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Artesplorando (canale YouTube), La grande odalisca - Ingres | storia dell'arte in pillole - YouTube

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La grande odalisca - Ingres | storia dell'arte in pillole - YouTube

Questa è una delle opere più celebri di Ingres, considerato uno dei maggiori

esponenti della pittura neoclassica, dove tutta la tradizione classica del nudo femminile viene

sintetizzata e rielaborata dal pittore. Il dipinto raffigura un'odalisca distesa

nel letto di un harem mentre si fa vento con un ventaglio di piume, volgendo all'indietro lo

sguardo provocante. Una pipa da oppio nell'angolo in basso a destra suggerisce all'osservatore

occidentale l'accesso a ulteriori piaceri. Le odalische erano giovani fanciulle vergini che

facevano da cameriere alle concubine e alle mogli del sultano. Se erano brave a danzare,

abili nella musica e graziose nei modi potevano aspirare a salire la scala sociale giungendo al

matrimonio con il sultano. Cosa poteva far sognare il borghese europeo dell'Ottocento,

più della figura elegante e sensuale dell'odalisca? Sarà un tema stabile che

attraverserà tutto il XIX secolo. Il cosiddetto “orientalismo” era una tendenza diffusa nell'arte

e nel disegno occidentali dell'epoca, che prendevano spunto dalle terre, dai popoli

e dai motivi del Vicino e del Medio Oriente. Un'attrazione verso un reale o immaginario

esotismo. Ingres non viaggiò mai in Medio Oriente e si affidò sempre a resoconti di seconda mano,

attingendo a elementi da varie fonti per costruire le ambientazioni delle sue opere.

Dipinta in Italia nel 1814 per la sorella di Napoleone, Carolina di Napoli, la tela tradisce

le influenze di Raffaello. Lo possiamo notare dai lineamenti del volto e dal turbante “rubato” alla

Fornarina. Ma vediamo anche traccia dei pittori manieristi italiani. Lo si capisce dalle evidenti

sproporzioni anatomiche del soggetto. Infatti, quando l'opera fu esposta per la prima volta a

Parigi nel 1819, i critici non persero l'occasione di far notare gli errori anatomici presenti nella

curva disegnata dal dorso della donna che pareva provvista di tre vertebre in più. Ingres non aveva

esitato a piegare i caratteri fisici della modella per perseguire le sue esigenze di

espressività della forma. Per rendere il corpo della donna maggiormente sensuale e sinuoso,

capace di accompagnarsi perfettamente alla concezione statuaria del pittore.

Un'altra caratteristica straordinaria dell'opera che la rende totalmente innovativa per quanto

riguarda il nudo femminile, è la magistrale sintesi tra la forma e la sensualità del corpo

ritratto di schiena della donna con l'espressione del suo sguardo mentre si volta a guardare lo

spettatore. Tale accostamento ci rapisce, ci desidera, ma non per un ammiccamento erotico,

il suo preciso compito è quello di reclamare la nostra attenzione su di sé per esaltare la bravura

del pittore stesso. È il compiacimento dell'arte di Ingres che trova la sua esaltazione anche

nell'attenzione alla qualità delle stoffe, ai dettagli del panneggio su cui è posata l'odalisca,

al narghilè ai suoi piedi e al ventaglio con le penne di pavone. Tutto contribuisce

a esaltare la perfezione del corpo nudo della donna e, con esso, lo stile del pittore.

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