Duomo di Modena - YouTube
Il duomo di Modena è un modello dello stile romanico non solo per la sua compiuta struttura
architettonica, ma anche, come vedremo, per la ricchezza delle decorazioni scultoree,
con prevalente funzione educativa, che si integrano perfettamente con le varie parti
dell'edificio. Iniziato a costruire nel 1099, il duomo di Modena presenta relazioni strettissime
fra interno ed esterno dell'edificio. Alla facciata a salienti corrispondono con chiarezza
nell'interno le tre navate. I contrafforti esterni coincidono invece con la spartizione in campate
tramite pilastri a fascio. Le trifore del matroneo hanno rispondenza esterna con le loggette sul
piano mediano della facciata. L'alternanza di colonne e di pilastri a fascio, massicci, crea
l'effetto di uno spazio volumetrico ben ritmato. Il geniale inventore di questo edificio fu
Lanfranco, che previde all'esterno una fitta trama di arcate cieche comprendenti in alto,
lungo i fianchi e sulle absidi, gruppi di trifore che corrispondono a una lunga loggia praticabile
lungo il perimetro esterno. Intimamente connessa al programma architettonico della chiesa è la
decorazione scultorea di Wiligelmo, del quale è stata perfino prospettata la partecipazione
diretta ai lavori insieme a Lanfranco, come architetto, e non solo come scultore. Insieme
o poco dopo l'opera di Wiligelmo si registra nel cantiere modenese un'altra presenza sorprendente,
quella del cosiddetto Maestro delle metope, le cui metope dovevano con ogni probabilità
coronare la sommità esterna dell'edificio. Il duomo di Modena rappresenta un modello
di stile romanico, capace di stabilire una stretta relazione tra interno ed
esterno. Un edificio a cui hanno lavorato artisti tra i più geniali del medioevo.