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Artesplorando (canale YouTube), Camille Corot: vita e opere in 10 punti - YouTube

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Camille Corot: vita e opere in 10 punti - YouTube

Camille Corot nacque da un'agiata famiglia della piccola borghesia

parigina. Il padre, prima parrucchiere, vendeva stoffe; la madre, modista, aveva

una bottega bene avviata. Ambedue progettavano per il figlio una carriera

di negoziante. Ma riguardo a ciò Corot si comportò in

modo talmente disastroso, che nel 1822 i genitori acconsentirono ai suoi desideri e

gli assegnarono una piccola rendita perché potesse dedicarsi alla sua vocazione di pittore.

All'età di 26 anni il giovane Corot chiese consiglio a un

contemporaneo, Michallon, il primo vincitore del prix

de Rome per il paesaggio storico, istituito nel 1817. Questi lo spinse

verso la pittura dal vero, invitandolo a dipingere quello che vedeva. Nel 1825 Corot partì per l'Italia, dove restò tre anni.

A Roma c'era uno spirito nuovo tra i paesaggisti che arrivavano da tutta Europa. Nordici, tedeschi, britannici, russi

si sforzavano di rompere con l'accademismo studiando all'aperto. Per

le strade di campagna ricreavano nello splendore della luce mediterranea, con

l'aiuto dell'equilibrio della natura, un'arte classica e realistica che non

faceva appello ai maestri del passato.

Viaggiando senza posa, l'artista percorse mezza Europa. Bazzicò in modo

particolare i dintorni di Parigi e rivide due volte l'Italia. Ovunque disegnò e

dipinse molto, con l'idea precisa, che sarà essenziale per gli impressionisti, c

he la luce crea la vita e di conseguenza deve essere alla base della pittura.

Lavorò anche a Barbizon e fu sensibile, come

gli artisti che vi si raccoglievano, all'influsso dei pittori

olandesi del XVII secolo. Ma grazie ai viaggi in Italia e al suo spirito

d'indipendenza, Corot si distinse sempre dagli altri pittori di Barbizon. Corot

rappresentò una natura serena, conferendole con la sua sensibilità ingenua un'anima.

Dopo il 1835 la notorietà di Corot crebbe, anche grazie alle sue regolari

partecipazioni ai Salon ufficiali. In queste esposizioni portò opere elaborate

che presentano vasti paesaggi animati da figure bibliche o mitologiche. Ma anche

paesaggi evocativi popolati di ninfe, di ricordi dell'Italia,

ancor più numerosi dopo il terzo viaggio nella penisola nel 1843.

L'artista s'interessò della figura umana e più particolarmente della donna:

nudi casti o conturbanti, italiane in costume colorato fissate dal vivo.

Ritratti dei parenti, emozionanti per la loro ingenua verità o per la loro

tenerezza nostalgica. Figure di fantasia, ninfe o orientali spuntate da un sogno.

Corot lasciò circa seicento disegni, dalla tecnica e dal carattere diversi. Sono

generalmente appunti o indicazioni in vista di un quadro. Utilizzò anche la

stampa e ne fu maestro, come si vede in una quindicina di acqueforti e

altrettante litografie, per la maggior parte paesaggi.

Pochi artisti come Corot hanno stimolato il gusto dei collezionisti per le serie.

Alcune di tali collezioni sono finite integralmente nei musei. I quadri

dell'artista in effetti sono sparsi in tutto il mondo.

Non c'è quasi museo che non ne possieda uno. Ma la concentrazione più importante,

per numero e per qualità, si trova in America, in collezioni sia private sia pubbliche.

Uomo di grande riservatezza, limitava il proprio insegnamento ad

esempi e consigli. Fu molto stimato, anche grazie alla sua natura nobile,

corretta e generosa. Non si montò mai la testa per il successo e aiutò molti

dei suoi colleghi. Regalò ad esempio una casa al povero e ormai cieco Daumier e

sostenne la vedova di Millet.

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