Las Meninas di Diego Velazquez Analizzato da Michelangelo Moggia - YouTube
La vita di corte e un sofisticato gioco di specchi: questo in estrema sintesi è il significato di Las Meninas il quadro più famoso di Diego Velazquez, uno dei più grandi pittori del ‘600 spagnolo e non solo.
A proposito questo è Analizzare un quadro ed io sono Michelangelo Moggia, ma ritorno a bomba sul quadro. Alla fin fine la domanda più importante è: cosa rappresenta?
Comincio dai personaggi: la bambina al centro è l'infanta Margarita, la principessa di Spagna.
Di tutti i personaggi presenti è quella che attira di più lo sguardo, sopratutto perché il suo viso è l'unico, tra tutti quelli dei personaggi nel dipinto, ad essere illuminato direttamente dalla luce.
L'effetto è accentuato dai suoi capelli biondi e dal vestito di colore chiaro che viene illuminato anch'esso.
Accanto a lei ci sono due damigelle che la seguono in ogni suo passo: da qui il titolo “Las Meninas” che significa le fanciulle, le ragazze, le dame di compagnia.
Una delle due le offre da bere, l'altra assiste e fa un inchino nella nostra direzione (dopo ti spiego perché).
Poco più a destra rispetto all'infanta c'è la nana di corte: all'epoca era una consuetudine, che a noi oggi appare barbara, per i re e i nobili tenere a corte i nani per puro intrattenimento, un po' come avveniva per i buffoni di corte per intenderci.
La presenza della nana serve anche per dare risalto alla bellezza dell'infanta: guardando il quadro viene quasi spontaneo, essendo anche alte uguali, fare un confronto tra questi due personaggi.
Ancora più a destra c'è un paggio, qualcuno dice un altro buffone, ma a me onestamente sembra più un bambino, che si diverte a tormentare il cane dall'aria mansueta che se ne sta accucciato in primo piano.
Leggermente più arretrato, a sinistra, c'è Velazquez mentre sta dipingendo un grande quadro del quale vediamo solo il retro della tela.
Fissa verso l'osservatore e tiene il pennello sospeso, come se stesse misurando qualcosa con lo sguardo.
Più indietro ancora ci sono un uomo e una donna, altri due membri della corte che discutono tra loro, mentre sullo sfondo un uomo dietro una porta aperta sta salendo per le scale
la sua presenza serve essenzialmente per dare il senso dello spazio e delle dimensioni della grande sala.
Infine c'è la chiave per comprendere il senso del dipinto: quello che sembra un quadro a fianco alla porta è in realtà uno specchio che riflette l'immagine del re Filippo IV e della regina Marianna d'Austria.
Questo spiega molte cose: Velazquez sta ritraendo il re e la regina nella grande tela che si vede in primo piano, e l'attenzione di tutti i personaggi presenti nel dipinto è rivolta verso di loro.
Questo spiega anche l'inchino della damigella in primo piano. Riassumendo puoi leggere il quadro seguendo due livelli diversi:
Il primo è una scena della vita di corte dipinta con molta naturalezza e molta verità: la piccola Margarita va a trovare i genitori mentre l'artista sta facendo loro un ritratto.
E' ovviamente accompagnata dalle sue damigelle e da altri personaggi della corte che non la perdono di vista un attimo.
L'artista con questo dipinto rende omaggio al sovrano e mostra la quotidianità all'interno della corte spagnola che Velaszquez conosceva bene, avendone fatto parte per molti anni.
Il secondo riguarda il gioco di specchi: è come se il punto di vista fosse rovesciato.
Non si vede più quello che vede il pittore, ma quello che vede l'osservatore, che peraltro si trova nello stesso punto dove sono il re e la regina e l'attenzione dei vari personaggi è quindi rivolta verso chi guarda.
In pratica i due spazi sono messi in collegamento ed è come se lo spettatore facesse parte anch'esso del quadro.
Un gioco simile lo fece anche Jan Van Eyck circa due secoli prima con il ritratto dei Coniugi Arnolfini: un'opera che certamente conosceva perché all'epoca faceva parte delle collezioni del re di Spagna.