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Artesplorando (canale YouTube), Umberto Boccioni - Stati d'animo. Quelli che vanno | storia dell'arte in pillole - YouTube

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Umberto Boccioni - Stati d'animo. Quelli che vanno | storia dell'arte in pillole - YouTube

La nascita del futurismo fu dichiarata con un manifesto fortemente provocatorio apparso nel 1909

sulla copertina del quotidiano francese Le Figaro. Tra i principali protagonisti del movimento vi fu

anche Umberto Boccioni. Il suo trittico Stati d'animo è la prima grande opera pittorica

futurista. Ambientato in una stazione ferroviaria, indaga l'eccitazione del viaggio moderno e le

emozioni conflittuali che esso provoca. L'opera prende spunto dal pensiero filosofico di Henri

Bergson, il quale enfatizzò l'importanza del flusso universale, del dinamismo, del cambiamento

e dell'intuizione. Boccioni dipinse due versioni del trittico, la prima nell'estate del 1911, la

seconda nell'autunno dello stesso anno, dopo aver scoperto il cubismo durante un viaggio a Parigi.

L'ultima versione adotta i punti di vista multipli e frammentati tipici di questo, mentre tenta di

rappresentare stati d'animo e di presentare una sintesi di ciò che è ricordato e di ciò che è

visto. Con il febbrile precipitarsi di linee e colori, l'opera incarna una delle filosofie più

influenti del futurismo, messa nero su bianco nel primo manifesto di Marinetti. Gli addii, la tela

centrale del trittico, coglie il caos delle partenze in una stazione ferroviaria, mentre il

dipinto sulla sinistra, quelli che vanno, esprime la solitudine, la confusione angosciata e stordita

dei passeggeri in partenza. Incisive diagonali nere, blu lavanda e verdi sfumano la divisione tra

il primo piano e lo sfondo, suggerendo la violenza della velocità che strappa i viaggiatori dai loro

cari. Le teste sono rappresentate in una forma frammentata che riproduce la presenza simultanea

di diversi angoli di visualizzazione. Parvenze di case e paesaggio sfrecciano nella parte superiore

della tela. Il dipinto finale del trittico, quelli che restano, racconta la malinconia di

coloro che sono stati lasciati indietro, la loro infinita tristezza che trascina tutto in basso,

verso terra. L'opera fu esposta come parte del tour europeo dell'arte futurista che ebbe

luogo tra il 1912 e il 1913 e che, com'era prevedibile, generò clamore tra le autorità

artistiche ufficiali. Le onde d'urto del futurismo si propagarono rapidamente in tutta Europa.

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