33 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 33
Quando Pinocchio arriva sulla spiaggia guarda attentamente il mare, ma non vede nessun Pescecane.
Il mare è liscio come un grande specchio.
− E il Pescecane dov'è? − domanda, girandosi verso i compagni.
− Forse è andato a fare colazione... − risponde uno di loro, ridendo.
− O forse è andato a fare un sonnellino sul letto... − aggiunge un altro, ridendo ancora più forte.
Pinocchio capisce che i suoi compagni gli hanno fatto uno scherzo, allora si arrabbia un poco e dice:
− E ora? Cosa ci avete guadagnato a farmi credere la storia del Pescecane?
− Ci abbiamo guadagnato di farti perdere la scuola e di farti venire con noi. Non ti vergogni ad essere tutti i giorni così preciso e così diligente alle lezioni? Non ti vergogni a studiare tanto?
− Ma se io studio, a voi cosa importa?
− Ci importa moltissimo perché così facciamo una brutta figura con il maestro...
− Perché?
− Perché gli studenti che studiano fanno sempre scomparire quelli che, come noi, non hanno voglia di studiare. E noi non vogliamo scomparire! Anche noi abbiamo il nostro amor proprio!
− E allora che cosa devo fare per farvi contenti?
− Devi odiare anche tu la scuola, la lezione e il maestro, che sono i nostri tre grandi nemici.
− E se io voglio continuare a studiare?
− Non saremo più amici, e alla prima occasione ce la pagherai!
− Mi fate proprio ridere, − dice il burattino.
− Ehi, Pinocchio! − grida allora il più grande di quei ragazzi. − Non venire qui a fare lo sbruffone! Non venire qui a fare il galletto! Perché se tu non hai paura di noi, noi non abbiamo paura di te! Ricordati che tu sei solo e noi siamo in sette.
− Sette come i peccati mortali, − dice Pinocchio con una grande risata.
− Avete sentito? Ci ha insultati tutti! Ci ha chiamati con il nome dei peccati mortali!
− Pinocchio! Chiedici scusa dell'offesa... sennò guai a te!
− Cucù! − fa il burattino, per prenderli in giro.
− Pinocchio! Qui finisce male!
− Cucù!
− Ti picchieremo tutti insieme!
− Cucù!
− Ritornerai a casa con il naso rotto!
− Cucù!
− Ora il cucù te lo do io! − grida il più coraggioso di quei monelli. − Prendi questo!
E gli tira un pugno sulla testa.
Ma il burattino risponde subito con un altro pugno, e poi un altro, finché il combattimento diventa generale e intenso.
Pinocchio è solo ma si difende come un eroe. Con quei suoi piedi di legno durissimo tiene i suoi nemici a distanza e dove i suoi piedi arrivano e toccano, lasciano sempre un livido per ricordo.
Allora i ragazzi, arrabbiati di non poter vincere il burattino, cominciano a tirargli contro i propri libri di scuola. Ma il burattino, che è molto veloce, li evita sempre e i libri gli passano sopra la testa e vanno tutti in mare.
I pesci credono che quei libri siano cose da mangiare e corrono ad assaggiarli, ma dopo aver morso qualche pagina la sputano subito e pensano: “Non è cibo per noi, noi siamo abituati a mangiare molto meglio!”
Mentre il combattimento diventa sempre più feroce esce dall'acqua un grosso Granchio, che si arrampica piano piano sulla spiaggia e grida con una vociaccia da trombone raffreddato:
− Smettetela, monelli! Queste guerre fra ragazzi raramente finiscono bene!
Povero Granchio! Nessuno dei ragazzi lo ascolta e, anzi, Pinocchio si gira e gli dice maleducato:
− Stai zitto, Granchio noioso! Faresti meglio a succhiarti due caramelle per guarire da questo mal di gola. Va' piuttosto a letto e cerca di sudare!
Intanto i ragazzi hanno finito di lanciare tutti i loro libri, ma vedono lì vicino quelli del burattino e li prendono. Fra questi c'è un grande volume molto pesante, un Trattato di Aritmetica. Uno dei monelli prende il volume e lo lancia con tutta la forza che ha verso la testa di Pinocchio, ma invece di prendere il burattino colpisce in testa uno dei compagni.
Il ragazzo colpito diventa pallido pallido e dice solo queste parole:
− Mamma mia, aiutami… perché muoio!
Poi cade disteso sulla sabbia della spiaggia.
Alla vista del compagno senza vita i ragazzi scappano spaventati e in pochi minuti non si vedono più.
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Parole difficili del capitolo 33
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Un sonnellino : breve sonno, siesta, pisolino
Diligente: persona che esegue i propri compiti, il proprio lavoro, con attenzione e precisione
Fare una brutta figura: comparire male in pubblico; dare un'impressione negativa; fare una figuraccia
Scomparire: sparire, diventare invisibile; non reggere il confronto con qualcuno o qualcosa di qualità molto superiore
Lo sbruffone: persona che si vanta di possedere qualità, capacità superiori; spaccone
Il galletto: gallo giovane; ragazzo vivace, ardito, un po' arrogante
Il peccato: azione, comportamento che viola una legge morale o divina
Il peccato mortale: nella religione cattolica, peccato grave commesso volontariamente, che viene punito con l'eterna dannazione
Un'offesa: insulto; danno morale che si fa a una persona con atti o con parole
Sputare: buttare fuori qualcosa dalla bocca
Feroce: duro, violento
Una caramella: pastiglia di zucchero cotto con aggiunta di aromi e coloranti
Pallido: senza colore; del viso, del colorito, che ha perduto l'intensità del suo colore naturale