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Artesplorando (canale YouTube), Tomba di Maria Cristina d'Austria - Antonio Canova | storia dell'arte in pillole - YouTube

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Tomba di Maria Cristina d'Austria - Antonio Canova | storia dell'arte in pillole - YouTube

Antonio Canova era uno dei molti artisti progressisti che si trasferirono a Roma

nella seconda metà del XVIII secolo per toccare con mano le glorie dell'arte

classica. La città era già da tempo una meta obbligata del Grand Tour, il viaggio

attraverso le bellezze culturali di tutta Europa. A Roma Canova studiò alcune

delle più importanti reliquie dell'antichità e gradualmente consolidò

la sua fama di eccellente scultore. Sviluppò il suo stile neoclassico

nell'arco di molti anni, durante i quali risiedette in città. Durante una visita a

Vienna nel 1798, a Canova fu commissionata dal principe vedovo

Alberto di Sassonia, duca di Teschen, un'imponente tomba per la moglie deceduta

da poco: Maria Cristina, figlia dell'imperatrice

d'Austria Maria Teresa. Il monumento non era destinato a Roma ma alla chiesa

agostiniana di Vienna, e Canova realizzò il progetto adattando quello per un monumento funebre in onore di Tiziano.

Scolpita nel marmo, la tomba richiama i

materiali usati nella scultura classica e il suo freddo biancore si adatta

perfettamente al gruppo di figure che esprimono un dolore controllato e

dignitoso. Emozioni intense vengono concentrate all'interno di una cornice

geometrica rigorosa: un corteo di figure piangenti entra nel sepolcro, la cui

forma riprende sia le piramidi dell'antico Egitto sia la tomba di

Caio Cestio, eretta intorno al 12 a.C.

La scultura prende le mosse dal mondo precristiano. L'immagine di Maria

Cristina è raffigurata su un medaglione sorretto da una personificazione della

felicità. Il ritratto è circondato da un serpente che si morde la coda,

un antico simbolo di immortalità. Una simile rottura con la convenzione

contrariò il duca: mentre Canova auspicava che le figure scultoree

rappresentassero il concetto stesso della morte,

il duca desiderava che incarnassero le virtù della moglie deceduta. Canova fu

costretto a cambiare la sua idea e assegnò alle figure determinati

significati allegorici. La donna che porta le ceneri è una

personificazione della Pietà o della Virtù, mentre quella sulla sinistra

rappresenta la Beneficenza, una qualità per la quale Maria Cristina era famosa.

In tutta l'opera però si possono trovare altri significati. Per esempio, le tre

figure sulla sinistra potrebbero simboleggiare le tre età dell'uomo,

mentre il fatto che siano vestite con abiti classici e non rappresentino

persone specifiche dona al complesso monumentale una portata universale.

L'umanità intera che attraversa la soglia della morte. Mentre nei monumenti

funebri medievali la morte era raffigurata come uno scheletro, qui

compare nelle vesti classiche di un giovane nudo. Il duca inoltre voleva

inserire nella scultura lo stemma asburgico e un'iscrizione. Canova

acconsentì, ma spostò i simboli sulla piramide, dietro al leone, dove sono poco visibili.

L'opera di Canova fu accolta con grande

entusiasmo dai suoi contemporanei. La sua vita e il suo impegno per l'arte erano

inoltre un esempio di serietà morale. L'ammirazione per lo scultore tramontò

nel tardo XIX secolo durante l'epoca romantica, quando la sua arte neoclassica

venne definita fredda e statica. Solo nella metà del XX secolo

le sue opere furono nuovamente apprezzate, risollevando la reputazione dell'artista.

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