3. Due telefonate
Dentro l'ambulanza Giorgio prende il cellulare e chiama la sua ragazza:
– Pronto, Barbi? Dove sei? ...
Ah, in università? ...
No, io non vengo oggi, ho avuto un piccolo incidente. ...
No, niente di grave, ma devo andare in ospedale, sono in un'ambulanza. ...
No, non scherzo, un tizio mi ha investito con la macchina. ...
No davvero, sto bene, la gamba mi fa male, ma non è niente di grave. ...
Sì, viene anche lui in ospedale con me... è simpatico, un avvocato. ...
No, no, non è colpa sua, è mia, sono passato con il rosso. ...
Sì, lo so, sono sempre distratto, lo so, ma sono distratto perché penso sempre a te, amore mio. ...
Senti, vieni in ospedale, più tardi? ...
Uhm, non lo so, aspetta... scusi, infermiere, in che ospedale andiamo?
L'infermiere guarda Giorgio e risponde:
– San Raff aele.
– Al San Raff aele – ripete Giorgio a Barbara – Ti aspetto lì? ...
Ok, a dopo, ci vediamo, ciao amore. ...
Ciao.
L'infermiere ride, ricorda quando anche lui è stato giovane, con una fi danzata, e tutta la vita davanti. Beati i giovani!
Nello stesso tempo, squilla il cellulare di Anna, la moglie di Mario.
– Pronto? ...
Oh, ciao Mario, come va? ...
Perché? È successo qualcosa? ...
Oh mio Dio! ...
Ah, bene, poverino, ma come è successo? ...
Devi stare attento, i ciclisti non guardano mai dove vanno; adesso dove sei? ...
Al San Raff aele, certo, sì... quando hai finito mi telefoni? ...
Sì, io resto qui in università fino a mezzogiorno, oggi ci sono gli esami. ...
Ok, ciao, a dopo, ciao.