Putin all'UE: conviene creare un'area di libero scambio
Durante l'ultimo vertice Russia-UE Vladimir Putin ha parlato della possibilita' di costituzione di un'area di libero scambio tra l'Unione Europea e l'Unione economica eurasiatica. Secondo gli esperti, l'integrazione commerciale tra l'Est e l'Ovest oggi diventa una necessita' oggettiva. Ricordiamo che entro il 1 gennaio 2015 nel territorio dello Spazio economico unico che include la Russia, la Bielorussia e il Kazakistan, deve essere completato il processo di formalizzazione dell'Unione economica eurasiatica. Parlando a Bruxelles il presidente Putin ha rilevato che i modelli di integrazione europeo ed eurasiatico si basano su principi analoghi e sulle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, per tanto le sinergie sarebbero reciprocamente vantaggiose e contribuirebbero all'aumento dell'interscambio.
Di conseguenza, ha detto Putin, la Russia invita l'Unione Europea a “esaminare la possiblita' di costituzione di un'area di libero scambio tra l'UE e l'Unione economica eurasiatica che viene creata da Russia, Bielorussia e Kazakistan”. Secondo il direttore del Centro per lo sviluppo economico della CSI, Vladimir Savcenko, questa proposta è del tutto reale, tanto piu' che i vari schemi delle alleanze economiche e commerciali sono note gia' da tempo. Oggi vengono create persino delle alleanze esotiche tra paesi che non hanno confini comuni, come ad esempio quella tra UE e Stati Uniti. Altri esempi sono le aree di libero scambio tra Cina e Nuova Zelanda, tra UE e India, tra USA e Corea del Sud. Quando poi si tratta di realta' non tanto distanti l'una dall'altro, cio' diventa un'esigenza oggettiva. Oggettivamente nulla preclude l'integrazione commerciale tra l'Unione Europea e l'Unione economica eurasiatica, perchè le parti non vanno contro le regole del commercio internazionale. Tuttavia l'area di libero scambio comporterebbe comunque una determinata unificazione delle regole del commercio, della produzione, degli investimenti e dell'attivita' economica in generale. Eppure, tutte le iniziative della Russia miranti a promuovere l'integrazione vengono tradizionalmente accolte dall'UE con notevole freddezza. Il potenziale dell'Unione economica eurasiatica, con i suoi 165 milioni di consumatori ed un PIL superiore a 2 trilioni di dollari, ci pare abbastanza significante.
Tuttavia ancora nel 2012, valutando le prospettive della cooperazione con l'Unione economica eurasiatica, il presidente del Comitato orientale dell'economia tedesca Ekhard Kordes era preoccupato soprattutto dall'eventuale adesione dell'Ucraina all'Unione di Russia, Bielorussia e Kazakistan, mentre Jane Amilhat, capo della Direzione generale del commercio della Commissione europea ha osservato che gia' la costituzione dell'Unione doganale di questi tre paesi ha creato delle difficolta' nei rapporti con l'Unione Europea. Per esempio, secondo la signora Amilhat, l'armonizzazione delle tariffe doganali dei paesi dell'Unione sulla base delle tariffe della Russia è stata accolta dagli europei come una misura “totalmente opposta alla liberalizzazione dei mercati”. L'Europa teme anche che da parte dell'Unione economica eurasiatica ci possano essere delle nuove misure protezionistiche, ma soprattutto teme l'adesione di nuovi Stati a questa unione.