06 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 6
Ormai è notte e Pinocchio si ricorda di non aver ancora mangiato niente. E comincia ad avere fame, molta fame.
Va verso il caminetto, dove si vede una pentola che bolle, e prova ad alzarne il coperchio.
Ma si accorge che è solo una pittura sul muro. Lo stupore è così grande che il naso gli diventa ancora più lungo.
Allora si mette a correre per la stanza e a cercare dappertutto un pezzo di pane, va bene anche del pane secco, o un osso avanzato al cane, un po' di polenta ammuffita, un nocciolo di ciliegia, insomma qualche cosa da masticare: ma non trova nulla, il grande nulla, proprio nulla.
E intanto la fame cresce, cresce, cresce. E il povero Pinocchio comincia a disperarsi e a piangere, e dice:
− Il Grillo-parlante aveva ragione. Ho fatto male a ribellarmi al mio babbo e a scappare di casa... Con il mio babbo qui con me, ora non soffrirei così... Oh! Che brutta malattia è la fame!
Quando all'improvviso vede in mezzo alla spazzatura una cosa rotonda e bianca che sembra un uovo di gallina.
Fa un salto e lo prende in mano: è veramente un uovo!
La sua gioia è immensa! Pinocchio crede di sognare, tiene l'uovo in mano, lo tocca e lo bacia.
− E ora come lo cucino? Faccio una frittata? O lo friggo in padella che viene più saporito? O lo bevo crudo? No, meglio cotto in padella!
Allora mette sul fuoco una padella, con un po' d'acqua perché in casa non c'è né olio né burro. Poi spezza il guscio dell'uovo e...
Invece della chiara e del tuorlo esce fuori dal guscio un pulcino tutto allegro e educato che dice:
− Grazie mille, signor Pinocchio, per avermi aiutato ad uscire. Arrivederci e tanti cari saluti alla famiglia!
E vola via fuori dalla finestra.
Il povero burattino rimane fermo, come incantato, con gli occhi fissi sulla finestra, la bocca aperta e i gusci dell'uovo in mano.
Ma dopo un minuto, quando si riprende, viene preso dalla disperazione e piange, urla e batte i piedi per terra.
− Il Grillo-parlante aveva ragione. Non dovevo scappare di casa! Con il mio babbo qui con me, ora non morirei di fame... Oh! Che brutta malattia è la fame!
Decide allora di uscire di casa e di andare al paese vicino, dove forse c'è una persona buona che può regalargli un pezzo di pane.
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Parole difficili del capitolo 6
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Ormai: già, a questo punto
Un caminetto: piccolo camino dentro la casa, usato per riscaldare la stanza bruciando della legna
Un coperchio: oggetto che si mette sopra la pentola o altro recipiente, per coprirlo, di solito di metallo, piatto e rotondo
Far bollire l'acqua: riscaldare l'acqua finché non diventi molto calda, a 100° c
Una pittura: dipinto, disegno colorato
Stupore: sensazione di meraviglia
Dappertutto: in ogni luogo, ovunque
Avanzato: rimasto; cibo avanzato: cibo non mangiato completamente.
Ammuffito: andato a male, cibo che non si può mangiare perché vecchio e con la muffa
Un nocciolo: parte interna, dura, della frutta; seme
Masticare: rompere, triturare il cibo nella bocca con i denti
Insomma: in conclusione, in breve
La malattia: indisposizione; avere una malattia: stare male, avere un problema fisico, come il raffreddore, la febbre, l'influenza, etc.
La spazzatura: immondizia, oggetti buttati via perché non più utili, come avanzi di cibo, cartacce, contenitori usati
La gioia: felicità
Una padella: oggetto di metallo usato per cucinare, basso e rotondo, con manico
Spezzare: rompere in due parti
Il guscio: parte esterna, rigida, di semi o uova
La chiara: parte bianca dell'uovo
Il tuorlo: parte gialla dell'uovo
Un pulcino: figlio della gallina, piccolo e giallo
Educato: gentile e con buone maniere
Incantato: pieno di stupore e meraviglia, immobile per la sorpresa