25 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 25
Pinocchio si mette a piangere e a urlare, ma è tutto inutile, perché lì vicino non ci sono case e sulla strada non passa nessuno.
Intanto arriva la notte.
Il povero burattino, un po' per il dolore alla gamba e un po' per la paura di trovarsi solo di notte, sta quasi per svenire, quando all'improvviso vede una Lucciola che passa vicino alla sua testa. La chiama e le dice:
− Oh Lucciolina, potresti per favore liberarmi da questa sofferenza?
− Povero figliolo! − risponde la Lucciola, e si ferma impietosita a guardarlo. − Perché sei rimasto intrappolato tra quei due ferri?
− Sono entrato nel campo per raccogliere due grappoli d'uva, e...
− Ma l'uva era tua?
− No...
− E chi ti ha insegnato a prendere le cose degli altri?
− Avevo fame...
− La fame, ragazzo mio, non è una buona ragione per prendere le cose che non sono nostre...
− È vero, è vero! − grida Pinocchio piangendo. − Ma un'altra volta non lo farò più.
A questo punto il dialogo è interrotto da un piccolissimo rumore di passi che si avvicinano.
È il padrone del campo che viene a vedere se c'è qualche animale selvatico intrappolato nella tagliola.
E la sua sorpresa è grandissima quando vede che invece di un animale c'è un ragazzo.
− Ah ladruncolo! − dice il contadino arrabbiato. − Allora sei tu che mi porti via le galline?
− Io no, io no! − grida Pinocchio, singhiozzando. − Io sono entrato nel campo solo per prendere due grappoli d'uva!
− Chi ruba l'uva è capacissimo di rubare anche i polli. Ti darò una lezione che ricorderai per molto tempo!
E aperta la tagliola prende il burattino per il collo e lo porta fino a casa sua.
Arrivato davanti a casa lo butta per terra e, mentre gli tiene un piede sul collo, gli dice:
− Ormai è tardi e voglio andare a letto. Domani facciamo i conti. Intanto, siccome oggi mi è morto il cane che faceva la guardia di notte, tu prendi subito il suo posto. Tu mi farai da cane da guardia.
Detto fatto, gli infila al collo un grosso collare legato a una lunga catena di ferro.
− Se questa notte piove, − dice il contadino, − puoi andare in quel casotto di legno, dove c'è sempre per terra la paglia che ha usato per letto il mio povero cane, per quattro anni. E se arrivano i ladri ricordati di abbaiare forte.
Dopo queste parole il contadino entra in casa e chiude la porta a chiave. Il povero Pinocchio rimane per terra di fronte alla casa, più morto che vivo per il freddo, la fame e la paura.
− Mi sta bene! Purtroppo mi sta bene! Ho voluto fare lo svogliato, il vagabondo... Ho ascoltato i cattivi compagni e per questo la sfortuna mi segue sempre. Se fossi stato un ragazzino per bene, come ce ne sono tanti, se avessi voluto studiare e lavorare, se fossi rimasto in casa con il mio povero babbo, adesso non sarei qui in mezzo ai campi, a fare la guardia alla casa di un contadino. Oh, se potessi rinascere un'altra volta! Ma ormai è tardi, e ci vuole pazienza!
Detto questo entra dentro il casotto e si addormenta.
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Parole difficili del capitolo 25
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Svenire : perdere conoscenza, perdere i sensi
Una lucciola: insetto volante che di notte fa una piccola luce
Figliolo: figlio, detto in modo affettuoso
Impietosito: che prova pietà
Una trappola: macchina usata per catturare animali
Intrappolato: che è stato preso in una trappola
Un grappolo d'uva: gruppo di chicchi d'uva, attaccati l'uno all'altro come quando crescono sulla vite
Il singhiozzo: rumore intermittente che si fa di solito quando si piange
Singhiozzare: piangere forte, con singhiozzi
Siccome: poiché, visto che, dato che, dal momento che
Fare la guardia: controllare, custodire, sorvegliare la proprietà
Un collare: striscia di cuoio o di altro materiale che si mette attorno al collo di alcuni animali
Una catena: serie di anelli metallici uniti l'uno all'altro, che serve per legare, trascinare, sostenere o sollevare qualcosa
Un casotto: piccola costruzione di legno, di una sola stanza, usata di solito come riparo
La paglia: insieme di steli secchi dei cereali, per esempio la paglia di grano
Abbaiare: emettere il verso che fa il cane
Uno svogliato: persona che non ha voglia di fare qualcosa, o lo fa senza impegnarsi; un pigro
Rinascere: nascere per una seconda volta