05 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 5
Mentre il povero Geppetto è in prigione, Pinocchio corre verso casa, passando per i campi per fare più in fretta.
E correndo salta piccoli fossi pieni d'acqua e alberi caduti, come una lepre inseguita dai cacciatori.
Arrivato di fronte a casa trova la porta socchiusa. La spinge, entra e la chiude dietro di sé. Poi si mette a sedere per terra e tira un gran sospiro di sollievo.
Ma il sollievo dura poco perché all'improvviso sente nella stanza qualcuno che fa:
− Crì−crì−crì!
− Chi è che mi chiama? − dice Pinocchio impaurito.
− Sono io!
Pinocchio si gira e vede un grosso grillo che sale lentamente sul muro.
− Dimmi, grillo: e tu chi sei?
− Io sono il Grillo-parlante, e abito in questa stanza da più di cent'anni.
− Da oggi però questa stanza è mia e, per favore, vai via subito e non tornare mai più.
− Me ne vado di qui solo se prima ti dico una grande verità.
− Dimmela e fai in fretta!
− Guai a chi si ribella ai genitori e abbandona la casa paterna per divertirsi! Avrà sempre problemi! Non starà mai bene in questo mondo! E prima o poi se ne pentirà!
− Canta pure, Grillo, ma io domani all'alba me ne vado via di qui. Perché se rimango qui devo andare a scuola come succede a tutti i ragazzi. Ma io non ho nessuna voglia di studiare e mi diverto di più a correre dietro alle farfalle e a salire sugli alberi.
− Povero stupido! Ma non sai che così diventerai da adulto un bellissimo asino e tutti ti prenderanno in giro?
− Stai zitto, maledetto Grillo porta sfortuna! − grida Pinocchio. Ma il grillo, che è paziente e filosofo, continua con lo stesso tono di voce:
− Ma se non ti piace andare a scuola, perché non impari un lavoro, così da guadagnarti onestamente un pezzo di pane?
− Vuoi sapere la verità? − dice Pinocchio, che comincia a perdere la pazienza. − Fra tutti i mestieri del mondo solo un lavoro mi piacerebbe fare...
− E qual è?
− Quello di mangiare, bere, dormire, divertirmi e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo.
− Tutti quelli che fanno questo lavoro finiscono sempre in ospedale o in prigione...
− Attento Grillo porta sfortuna! Se mi arrabbio è peggio per te!
− Povero Pinocchio! Mi fai proprio compassione!
− Perché ti faccio compassione?
− Perché sei un burattino e, peggio, perché hai la testa di legno.
Dopo queste parole, Pinocchio, arrabbiatissimo, prende dalla tavola un martello di legno e lo lancia contro il Grillo-parlante. Forse non vuole colpirlo, ma per sfortuna lo colpisce proprio nella testa, e il povero grillo fa un ultimo crì−crì−crì, e cade morto per terra.
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Parole difficili del capitolo 5
Un campo : terreno dove si coltivano le piante, come il grano, il mais, etc.
Il terreno: la terra
Un fosso: canale nella terra dove scorre l'acqua
Una lepre: piccolo animale selvatico, roditore con orecchie lunghe, molto veloce
Un cacciatore: persona che caccia gli animali, che uccide gli animali per mangiarli, di solito nel bosco
Socchiuso: non chiuso completamente
Un sospiro: respiro forte e profondo per esprimere sollievo o desiderio
Il sollievo: senso di benessere o piacere dopo aver provato dolore o fatica
Un grillo: piccolo insetto con antenne lunghe e sottili, che si muove saltando
Un guaio: brutto problema, sfortuna, brutta situazione
Ribellarsi: disubbidire, andare contro le regole
Pentirsi: provare dispiacere per aver fatto o per non aver fatto qualcosa
Stare zitto: non parlare, fare silenzio
Paziente: che ha pazienza, che sopporta tranquillamente i problemi della vita
Compassione: sentimento di partecipazione ed empatia alle sofferenze e al dolore degli altri
Porta sfortuna: che dà sfortuna ad altre persone
Arrabbiarsi: andare in collera, perdere la pazienza
Un martello: oggetto che serve per battere i chiodi nel muro
Morto: senza vita