14 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 14
Dopo aver mangiato il Merlo, il Gatto si pulisce la bocca, chiude gli occhi e ricomincia a fare il cieco come prima.
− Povero Merlo! − dice Pinocchio al Gatto. − Perché l'hai trattato così male?
− L'ho fatto per dargli una lezione. Così impara a non metter bocca nei discorsi degli altri.
Continuano a camminare insieme per un po' quando la Volpe si ferma all'improvviso e dice al burattino:
− Vuoi raddoppiare le tue monete d'oro?
− Cosa vuoi dire?
− Vuoi trasformare i tuoi cinque zecchini in cento, mille, duemila monete?
− Magari! Ma in che modo?
− È facilissimo! Invece di tornare a casa tua, dovresti venire con noi.
− E dove andiamo?
− Nel paese dei Barbagianni.
Pinocchio ci pensa un po' e poi dice deciso:
− No, non ci voglio venire. Ormai sono vicino a casa e voglio andare dal mio babbo che mi aspetta. Chissà quanto è preoccupato, è da ieri che non mi vede.
Purtroppo sono stato un figlio cattivo, e il Grillo-parlante aveva ragione quando mi ha detto: I ragazzi disubbidienti non staranno mai bene in questo mondo.
E io l'ho imparato, perché mi sono successe cose terribili. Anche ieri a casa di Mangiafuoco ho rischiato la vita. Brrr! Mi vengono i brividi solo a pensarci.
− Dunque, − dice la Volpe, − vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure e peggio per te!
− Sì, peggio per te! − ripete il Gatto.
− Pensaci bene, Pinocchio! Perché stai facendo un grande errore!
− Un grande errore! − ripete il Gatto.
− I tuoi zecchini potrebbero diventare duemila...
− Duemila! − ripete il Gatto.
− Ma com'è possibile che diventino così tanti? − domanda Pinocchio con la bocca aperta per lo stupore.
− Te lo spiego subito, − dice la Volpe. − Nel paese dei Barbagianni c'è un campo magico, chiamato Campo dei Miracoli.
Vai in questo campo, fai una piccola buca e ci metti dentro per esempio uno zecchino d'oro. Poi ricopri la buca, l'annaffi con due secchi d'acqua di fontana e butti sopra la terra una manciata di sale.
Durante la notte lo zecchino cresce, cresce, cresce... E il giorno dopo c'è un albero pieno di monete d'oro al posto della frutta.
− Dunque, − dice Pinocchio sempre più stupito, − se io metto sotto terra i miei cinque zecchini d'oro, quanti ne trovo il giorno dopo?
− È un conto facilissimo! − risponde la Volpe. − Ogni zecchino produce cinquecento zecchini, cinquecento per cinque, e la mattina dopo avrai in tasca duemilacinquecento zecchini d'oro.
− Oh, che bello! − grida Pinocchio ballando felice. − Quando avrò tutti questi zecchini ne tengo per me duemila e a voi due ne regalo cinquecento.
− Un regalo per noi? − grida la Volpe offesa. − Assolutamente no!
− Assolutamente no! − ripete il Gatto.
− Noi non lavoriamo per denaro, ma lavoriamo solo per arricchire gli altri.
− Gli altri! − ripete il Gatto.
"Che brave persone!" pensa Pinocchio, e si dimentica del povero babbo, della giacca, del libro di scuola... Alla fine dice al Gatto e alla Volpe:
− Andiamo! Vengo con voi!
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Parole difficili del capitolo 14
Un barbagianni : uccello notturno simile alla civetta; uomo stupido
Non metter bocca: farsi gli affari propri
Uno zecchino: moneta d'oro usata a venezia nel passato
Raddoppiare: moltiplicare per due, far diventare il doppio
Magari! : mi piacerebbe!
Preoccupato: con dubbio e preoccupazione, impensierito
Disubbidiente: che non ubbidisce, che non fa quello che qualcuno gli dice; un figlio disubbidiente: che non ascolta i genitori
Rischiare la vita: essere in grave pericolo, in pericolo di vita o di morte
Una buca: un buco nella terra, una piccola fossa nella terra
Annaffiare: dare dell'acqua a una pianta; per esempio annaffiare i fiori
Una fontana: oggetto che si trova di solito nelle piazze delle città, da dove esce dell'acqua
Una manciata: quantità di cose che possono essere contenute in una sola mano
Arricchire: rendere ricco, far diventare ricco