Filippo Lippi: vita e opere in 10 punti - YouTube
Fra' Filippo Lippi, nato a Firenze attorno al 1406, è un esponente tra i più
importanti del primo rinascimento. Non si sa con chi e dove si formò, ma le
influenze di Masaccio, Donatello e Beato Angelico sono evidenti.
Dapprima formatosi in un ambiente ancora permeato dal gusto gotico, Filippo seppe cogliere
quanto si compiva sotto i suoi occhi nella cappella Brancacci all'interno
della chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze. Qui, accanto alle ultime
raffinatezze gotiche di Masolino, si affermava il nuovo stile di Masaccio
Filippo era frate nel convento del Carmine a Firenze proprio mentre
Masaccio dipingeva le Scene della vita di san Pietro nella cappella Brancacci. Ben
presto però lasciò il convento, conducendo una vita avventurosa. Secondo
le Vite di Vasari le storie movimentate sul suo conto sono molte, anche se
nel corso del tempo la maggior parte di queste sono state smentite.
Intorno al 1452 Filippo si spostò da Firenze a Prato, dove cominciò a lavorare ad un
grande ciclo di affreschi per la cattedrale. Il lavoro fu terminato solo
nel 1466 riflettendo tutta la maturità dello stile dell'artista caratterizzato
da una gamma cromatica chiara e raffinata e dall'eleganza delle figure.
Nel 1456, mentre dipingeva all'interno del duomo di Prato, spinse una giovane
novizia, Lucrezia Buti, a fuggire con lui. I due vissero con la sorella di lei e
altre monache. Da questa unione, in seguito legalizzata da Pio II, che sciolse
dai voti i due fuggitivi, nacquero due figli:
Filippino, destinato anch'egli a diventare pittore e Alessandra.
Filippo fu anche uno dei primi artisti italiani del rinascimento a realizzare dei
ritratti, raggiungendo una grande raffinatezza. Lo possiamo vedere ad
esempio nel Ritratto di donna con un uomo al davanzale, il primo ritratto italiano con un paesaggio a far da sfondo, e
il primo doppio ritratto nell'arte italiana. L'ombra ben definita proiettata
dall'uomo sulla parete probabilmente si riferisce alle parole di Plinio che
fissò l'origine della pittura nel tracciamento dei contorni di un'ombra proiettata.
Le qualità dell'arte di questo pittore le possiamo ritrovare
nello straordinario Madonna col Bambino e i santi Frediano e Agostino, conosciuta
anche come Pala Barbadori. La luce soffusa si spande ovunque, creando zone
di ombra sfumata e dando al dipinto un senso di materialità atmosferica.
Ma quando pensiamo a Filippo Lippi dobbiamo anche pensare alle sue madonne con
bambino. Da questo punto di vista l'apice della
sua arte è toccato nella celeberrima pala della Madonna con il Bambino e due
angeli conservata agli Uffizi. È una delle ultime opere dell'artista, fonte di
infinite variazioni da parte della pittura fiorentina del secondo Quattrocento.
L'artista morì a Spoleto nell'ottobre del 1469. In questa città,
con Filippino ancora ragazzo, si era recato a dipingere le Scene della vita
della Vergine nel coro della cattedrale. La serie di affreschi rimasti incompiuti
furono poi completati dal figlio che ne raccolse il testimone di pittore.
Filippo Lippi fu uno dei primi in Italia a inserire dettagli dell'arte fiamminga
nelle proprie opere e in questo ebbe molta fantasia e originalità. Importantissima
fu la sua influenza su un altro grande del rinascimento che si formò nella sua
bottega come allievo: Sandro Botticelli.