guarda cosa hai fatto! – dice la mamma e indica alla figlia i pantaloni di Pietro, sporchi di crema e zucchero a velo.

– Non fa niente signora, non si preoccupi...

– Come non fa niente? Ha i pantaloni tutti sporchi! Mi dispiace tanto!

– E Lei, come guida? – grida la signora all'autista, che alza una mano per chiedere scusa.

– Scusi, signo', ma un tizio ha frenato d'improvviso.

Pietro non ha voglia di tornare a casa per cambiarsi ancora i vestiti: scende alla prima fermata e cerca un negozio di abbigliamento: adesso ha una ragione in più per comprare un nuovo paio di pantaloni.

Ma, anche questa volta, Pietro non sa che al negozio non troverà solo un vestito nuovo...

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