Lucio Fontana: vita e opere in 10 punti - YouTube
Pittore, scultore e ceramista italiano, Lucio Fontana nacque in Argentina nel
1899. All'età di sette anni si trasferì con la famiglia a Milano. Restò in Italia
fino al 1922, anno in cui assieme al padre, lo scultore Luigi Fontana, tornò nel paese natale dove allestì uno studio.
Sei anni più tardi l'artista si spostò nuovamente a Milano, per studiare all'Accademia di Brera.
Qui frequentò il corso dello scultore Adolfo Wildt, da cui mediò il gusto, di
matrice simbolista, per un linearismo concettuale prima che decorativo.
In seguito Fontana lavorò principalmente a Milano, dove nel 1930 tenne la prima
personale alla Galleria del Milione. Questa fu la prima mostra, in Italia,
nella quale si vide della scultura astratta e Fontana divenne una figura di
rilievo nella promozione dell'arte astratta nel nostro paese.
Nel 1935 si trasferì a Parigi, dove divenne membro dell'associazione
Abstracion-Creation, quindi nel 1940 in Argentina dove pubblicò nel 1946 il
Manifesto Blanco. Il manifesto intendeva promuovere un nuovo concetto di arte
chiamato spazialismo, il quale aspirava a una cooperazione con uomini di scienza per sintetizzare nuove idee e materiali.
Nel 1947 tornò a Milano e nello stesso anno diede inizio ufficialmente al movimento spazialista, pubblicando il
Manifesto tecnico dello spazialismo. Le sue opere più caratteristiche, che iniziò
a produrre nel 1958, sono quadri dalla superficie
monocromatica sfregiata, oppure bucata.
L'importanza dei buchi e dei tagli sta proprio nel modo provocatorio, quasi
romanzesco, con cui Fontana diede vita a opere capaci di abbattere i confini
tradizionali della concezione dello spazio pittorico. L'arte con lui divenne
tridimensionale: il buco e il taglio aprirono al retro della tela e le due
dimensione spaziali, il fronte e il retro si unirono in un unico spazio.
Una serie di suggestive fotografie scattate da Ugo Mulas mostra
i vari momenti del processo di realizzazione di questi quadri. Dopo una
fase di estrema concentrazione davanti alla tela, fontana sceglie il punto da
cui iniziare e poi, con un intervento istantaneo, dà vita all'azione creativa vera e propria.
Anche il retro delle tele con i tagli ha un particolare interesse perché, oltre al titolo, alla firma e alle garze nere incollate dietro alle fenditure,
troviamo in ogni opera una breve frase sempre diversa, che Fontana scriveva per
aggiungere un ulteriore elemento di conferma d'autenticità.
Fontana però produsse anche opere di arte ambientale, per esempio
usando la luce al neon in stanze oscurate e mise in atto vari progetti decorativi.
Lucio Fontana è stato uno dei protagonisti dell'arte informale
internazionale, ma anche un maestro per molte generazioni di artisti
d'avanguardia. Nel 1966 vinse il Gran premio internazionale della pittura alla
Biennale di Venezia. L'artista si spense il 7 settembre del 1968.