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Artesplorando (canale YouTube), Il trittico del Giardino delle Delizie - Hieronymus Bosch | storia dell'arte in pillole - YouTube

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Il trittico del Giardino delle Delizie - Hieronymus Bosch | storia dell'arte in pillole - YouTube

Questo straordinario trittico costituisce forse l'apice nell'arte di

Hieronymus Bosch, delle sue invenzioni e della sua straordinaria immaginazione.

Come dice la parola stessa, “trittico”, l'opera si divide in tre pannelli: uno

centrale più largo e due laterali più stretti. I due scomparti laterali inoltre

si posso chiudere su quello centrale. Proprio come due ante di una finestra,

rivelando una quarta immagine che raramente viene mostrata, raffigurante il

terzo giorno della creazione del mondo. Ad ante aperte, davanti ai nostri occhi

sconcertati, si delinea una rappresentazione ricchissima che spazia

dalla creazione dei progenitori, passando per il giardino delle delizie, fino a

scendere all'inferno. Insomma una vera macchina figurativa che non conosce rivali.

Nel pannello di sinistra

sullo sfondo di un rigoglioso Paradiso terrestre popolato da splendide creature,

Dio presenta Eva al cospetto di Adamo. Lui appena svegliato dal sonno osserva

la compagna, generata da una sua costola, con un'espressione di vera sorpresa.

Dio è rappresentato più giovane del solito, più simile in effetti alle

immagini di Gesù. La scena brulica di animali tra i quali scorgiamo creature

reali, come la giraffa, l'elefante, la lepre, delle scimmie e così via, ma anche creature inventate, come l'unicorno.

Le piante presenti sono le più disparate e

sicuramente attirerà la vostra attenzione un curioso albero alle spalle

di Adamo, noto come “dracena”. Forse vi dirà poco il nome, ma in realtà la

versione arbusto di quest'albero è chiamata “tronchetto della felicità” ed è

molto frequente nei salotti e negli uffici come pianta da interno.

Al centro del fantastico paesaggio, ricco di fauna e flora, vediamo infine un

laghetto dal quale emerge una splendida fontana della vita.

La parte centrale del trittico raffigura un finto Paradiso che inganna i sensi,

un giardino delle delizie dedicato al peccato e alla lussuria. Qui Bosch ha

incluso un gran numero di figure umane nude. Ad eccezione della coppia in basso

a destra, identificata come Adamo ed Eva dopo la cacciata dal Paradiso. Uomini e

donne sono divisi in gruppi o coppie, intenti a consumare relazioni amorose di

varia natura. L'artista colloca al centro di un grande

parco un ammasso di fanciulle e intorno ad esse un largo cerchio di cavalieri

che ruota in senso antiorario. In primo piano un gruppo di uomini e

donne nudi si divertono, godendo della presenza di uccelli, piante e compagni dell'altro sesso.

Gli animali rappresentati sono molto

più grandi della realtà e tra questi Bosch sottolinea in particolare due

diversi tipi di gufo che evocano il male. Questi uccelli, ai due estremi laterali

del pannello, dirigono i loro sguardi inquietanti verso di noi. Sono

presenti anche piante e frutta, raffigurate molto più grandi rispetto

alle dimensioni reali, con connotazioni erotiche e riferimenti allegorici agli

organi sessuali. In contrasto con la confusione che prevale in primo piano, la

geometria si impone invece sullo sfondo, attraverso costruzioni architettoniche

fantastiche. Vediamo fontane e padiglioni intorno a un lago che si spinge fino

all'orizzonte, mentre a destra e a sinistra alcune misteriose figure alate spiccano il volo.

Il pannello di destra raffigura un

inferno musicale, dalla presenza degli strumenti usati per torturare i

peccatori che hanno dedicato il loro tempo alla musica profana.

Qui tutti i peccati capitali sono puniti. Gli avari vengono divorati e

immediatamente espulsi dall'ano di una creatura con la testa di un uccello,

seduta su una specie di trono-gabinetto. I golosi sono castigati nella taverna al

centro del dipinto, situata all'interno dell'albero-uomo, in attesa d'essere

serviti da rospi, diavoli e altre creature sgradevoli. Gli invidiosi invece

sono torturati per immersione in acqua ghiacciata.

La curiosa taverna-uomo al centro dello scomparto ha il torso a forma di uovo, la

parte inferiore del corpo formata da tronchi d'albero marci

e i piedi appoggiati su barche. In questa parte del trittico Bosch descrive la

trasformazione dell'uomo in bestia come meritato castigo al vizio e alla

depravazione. Il pittore qui si sofferma come mai prima sulle punizioni dei

peccatori, raggiungendo un vertice nella descrizione pittorica delle cose più

disgustose e inquietanti. Insomma un vero guazzabuglio infernale

che ancora oggi incute paura e affascina allo stesso tempo.

Sul retro delle ante, visibile sono quando il trittico è

chiuso, Bosch dipinse la creazione del mondo, racchiusa in un globo cristallino

e vista come il terzo giorno della creazione descritto nel libro della

Genesi, quando le acque furono separate dalla terra. Questa immagine è realizzata

con la tecnica del “grisaille” che utilizza solo i toni del grigio, creando dipinti

monocromi. Le tre scene dipinte sulla faccia interna del Trittico del Giardino

delle Delizie, quella normalmente esposta al pubblico, hanno fatto nascere le più

svariate e anche assurde teorie. Come spiegare il perché delle immagini

rappresentate? Quella più attendibile e ragionevole individua come filo

conduttore dei tre pannelli il peccato. In breve possiamo dire che l'intera

opera costituisce una predica contro i piaceri della carne e che descrive

l'umanità come perduta nel peccato.

Si passa infatti dalla nascita del peccato originale, a sinistra, alla fine del peccato punito all'inferno

a destra, passando per il pannello centrale in cui domina la lussuria. Visti i molti

dettagli e le allegorie spesso indecifrabili, siamo portati a pensare

che questo trittico non fosse ideato per una chiesa, dove sarebbe stato esposto al

popolo, ma per un mecenate laico e intellettuale.

Purtroppo non conosciamo né il committente né le traversie che

portarono l'opera in Spagna, nella collezione dell'Escorial nel 1595, per poi

finire in tempi più recenti al museo del Prado dove oggi è esposta. Lo stato di

conservazione del Trittico del Giardino delle Delizie non è buono. Puliture

troppo aggressive hanno appiattito molti particolari e figure, ma nonostante ciò

la sua visione d'insieme è ancora stupefacente.

Di fronte a opere come questa siamo portati a pensare, fino a che punto può spingersi l'immaginazione

umana? Hieronymus Bosch nel Trittico del

Giardino delle Delizie mescola tradizioni popolari e citazioni bibliche,

diavoli e paradisi, incubi e nanetti, esseri mitologici e animali fantastici.

Tutto si incrocia e si mescola, creando un universo visivo senza precedenti.

E anche se noi persone moderne, nella maggioranza dei casi, non ci facciamo più

condizionare da superstizioni, morali e leggende, rimaniamo estasiati da ciò che

è stato in grado di produrre il pennello di un pittore che non si mosse mai

dalla sua piccola città del nord Europa.

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