Ritratto dei coniugi Arnolfini - Jan van Eyck | storia dell'arte in pillole - YouTube
Jan van Eyck è tra i fondatori della Scuola dei primitivi fiamminghi che
adottò un approccio naturalistico alla pittura dimostrando grande realismo e
cura nei dettagli. È ritenuto l'uomo che trasformò la semplice miscela di
pigmenti e olio in pittura a olio. Quest'opera, il Ritratto dei coniugi
Arnolfini, è senz'altro il suo più grande capolavoro che condensa tutta la sua maestria.
È un ritratto di Giovanni Niccolò Arnolfini e sua moglie, ma non è
da intendere come un'istantanea del loro matrimonio.
La moglie non è incinta, come spesso si pensa, ma alzando il suo vestito ci
mostra la gonna di colore diverso come voleva la moda del tempo. Arnolfini era
membro di una famiglia di commercianti di Lucca che si trasferì a Bruges, nelle
Fiandre, per affari. La coppia è rappresentata in un interno
ben arredato ricco di dettagli allusivi alla fedeltà e agli obblighi di una
corretta vita matrimoniale, come il cagnolino e gli zoccoli. La firma alle
loro spalle, scritta in latino ornato, si traduce come “Jan van Eyck è stato qui
1434”. La somiglianza con i graffiti moderni è una caratteristica di Van Eyck
che firmò spesso in modo curioso altri suoi dipinti.
Lo specchio convesso sulla parete in fondo riflette, oltre alla coppia di coniugi, altre due figure sulla
soglia della stanza, che si trovano nello stesso punto dove siamo noi a osservare
l'opera. Uno di loro potrebbe essere il pittore che nella realizzazione dello
specchio diede prova di grande bravura e maestria. Arnolfini alza la mano destra
forse come gesto di saluto o giuramento. Infatti tutto il dipinto, ancora oggi
oggetto di valutazioni, viene principalmente interpretato come
l'impegno tra gli sposi prima di presentarsi al sacerdote. Si trattava di un
rituale che avveniva a mani giunte, alla presenza di testimoni e che aveva
valenza giuridica come una sorta di fidanzamento formale. Visto così, si
capirebbe il perché della precisione e del realismo nell'opera e dell'elaborata
firma che renderebbero il dipinto un documento ufficiale.
Van Eyck era molto interessato alla luce che è protagonista della tavola quanto i signori Arnolfini.
La pittura a olio permise all'artista di rappresentare con grande realismo gli
effetti della luce sui vari materiali. Il metallo del lampadario di ottone
lucente, le stoffe, il legno hanno un aspetto reale e convincente.
Questo dipinto è senz'altro una delle grandi icone della nostra epoca.
Nel 2004 il pittore colombiano Fernando Botero realizzò una versione dell'opera
con il proprio stile inconfondibile, in cui sia i coniugi che il cagnolino sono
rappresentati molto in carne. L'opera inoltre ha fatto parte della
sigla d'apertura nella serie tv Desperate Housewives e i coniugi
Arnolfini fanno la loro apparizione anche nella “Galleria delle Ombre” del film
“V per Vendetta”.