Afrodite Cnidia - storia dell'arte in pillole - YouTube
L'Afrodite Cnidia è una scultura marmorea opera di Prassitele, artista
greco antico vissuto nell'età classica e attivo nel IV secolo a.C. Di
quest'opera non abbiamo l'originale, ma moltissime copie di epoca romana che
testimoniano il successo che ebbe nell'antichità. La statua rappresenta
Afrodite, dea della bellezza, nel momento in cui, uscendo dall'acqua, raccoglie un
panno appoggiato sull'anfora al suo fianco, per asciugarsi.
L'originale era rivestito da vari colori applicati dal pittore Nikias che
conferivano al marmo un aspetto più simile a quello del corpo umano. La
leggenda ci narra che fu Frine, celebre cortigiana dell'epoca e amante dello
scultore, a posare per l'immagine di Afrodite.
È detta “Cnidia” perché furono gli abitanti di Cnido, in Asia Minore, a comprare la statua, per decorare un
piccolo tempio circolare. L'opera era ammirabile da tutte le angolazioni e si
narra che un giovane se ne innamorò follemente fino a cercare di accoppiarsi
con essa. Il santuario dedicato alla dea fu meta di continui pellegrinaggi fino
al trasferimento della scultura a Costantinopoli, odierna Istanbul, dove
molto probabilmente andò distrutta in un incendio nel V secolo. La scultura
si sviluppa nello spazio con grande naturalezza, le distanze e le proporzioni
sono accuratamente studiate. La distanza tra i due seni corrisponde a quella tra
il seno destro e l'ombelico e tra questo e il punto d'apertura delle gambe.
Sono però due gli aspetti che rendono quest'opera un vero capolavoro.
Il primo riguarda il corpo femminile: fino al IV secolo infatti la nudità
femminile, a differenza di quella maschile, era tabù per i greci.
Numerose sono le leggende sulla punizione dei mortali per
aver visto una dea nuda. Possiamo quindi dire che l'Afrodite
Cnidia è il primo nudo femminile dell'arte greca.
Il secondo aspetto rivoluzionario ha a che fare con il modo in cui la dea viene
rappresentata: Afrodite sta compiendo un gesto quotidiano e questo la rende più
umana che divina, cosa che fino ad allora non era mai stata fatta dagli artisti.
Osservate la mano destra con la quale la dea tenta di coprirsi, quasi come fosse
stata colta di sorpresa dallo sguardo di noi spettatori.
Se gli dei erano le star del mondo antico
qui Prassitele è come se cogliesse un momento di intimità nel camerino.