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1812. La storia della bufera napoleonica, III puntata

III puntata

Da Mosca La Voce della Russia che vi invita all'ascolto della terza puntata del programma "1812.

La bufera napoleonica". Autore del ciclo Dmitrij Mincenok. Offeso a morte da Alessandro I, Napoleone decise di annunciare le nozze con Maria Luisa d'Austria.

Il 7 febbraio del 1810 il contratto di matrimonio era già pronto.

Per la verità ci si era limitati a copiare il testo stilato per le nozze di un suo precedecessore sul trono di Francia, quello dello sfortunato Luigi XVI, che aveva tratto in sposa un'altra principessa austriaca, Maria Antonietta, che risultava essere zia di primo grado dell'attuale Maria Luisa. Il documento fu subito inviato alla ratifica del padre, l'imperatore Francesco I. Questi non si fece pregare e già il 21 febbraio il suo assenso fu reso noto a Parigi.

Il giorno dopo, il maresciallo Berthier, capo di stato maggiore delle truppe francesi, partì per Vienna con l'insolita missione di fare agli sponsali la parte dello sposo.

Bonaparte aveva pensato bene di disertare una cerimonia ormai di scarsa importanza.

A San Pietroburgo le notizie provenienti da Parigi furono accolte con gioia, ma non da tutti.

Il principe Kurakin così aveva scritto in un dispaccio ad Alessandro I: " Ogni avvicinamento all'Austria lascia a Napoleone le mani libere. Secondo i soliti bene informati il vecchio Metternich, padre dell'attuale ambasciatore austriaco a Parigi, avrebbe pianto lacrime di gioia alla notizia dell'imminente matrimionio". Suo figlio Clemente non nascondeva la gioia.

Sembra che a Schonbrunn i cortigiani continuassero a ripetere: "L"Austria è salva". A Pietroburgo si viveva in una atmosfera di allarmata tensione.

Era felice soltanto l'imperatrice madre Maria Fedorovna, che non dimenticava di essere figlia del Duca di Wurttemberg, eterno nemico dei francesi. Con enfasi diceva a tutti di essere lieta che in pasto al Minotauro di Francia fosse stata data la figlia dell'imperatore austriaco e non la sua. Ma Alessandro I, il conte Rumanzev, il principe Kurakin e finanche i più strenui avversari di ogni alleanza con la Francia non nascosero un senso di timore.

Dopo le tremende sconfitte subite in guerra e le perdite del 1809, quando il paese aveva conosciuto l'onta dell'occupazione militare, in Austria quel matrimonio fra l'erede al trono e l'uomo più potente di Europa sembrava un'ancora di salvezza.

I viennesi erano al settimo cielo. Ci sono pervenute le memorie di Haydn in cui egli ricorda che i francesi in un istante riconobbero il suo genio.

Si recavano a fargli visita, conversavano di musica e qualcuno si azzardava a chiedere di comporre uno dei suoi impareggiabili minuetti. Di patriottismo non si parlava più e nemmeno di qualche incidente di percorso come la fucilazione di uno intrepido partigiano, il popolano Andree Hoffer.

L'esecuzione ebbe luogo a Mantova e si dice che egli esclamasse "Evviva l'imperatore!

Ma il buon imperatore Francesco I non volle onorarne la memoria vietando a chiunque di fare il nome di quel contadino tirolese colpevole di un patriottismo eccessivo e imbarazzante per il futuro suocero di Napoleone.

L’11 marzo del 1810 a Vienna, nella Cattedrale di Santo Stefano, ove 19 anni prima Vienna aveva dato addio a Mozart, alla presenza del popolo e di tutta la famiglia imperiale, della corte, del corpo diplomatico e delle maggiori cariche militari, la 18-enne Maria Luisa veniva data in sposa all'imperatore Napoleone.

Non lo aveva mai visto prima e non lo avrebbe visto nemmeno nel giorno delle nozze. A farne le veci il maresciallo Berthier, che ad Austerlitz aveva fatto strame dell'esercito austriaco e il granduca Karl.

Una scena di assurda stupidità.

Berthier era stato spedito a Vienna perchè facesse la parte di Napoleone e chiedere a suo nome la mano di Maria Luisa, mentre il granduca Karl, su richiesta e per voler di Napoleone, in Chiesa avrebbe ottenuto in consegna la giovane sposa rimanendendole accanto dinanzi all'altare. Alla fine la giovane imperatrice di Francia, sia pure con tutti gli onori, era stata messa in cammino per la Francia. Quando lo venne a sapere Alessandro I esclamo': "Non è un pazzo, ma uno stratega geniale che riesce a farsi passare per un altro e contemporaneamente anche per un terzo".

"Una cosa fuori dal mondo!

- ripeteva l'Imperatrice Madre, - Meno male che le mie figlie non vi partecipano". Sulle strade che attraversavano la Baviera, alla giovane Maria Luisa fu fatto capire che era la consorte del padrone d'Europa.

Cortei di bimbi gridavano "Osanna" agitando ramoscelli in fiore. Lui si limitò ad accoglierla alle porte di Parigi.

A Compiegne i due sposi si videro per la prima volta. In Europa se ne parlò a lungo.

L'ottimismo prevaleva. I mercanti dei porti anseatici pensavano che i fuochi di guerra fossero stati spenti per sempre e che l'Inghilterra, priva del sostegno austriaco sarebbe stata costretta ad implorare pietà. Ma Metternich si ostinava a ripetere: "L'Inghilterra non ha niente da spartire con Napoleone.

Il corso farà guerra a quella potenza che gli ha sbattuto la porta in faccia". Metternich non si sbagliava.

Alla guerra con la Russia mancavano meno di 850 giorni. Avete ascoltato la terza puntata del programma di Dmitrij Mincenok "1812.

La bufera napoleonica".

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