Paul Klee: vita e opere in 10 punti - YouTube
Pittore, autore di stampe, insegnante e scrittore d'arte, Paul Klee è una delle
figure più amate dell'arte del XX secolo. Padre tedesco e madre svizzera,
entrambi insegnanti di canto e musica, Klee ricevette anche un'educazione
musicale e fu lui stesso violinista a livello professionale.
Nel 1898 partì per Monaco di Baviera e si iscrisse all'Accademia di belle arti: qui studiò
sotto la guida di Franz von Stuck. In questo periodo iniziò a scrivere i suoi
Diari, che arrivarono fino al 1918. La prima fase dei propri studi fu giudicata
da Klee insoddisfacente, ma comunque lo introdusse alla grafica di derivazione
Jugendstil propria dell'atmosfera secessionista.
Dopo aver viaggiato in Italia tra il 1901 e il 1902, visse a Berna per i quattro anni seguenti, poi
nel 1906 si trasferì a Monaco, capitale culturale tedesca. In questi anni conobbe
e sposò la pianista Lily Stumpf, un fatto che confermò il legame tra Klee
e la musica, legame che influenzò notevolmente la sua produzione.
Nel 1908 conobbe attraverso due esposizioni la pittura di Van Gogh e nel 1909 quella
di Cézanne. Ma i fondamentali incontri di Klee
avvennero nel 1911. In quell'anno fece amicizia con Alfred
Kubin, August Macke, Alexei Jawlensky, ma sopratutto Wassily Kandinsky e
Franz Marc, che all'epoca stavano fondando il Cavaliere Azzurro.
Nel 1912 Klee partecipò alla seconda mostra del Cavaliere Azzurro,
visitò Parigi ed entrò in contatto con l'opera di Picasso, Braque e Delaunay.
Un'esperienza che incise nell'opera dell'artista. In questo periodo fece
soprattutto acqueforti tra cui una serie di undici Invenzioni: opere bizzarre e satiriche con figure stravaganti e distorte.
Nel 1914 Klee, in compagnia di Louis Moilliet e August Macke, fece un viaggio in Tunisia tanto breve quanto
decisivo per le conseguenze sul suo lavoro. L'artista fu colpito
drammaticamente dalla bellezza del colore e arrivò a scrivere: “il colore mi
possiede, non ho più bisogno d'inseguirlo. Mi possiederà per sempre, lo so.
Io e il colore siamo una cosa sola. Sono un pittore.”
Durante la prima guerra mondiale Klee fu richiamato sotto le armi. Servì l'esercitò tedesco e per
buona parte del tempo fu impiegato nella pittura delle ali degli aerei. Dopo la
guerra, nel 1920, Walter Gropius chiamò Klee a insegnare al Bauhaus di Weimar.
Si dimostrò un insegnante ispirato e non dogmatico. Le controversie interne
all'istituto lo spinsero, nel 1931, a trasferirsi all'Accademia di Düsseldorf
dalla quale nel 1933 fu costretto a dimettersi dai nazisti.
Quattro anni dopo le sue opere furono incluse nella nota mostra dell'arte degenerata.
Nel 1935 avvertì i primi sintomi di una malattia che poi lo
uccise: un raro disturbo cutaneo debilitante chiamato sclerodermia. Rimase
produttivo fino alla fine anche se l'allegria che lo
contraddistingueva cedette il passo a ossessioni e a premonizioni di morte. Come
possiamo vedere in Morte e fuoco, una delle sue opere più tetre e forti.
Klee fu uno dei maestri moderni più creativi e produttivi.
La sua produzione completa conta circa 9000 opere. Utilizzò spesso il piccolo
formato e mescolò varie tecniche: acquarello e pittura a olio principalmente.
Fece tesoro di innumerevoli influenze, le trasformò, esplorando le fantasie e le paure umane.