Le pitture rupestri di Altamira - storia dell'arte in pillole - YouTube
Quando si parla di arte preistorica non si può non parlare delle pitture
rupestri scoperte in vari luoghi sparsi nel mondo.
Quasi tutte queste opere risalgono a un periodo compreso tra il 40.000 e il
10.000 a.C. Un arco di tempo conosciuto come Paleolitico superiore in
cui l'Homo sapiens ebbe la meglio su tutte le altre specie umane. All'epoca le
popolazioni si spostavano continuamente, cacciando e raccogliendo tutto ciò che
potesse servire alla loro sopravvivenza. Le grotte divennero luoghi di riparo, ma
anche il posto ideale per realizzare incisioni e pitture.
Fu un lento processo di evoluzione. All'inizio si trattava di semplici
incisioni sulle pareti, poi emersero nuove forme e stili, inclusa la pittura.
I colori erano ottenuti mescolando varie polveri con saliva e grassi animali.
L'ocra ad esempio si otteneva con un particolare tipo di terra e il nero con
il carbone di legna e osso. Probabilmente all'inizio ci si dipingeva il corpo, poi
si è passati, forse per caso, a provare gli stessi colori sulle pareti. Con il
tempo i soggetti rappresentati cambiarono.
All'inizio si fecero stencil di mani e punti di colore astratti, forse forme
simboliche di un linguaggio primitivo. In seguito si realizzarono predatori e
grandi erbivori come bisonti. Piano piano anche la figura umana acquisì importanza
e venne rappresentata intenta a cacciare e a raccogliere i prodotti della terra.
La tavolozza di colori, gli strumenti e le tecniche si fecero più ampie e
precise. Quando queste popolazioni, dopo il 10.000 a.C. si fecero
sedentarie e cominciarono a coltivare e ad allevare animali,
l'arte rupestre scomparve lasciando il posto alla ceramica.
Tra tutti i complessi di grotte dipinte ritrovati, i più celebri e belli si
trovano in Europa tra Spagna e Francia. Altamira, in Spagna è uno di questi.
Scoperte nel 1868, queste caverne si estendono fino a 270 metri di profondità
e sono formate da tre gallerie principali.
Il caso ha voluto che una frana ne ostruisse l'ingresso, millenni fa, e
questo salvò gli splendidi dipinti all'interno. Cavalli, cervi e bisonti in
varie pose e di diverse dimensioni, incisioni e segni e simboli astratti.
Sono solo alcune delle immagini che sono state fissate in queste caverne.
In particolare, i bisonti sono realizzati con una cura e un realismo che non ha
precedenti e che fanno di queste grotte una sorta di Cappella Sistina della preistoria.
Ma perché realizzare tutte queste incisioni e dipinti? Quasi tutta
l'arte rupestre è stata ritrovata in caverne profonde, poco accessibili e
quindi anche non abitate. Resta quindi un mistero la scelta di
realizzare questi dipinti in luoghi nascosti dove sarebbero stati ammirati
di rado. Oggi l'ipotesi più accreditata dà a queste opere una funzione cerimoniale
o rituale, per cui gli autori sarebbero stati degli artisti sciamani.
Ad ogni modo queste testimonianze, oggi quasi ovunque non visitabili per ragioni
conservative, sono la prova che ci fa capire come l'uomo sulle pareti della
sua caverna abbia fissato le meraviglie e le esperienze, della propria vita. Agli albori dell'arte.