Codice Hammurabi - storia dell'arte in pillole - YouTube
Questa stele di basalto fu eretta dal re babilonese, sovrano della prima dinastia,
Hammurabi, probabilmente a Sippar, città del dio del
sole Shamash, protettore della giustizia. Scoperto dall'archeologo francese
Jacques de Morgan nell'inverno 1901-1902,
questo codice è la più importante raccolta di leggi del Medio Oriente e
fra le più antiche che siano giunte fino a noi.
La scena principale, raffigurata in cima alla stele, ci mostra il re mentre
riceve l'investitura dal dio Shamash. Il codice Hammurabi è una fonte
eccezionale di informazioni sulla società, sulla religione, sull'economia, e
sulla storia di questo periodo, nel XVIII secolo a.C.
Il testo, scritto in cuneiforme, si divide in tre parti: Un prologo relativo
all'investitura di re Hammurabi nel suo ruolo di “protettore dei deboli e degli
oppressi”, e la formazione del suo impero. Una parte centrale in cui sono incise
circa trecento sentenze regali ritenute esemplari in cui sono citati il furto,
l'omicidio, l'adulterio, i contratti, i debiti e altre controversie personali o
professionali. Un epilogo che riassume l'operato del sovrano.
Raggruppati in capitoli, i temi trattati coprono il diritto penale e
civile. I soggetti principali sono la famiglia,
la schiavitù, e le regole professionali, commerciali, agricole e amministrative.
Il capitolo più lungo riguarda però la famiglia, che costituì la base della
società babilonese. Si parla quindi di fidanzamento,
matrimonio e divorzio, si tratta l'adulterio e l'incesto, la tutela dei
bambini, l'adozione e le questioni ereditarie. Le
condanne variano a seconda del rango sociale della vittima. L'uomo libero, poi il
mushkenum, che appartiene a un ceto inferiore, quindi lo schiavo. Il codice
Hammurabi non è una raccolta di leggi come la intendiamo oggi, ma piuttosto un
riassunto di precedenti legali. Questa stele fu più che un semplice
strumento educativo, rappresentando un codice di regole e prescrizioni
stabilite da un'autorità sovrana. Non solo contiene un elenco di decisioni
giudiziarie, ma anche un catalogo delle città e dei territori del regno di
Babilonia, costituendo la sintesi di uno dei più prestigiosi regni dell'antica
Mesopotamia, nei territori dell'odierno Iraq. Eseguito negli ultimi anni di vita
del sovrano, in fondo è un testamento politico rivolto ai re futuri, per i
quali si offrì un modello di saggezza ed equità. Vi trovate quindi di fronte a uno
straordinario condensato d'arte e storia che ha superato i millenni per giungere
intatto fino a noi.