Henri Matisse - Donna con cappello | storia dell'arte in pillole - YouTube
All'inizio del XX secolo alcuni artisti misero in discussione il consolidato approccio naturalistico
alla pittura. I cosiddetti Fauves, di cui vi ho parlato in un video di questo canale,
realizzarono opere dai colori brillanti, dalle forme semplificate e dalle audaci
pennellate. Il fauvismo si attirò le critiche di molti critici d'arte, scandalizzati dalle
violente distorsioni del colore e del tratto. Donna con cappello di Matisse si
attirò le maggiori critiche a causa dell'impiego innaturale dei colori e dell'aspetto incompiuto,
dovuto alle ampie porzioni di tela lasciate vuote. Matisse realizzò Donna con cappello nell'estate
del 1905, durante le settimane che trascorse dipingendo in compagnia dell'amico artista
Derain nel villaggio di pescatori di Collioure, nel sud della Francia. Si tratta di un ritratto
di sua moglie Amelie mentre sfoggia un enorme cappello, con indosso un completo tradizionale
e un ventaglio nella mano destra coperta da un guanto. Non c'è invece traccia di
tradizione nella composizione cromatica del dipinto. Quando chiesero a Matisse di che
colore fosse l'abito indossato dalla moglie per il ritratto, egli rispose con la celebre frase:
“nero ovviamente”. Sia che l'artista fosse sincero o facesse dell'ironia, il vestito si propone come
un tumulto di blu, verdi, grigi, viola e rosa. È possibile che l'elaborato cappello sia opera di
Amelie stessa, abile modista, e la sua centralità nell'immagine rivesta un significato particolare,
poiché durante gli anni precari nei quali Matisse muoveva i primi passi nella sua
carriera artistica, la famiglia si manteneva grazie ai proventi dell'attività della moglie.
Donna con cappello fu acquistato dai collezionisti americani Leo e Gertrude Stein, che divennero
i primi mecenati dell'artista. Seguirono molte altre commissioni, che sollevarono il morale e le
finanze di Matisse, destinato a diventare uno dei più grandi artisti del XX secolo.