Dante e l'amore
L'amore ha avuto un'importanza decisiva nella vita di Dante, un po' perché interessava
molto a lui, si capisce fra le righe della sua opera che le donne gli interessavano e
che si è innamorato spesso.
Ma poi l'amore era importante nel suo mondo, nel suo ambiente sociale, nella sua epoca.
Era un'epoca in cui si discuteva dell'amore, era uno dei grandi temi della letteratura
e della filosofia.
Che cosa diavolo è questa cosa, l'amore?
Ci si interrogava, com'è che ci fa fare delle stupidaggini?
Questa era la cosa che li preoccupava di più.
L'amore è una forza che si impadronisce di te e ti fa fare delle assurdità.
E questo non va bene, ti fa comportare in modo irrazionale.
Il Medioevo aveva un enorme rispetto per la ragione.
Comportarsi in modo ragionevole, razionale era un dovere.
Invece, vedi una ragazza, ti salta addosso questa cosa e cominci a comportarti in modo assurdo.
Perché? Cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo cedere, arrenderci?
Oppure dobbiamo cercare di resistere?
Di questo si discuteva, di questo parlavano le poesie, i sonetti, le canzoni
che Dante e i suoi nobili amici, i cavalcanti, i donati, si scambiavano
nella Firenze della fine del 200.
Dopodiché, nel concreto, l'amore con la maiuscola,
l'amore che ha avuto un ruolo centrale nella vita e nell'opera di Dante,
l'amore a cui dobbiamo la Divina Commedia e l'amore per Beatrice.
Dante lo dice, io scrivo questo poema perché ho promesso, dopo che Beatrice è morta,
che avrei scritto di lei quello che non era mai stato scritto di nessuna.
Beatrice che Dante ha incontrato da bambino, avevano 8-9 anni,
lui 9 compiuti, lei doveva compierli.
Ci sono incontrati a una festa, una festa di adulti, una festa di uomini,
dove però i padri si portavano dietro i bambini piccoli, come si usava all'epoca.
Dante incontra Beatrice, una bambina sconosciuta, con un vestitino rosso.
Questo vestitino rosso lo colpisce enormemente.
Non ci racconta nessun altro dettaglio di questo incontro Dante,
ma ci dice che da quel momento è stato innamorato di lei.
Tra l'altro gli psicologi infantili ci dicono 8-9 anni è proprio l'età dei primi innamoramenti.
Innamoramenti ancora platonici, non c'è una dimensione erotica.
Basta spesso, dicono gli psicologi infantili, un piccolo dettaglio per far scattare questo innamoramento.
Chissà, un vestitino rosso magari.
Ma Dante era uno coerente e rimasto innamorato di Beatrice per anni e per anni, senza più rivederla.
Perché finché erano bambini poteva capitare, ma poi appena una ragazzina cresceva un po',
a Firenze non la mandavano mica più in giro.
A Firenze le ragazze si sposavano molto giovani e appena erano in età da marito la famiglia le teneva in casa.
Quindi Dante per anni ha sognato Beatrice senza più rivederla.
E poi la rivede.
Sono sui 18 anni tutte e due.
La incontra per la strada.
Hanno più o meno la stessa età, ma lei è un pochino più giovane,
però la loro condizione sociale è cambiata enormemente.
Perché Dante, anche se a 18 anni è orfano, è in fondo capofamiglia, è ricco, può fare un po' quel che vuole,
ma è pur sempre un adolescente, forse brufoloso, certo imbranato, perché lo racconta lui che era imbranato.
E incontra per la strada Beatrice, che invece alla stessa età è una donna sposata.
È una donna sposata a un gran signore, al cavaliere Simone dei Bardi, grande azionista bancario.
La incontra per la strada, lei è con altre gentildonne più anziane,
e lui quando vede che c'è Beatrice che gli viene incontro va nel panico.
Io cercavo di non farmi vedere.
E invece lei lo vede.
E lo riconosce e lo saluta.
E a lui sembra di toccare il cielo con un dito.
È la prima volta che è sicuro che Beatrice si ricorda di lui e lo ha salutato.
A conseguenza corre a casa, si chiude in camera, si mette a pensare e ripensare a questo incontro.
Alla fine si addormenta e la sogna nuda.
Lo dice lui.
Però lo dice in modo così delicato che di solito i commentatori non lo sottolineano neanche.
La sogna, lei è nelle braccia dell'amore.
E noi potremmo pensare che l'amore sia appunto qualcosa di un po' sdolcinato, non è così.
Nel sogno di Dante, l'amore è un gran signore dall'aria terribile, spaventosa,
che lo guarda tenendo in braccio Beatrice nuda e gli dice io sono il tuo padrone.
Questo è l'amore per Dante, per i giovani con cui scambiava sonetti,
per chi rifletteva su queste cose al suo tempo.
Una potenza terribile con cui tutti dobbiamo fare i conti
e che non sappiamo bene come fare a tenere sotto controllo.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS