Ritratto di Paolina Borghese - Antonio Canova | storia dell'arte in pillole - YouTube
Antonio Canova, scultore e pittore, nacque il 1° novembre 1757 a Possagno,
piccolo paese nel nord-est d'Italia. Considerato il massimo esponente del Neoclassicismo e
per questo soprannominato “il nuovo Fidia”, l'artista è autore di questa splendida statua,
raffigurante Paolina Borghese Bonaparte, sorella di Napoleone. Qui Paolina è rappresentata come
Venere: nella mano sinistra, infatti, tiene il pomo d'oro con il quale fu
riconosciuta da Paride la bellezza della dea. Nell'episodio della mitologia greca il principe
troiano dovette infatti premiare la donna più bella, scegliendo tra Minerva, Giunone e Venere.
Si tratta quindi di una rappresentazione allegorica in cui la giovane Paolina viene
immortalata nei panni di una divinità, per celebrare la sua virtù e la sua bellezza.
La scultura fu commissionata dal marito della donna, il principe Camillo Borghese,
e scolpita a Roma tra il 1805 e il 1808. Non si sa se Paolina posò nuda per l'artista o se piuttosto
Canova non abbia fatto altro che inserire il ritratto della donna su un corpo realizzato
seguendo i canoni di bellezza neoclassica. L'opera viaggiò molto prima di trovare la sua
collocazione definitiva a Galleria Borghese. Una volta completata, raggiunse la dimora di Camillo
Borghese a Torino, dove rimase fino al 1814. Alla caduta di Napoleone fu spostata a Genova e,
via mare, raggiunse Roma. La statua fu esposta a palazzo Borghese, dove la si poteva osservare
anche di notte, illuminata da fiaccole: era così messa in risalto la raffinatezza del
marmo e la patinatura finale a cera data da Canova. Dopo un breve periodo in cui l'opera
fu mostrata a villa Pinciana, dal 1889 trovò la sua collocazione definitiva a Galleria Borghese.
Una curiosità: la parte marmorea dell'opera, che termina con il materasso, è appoggiata
sulla struttura lignea del letto. All'interno di questo c'è un meccanismo nascosto che permette
alla statua di ruotare intorno al proprio asse verticale. Nel 1953 al letto furono aggiunte
due zampe di leone. L'aspetto più sorprendente di questo ritratto di Paolina è il modo in cui Canova
seppe rendere materiali e superfici diverse: dalla pelle vellutata della donna, ai morbidi cuscini,
al leggero tessuto che si adagia sulle gambe. Si può veramente dire che il marmo prende vita.