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Artesplorando (canale YouTube), Il bello ideale della Grecia classica - storia dell'arte in pillole - YouTube

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Il bello ideale della Grecia classica - storia dell'arte in pillole - YouTube

Nel breve periodo che va dal 510 al 323 a.C.,

la civiltà greca definì uno stile che da allora è considerato “classico”. Un arco di

tempo in cui fiorirono teatro, musica, filosofia, architettura, scultura e la

cultura in generale. Qui ci occuperemo in particolare della

figura umana e dell'evoluzione nella sua rappresentazione.

Durante il periodo Arcaico, dal 700 al 500 a.C., in

Grecia gli scultori avevano già iniziato a realizzare tre tipi di figure umane a

tutto tondo, usate come monumenti funebri o dedicate agli dei. Il kouros, nudo

maschile; la kore, una figura femminile vestita con drappi; e le figure femminili

sedute. Pose frontali, statiche e rigide sono le caratteristiche di queste opere.

Ma si dovrà attendere il periodo classico per avere un'evoluzione radicale.

L'inizio del periodo classico coincise con lo sviluppo di un modello

democratico di città-stato. In questi anni gli eserciti greci si aggiudicarono

vittorie decisive contro i nemici persiani, che da tempo nutrivano mire

espansionistiche verso la Grecia. Su tutte le città Atene prosperò in

maniera particolare, diventando il centro culturale per tutto il mondo greco. Nel

fermento dinamico delle città fiorirono le arti come mai prima d'ora.

La rappresentazione della figura umana migliorò grazie a una più attenta

osservazione del corpo, una maggiore espressività. Comunicando movimento,

rilassamento e invitando lo spettatore ad ammirare la figura da diverse angolazioni, e non solo frontalmente.

Gli scultori classici continuarono a

rivolgere l'attenzione soprattutto alle proporzioni e alla struttura muscolare

del corpo maschile, rendendolo tuttavia più elegante ed espressivo. L'apice di

questa ricerca è ben rappresentato da due statue di bronzo rinvenute nel 1972

nei pressi di Riace Marina, in Calabria. Sebbene l'esatta datazione sia ancora

incerta, si pensa che siano state realizzate tra il 450 e il 420 a.C.,

forse separatamente. Gli autori rimangono

ignoti. La posa e le gestualità dei bronzi di Riace ci colpiscono subito per la bellezza e il naturalismo.

Gli scultori del periodo Classico maturo

proseguirono la ricerca di realismo e di espressione della vitalità del corpo

umano. I maestri greci Fidia e Policleto preferirono il marmo e l'avorio al bronzo,

materiali che permettevano di scolpire linee più morbide e di produrre così

rappresentazioni più realistiche della pelle e dei muscoli. Il drappeggio

divenne un elemento espressivo di sempre maggiore importanza. Il nudo maschile a

tutto tondo fu il soggetto preferito e privilegiato, confermando una tendenza

che contraddistingueva già l'arte Greca.

Il nudo femminile invece divenne un soggetto ambito dagli artisti nel

periodo Classico molto più avanzato. Scolpite con linee morbide e arrotondate,

caratteristica del periodo Tardo classico, queste figure sensuali erano

rappresentate in pose che ne enfatizzano il pudore. Gli scultori realizzarono

inoltre busti, pannelli a rilievo, monumenti funebri e oggetti domestici,

oltre a decorazioni architettoniche destinate a frontoni, fregi e pareti dei templi.

Dopo la morte di Alessandro Magno,

avvenuta nel 323 a.C., l'importanza delle città-Stato si

affievolì e l'influenza greca si diffuse in nuovi territori nell'Asia occidentale e

nel Nordafrica. Questa espansione, nota con il nome di

ellenismo, fu accompagnata da un mutamento dell'espressione artistica che

vide gli scultori abbandonare gli ideali precedenti in favore di rappresentazioni

nuove e più realistiche di personaggi storici ed emozioni estreme.

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