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Artesplorando (canale YouTube), Salvador Dalì | Il grande... – Text to read

Artesplorando (canale YouTube), Salvador Dalì | Il grande masturbatore - YouTube

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Salvador Dalì | Il grande masturbatore - YouTube

Questo dipinto rappresenta la quintessenza e il simbolo per eccellenza

delle ossessioni di Salvador Dalì. È sconcertante e seduttivo, intenso e

geniale, ma anche molto delirante; si tratta dell'opera che il pittore

stesso commentò di più nel suo libro La vita segreta di Salvador Dalí, pubblicato

nel 1942. L'artista dipinse il quadro nel 1929, a

fine estate, dopo aver trascorso alcuni giorni con Gala Éluard, moglie del poeta

Paul Éluard tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. Gala, con suo

marito e insieme ad altri amici artisti, andò in visita nella tenuta di Dalì presso

Cadaqués nel sud della Spagna. Tra lei e il pittore spagnolo vi fu

subito un irresistibile colpo di fulmine, tanto che questa decise di rimanere con

Dalì e far ripartire il marito, da solo, alla volta di Parigi.

Sarà l'inizio di un rapporto fatto d'amore, di sesso, di creatività e di eccessi che durerà ben 53 anni.

Come potrete intuire anche solo dal

titolo l'opera ha diverse implicazioni sessuali confermate dalla presenza

piuttosto esplicita di simboli fallici. Dal pistillo della calla a destra, alla

lingua rossa del leone africano nel centro del dipinto. Attira inoltre

l'attenzione la coppia in alto a destra di cui vediamo solo il volto di profilo

della donna e che sembra voler richiamare a un atto di fellatio. In

questo dipinto ritroviamo tutti gli elementi che contraddistinguono

l'arte di Dalì a cominciare dai paesaggi della sua infanzia, perlopiù spazi

desertici in cui manca totalmente la vegetazione. Ma qui c'è anche Gala, la

donna che dopo averlo conosciuto scelse di rimanergli accanto per sempre.

Lei per l'artista sarà una musa, un'amante, una madre e una figura molto

importante per la sua carriera e per il suo successo.

Il centro del quadro è occupato da un volto di profilo rivolto verso il basso, con una

palpebra chiusa e l'enorme naso a punta appoggiato al terreno. Al viso è attaccata

una cavalletta gigante che ha il ventre ricoperto di formiche. Insomma una vera

immagine delirante. Il surrealismo, a cui l'opera fa riferimento, fu un movimento

culturale che all'inizio del XX secolo coinvolse tutte le arti, ponendo

al centro della sua poetica l'inconscio, il sogno, il delirio e

l'allucinazione e Dalì elaborò un sistema di produzione artistica

cosiddetto “paranoico-critico”, che il pittore descrisse come un metodo

spontaneo di creazione irrazionale, basato sull'associazione di elementi,

immagini e forme apparentemente senza senso.

Dalì fu anche questo, delirio, follia e voglia di stupire.

Un artista anche nella vita, per come si poneva con le persone a partire da quei

curiosi baffetti all'insù. Artista sempre insomma, e non solo nelle sue bizzarre opere.

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