17 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 17
Allora il burattino, senza più forze, ha quasi perso le speranze, quando vede in mezzo al verde una piccola casa lontana, bianca come la neve.
− Se riesco ad arrivare a quella casa sono salvo!
E continua a correre con gli assassini sempre dietro.
Dopo una corsa disperata di quasi due ore, finalmente arriva alla porta di quella casina, e bussa.
Nessuno risponde.
Bussa più forte perché sente gli assassini che si avvicinano.
Dalla casa lo stesso silenzio.
Allora Pinocchio comincia a tirare calci e testate alla porta e finalmente si affaccia alla finestra una bella bambina, con i capelli turchini e il viso bianco, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto. La bambina dice, senza muovere la bocca:
− In questa casa non c'è nessuno. Sono tutti morti.
− Aprimi tu! − grida Pinocchio piangendo e disperandosi.
− Sono morta anche io.
− Morta? E allora cosa fai lì alla finestra?
− Aspetto la bara che mi porterà via.
Appena detto questo la bambina scompare e la finestra si richiude senza far rumore.
− Bella bambina dai capelli turchini! − grida Pinocchio. − Aprimi per piacere! Pietà per un povero ragazzo inseguito dagli assass...
Ma non riesce a finire la frase perché i due inseguitori lo prendono per il collo e gli dicono minacciosi:
− Ora non ci scappi più!
Il burattino vede la morte molto vicina e comincia a tremare.
− Dunque? − gli domandano gli assassini. − Vuoi aprire la bocca sì o no? Ah, non rispondi? Questa volta te la faremo aprire noi!
E tirano fuori due coltelli lunghi e affilati come rasoi, zaff... Lo colpiscono alla schiena.
Ma per fortuna il burattino è fatto d'un legno durissimo, e i coltelli vanno in mille pezzi. Gli assassini rimangono con i manici dei coltelli in mano e si guardano in faccia.
− Ho capito! − dice uno di loro. − Bisogna impiccarlo! Impicchiamolo!
− Impicchiamolo! − ripete l'altro.
Detto fatto: gli legano le mani dietro la schiena e gli mettono una corda al collo. Poi lo attaccano al ramo di un grande albero, una quercia un poco lontana dalla casa bianca.
Si siedono sull'erba e aspettano che il burattino muoia.
Ma Pinocchio, dopo tre ore, ha sempre gli occhi aperti, la bocca chiusa e si muove disperato.
Stanchi di aspettare, dicono al burattino:
− Addio a domani. E speriamo che quando domani torneremo qui, sarai così gentile da essere morto e con la bocca aperta.
E se ne vanno.
Intanto si è alzato un gran vento, che soffia con rabbia e sbatte a destra e a sinistra il povero burattino. Quel movimento gli stringe sempre di più la corda al collo e gli toglie il respiro.
A poco a poco gli occhi non vedono più. Anche se sente avvicinarsi la morte, spera che qualche persona buona lo salvi. Ma quando, aspetta aspetta, nessuno arriva, proprio nessuno, allora si ricorda il suo povero babbo... e dice moribondo:
− Babbo mio! Se tu fossi qui!
Ma non ha la forza di dire altro. Chiude gli occhi, apre la bocca e rimane improvvisamente immobile.
=========================
Parole difficili del capitolo 17
=========================
Essere salvo : essere fuori pericolo
Una testata: colpire qualcosa con la testa
Il petto: parte anteriore e superiore del torso umano, che si trova tra il collo e la pancia
Turchino: di colore azzurro scuro
La bara: cassa da morto; contenitore di solito di legno dove si mettono le persone morte, prima di seppellirle sotto terra
Affilato: tagliante; per esempio un coltello affilato: che taglia molto bene
Un rasoio: strumento usato per radere la barba o i capelli, costituito, nella forma più antica, da un coltello affilatissimo con un manico
Il manico: parte di un oggetto che viene tenuta in mano per utilizzarlo, per esempio il manico di un coltello
Impiccare: appendere qualcuno per il collo con una corda con lo scopo di ucciderlo