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Artesplorando (canale YouTube), Henri Matisse | La danse - YouTube

Henri Matisse | La danse - YouTube

Come forse già saprete, Matisse fu la personalità più complessa e

significativa nel gruppo dei fauves. La conferma di una sua maturità stilistica

è data proprio da opere come questa. Si tratta della versione de La danse,

realizzata nel 1910 e oggi conservata al museo dell'Ermitage, a San Pietroburgo.

L'opera è un olio su tela ed è grande 259 cm per 390 cm e rappresenta cinque

figure intente a danzare quasi in punta di piedi.

La superficie mattone delle figure che si tengono per mano, contornate da grosse linee scure, diventa

un tutt'uno. Il vorticoso girotondo generato è

irrefrenabile e inarrestabile come il ritmo stesso della vita. I corpi sono

inseriti in uno spazio diviso a metà tra il cielo blu oltremare e il verde della

terra. Nonostante siano monumentali e ridotti a pura superficie di colore,

risultano insolitamente lievi. Tutta la tensione di questo capolavoro, realizzato

in poche pennellate, è quindi affidata a tre note di colore improbabili: il blu, il

verde e il mattone. Mancano i dettagli, manca la profondità e la resa dei volumi.

Noncuranze per cui Matisse sembra aver capito che i destini dell'arte non

sarebbero stati segnati dai bravi pittori diligenti, ma dagli audaci e dagli sperimentatori.

Tre colori, tre elementi: uomo, cielo e terra. Le fonti di

quest'opera si trovano nelle danze popolari che ancora oggi conservano

qualcosa della natura rituale dei tempi antichi. La frenesia del baccanale pagano

è perfettamente incarnata nel potente e sbalorditivo accordo di colori e forme.

Matisse qui ha saputo cogliere il senso inconscio di coinvolgimento dell'uomo

nei ritmi della natura e del cosmo. Guardando con attenzione il dipinto

sentiamo un potente ritmo che consuma tutto, una forza vitale

e selvaggia, ma allo stesso tempo percepiamo l'equilibrio. Un equilibrio,

forse perduto per sempre, tra l'uomo e il cosmo.

Una curiosità. Questa versione de La danse venne acquistata da Sergei Shchukin,

collezionista, mercante e viaggiatore russo, cliente delle più importanti gallerie di

Parigi, come Druet, Durand-Ruel, Kahnweiler, Vollard. Shchukin sarà molto

importante per Matisse: il collezionista infatti gli acquisterà

ben 37 dipinti in 8 anni. L'opera finirà a Mosca dove nel 1917

sarà sequestrata per approdare infine all'Ermitage di San Pietroburgo. Nel 1919

Matisse scrisse riguardo alla sua ricerca artistica: Come impressionista ho

dipinto direttamente la natura, poi ho aspirato a una maggiore concentrazione e

a un'espressività più intensa nelle linee e nei colori. Per raggiungere

questo obiettivo ho dovuto sacrificare altri valori, la materia, la

tridimensionalità, la ricchezza di dettagli. Ora voglio riconciliare questi valori.

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