Gian Lorenzo Bernini - estasi di Santa Teresa | storia dell'arte in pillole - YouTube
Santa Teresa d'Avila era una suora spagnola cofondatrice, insieme a san
Giovanni della Croce, dell'austero ordine dei Carmelitani scalzi. Era una mistica,
poiché riteneva che fosse possibile raggiungere la comunicazione diretta o
l'unione con Dio solo attraverso l'intuizione, l'estasi o l'illuminazione
al di là dei consueti processi fisici o mentali. Nella sua autobiografia descrive
un incontro con un angelo che impugna “un lungo dardo d'oro, che sulla punta di
ferro mi sembrava avesse un po' di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più
riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere … Il dolore
della ferita era così vivo che mi faceva emettere quei gemiti di cui ho parlato, ma
era così grande la dolcezza … che non era da desiderarne la fine”. È questo
l'episodio rappresentato dalla scultura di Bernini presso Santa Maria
della Vittora, una chiesa romana costruita per i Carmelitani Scalzi.
L'artista si imbarco in un'impresa
difficile: quella di realizzare con il marmo un'esperienza così particolare e
personale. Il risultato fu un trionfo, riuscendo a
comunicare, con la perdita dei sensi della santa, il fluente drappeggio e
l'ambientazione drammatica, un'immagine di esaltazione interiore. L'estasi di
Santa Teresa è spesso considerata il supremo capolavoro di Bernini. Molti
altri hanno tentato di raffigurare lo stato mistico, e alcuni hanno provato a
fissare nelle loro opere le proprie esperienze,
ma nessuno è riuscito a eguagliare Gian Lorenzo Bernini.
Nonostante fosse un uomo profondamente devoto e con questa estasi volesse
comunicare un'esperienza spirituale, ai nostri occhi il rapimento della santa
assume l'aspetto di un'estasi sessuale.