Santa Sofia Istanbul - YouTube
Dedicata alla Divina Sapienza, la chiesa di Santa Sofia doveva essere anche la rappresentazione
divina dell'impero. Giustiniano la fece costruire a seguito della violenta insurrezione dei partiti
popolari, che aveva tra l'altro causato l'incendio della precedente basilica. I lavori a Santa Sofia
furono diretti dall'architetto Isidoro di Mileto e dal matematico e ingegnere Antemio
di Tralle che venne descritto come il più colto e abile nel suo mestiere.
Santa Sofia, un edificio di enormi dimensioni, era una costruzione di grande arditezza statica,
edificata tra l'altro in una zona sismica. La cupola, di 33 metri di diametro,
che rende la chiesa unica nel suo genere, fu ricostruita due volte a causa di cedimenti.
Attorno allo spazio quadrato centrale con nicchie alternativamente curve e rette,
dominato da una cupola grandiosa con una corona di quaranta finestre, si dispongono navate laterali
e matronei. La monumentalità dell'edificio è come alleggerita dall'apertura di grandi
finestre. All'ingesso sono due narteci, atri destinati ai penitenti e ai catecumeni, con
grandi porte metalliche e un vasto quadriportico. Santa Sofia è il manifesto dei principi basilari
dell'arte bizantina, ovvero la simmetria, il senso del movimento che sembra corrispondere all'ideale
neoplatonico già espresso dal filosofo della tarda antichità Plotino. Il senso della luce e del
movimento sono provocati dallo scintillio dei mosaici e dall'articolata complessità delle
strutture architettoniche. L'occhio dello spettatore si muove, notando l'armoniosa
sequenza degli elementi, fino ad apprezzare l'insieme: è la varietà che crea l'unità.