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Michelangelo Moggia (canale YouTube), Il Battesimo di Cristo di Piero Della Francesca Analizzato da Michelangelo Moggia - YouTube

Il Battesimo di Cristo di Piero Della Francesca Analizzato da Michelangelo Moggia - YouTube

Ciao da Michelangelo Moggia e da Analizzare un quadro. L'eroe di giornata e' Piero della Francesca autore del Battesimo di Cristo della National Gallery di Londra.

ll quadro rappresenta l'episodio del Vangelo in cui Cristo prima di iniziare la sua predicazione si fa battezzare da San Giovanni Battista nel fiume Giordano.

Quella che vedi era la parte centrale di un trittico, un dipinto su tavola composto da tre scomparti, come questo per esempio.

Piero Della Francesca realizzò solo questa tavola del trittico che si trovava nell'abbazia camaldolese di Sansepolcro, il paese natale dell'artista.

L'opera si basa su una struttura geometrica molto precisa che la rende regolare ed equilibrata, te ne faccio vedere alcuni esempi.

La tavola è composta da un quadrato sormontato da un cerchio, e la circonferenza del cerchio passa per l'ombelico di Cristo che è il centro della composizione.

Al centro del cerchio c'è la colomba che rappresenta lo Spirito Santo che discende dal cielo.

Le diagonali e le assi del quadrato si incrociano all'altezza dell'ombelico di Cristo.

La scena in basso si può suddividere in tre rettangoli perfettamente uguali che racchiudono gli angeli, Cristo, e il gruppo sullo sfondo. L'albero in primo piano e San Giovanni Battista costituiscono le linee divisorie.

Se disegni due triangoli uguali partendo dai lati del quadrato, noterai che il loro incrocio racchiude la figura di Cristo in una forma a rombo.

Questo mi fa pensare alle rappresentazioni medievali di Cristo e della divinità che venivano racchiusi nella cosiddetta mandorla: una sorta di delimitazione tra lo spazio degli uomini e quello di Dio.

Non solo: i punti dove i due triangoli si incrociano creano un segmento che è uguale al raggio del cerchio.

Interrompo qua la lezione di geometria, anche se potrei continuare con altri dettagli e corrispondenze.

Tutto questo per dire che l'artista progettava le sue opere con uno studio ben preciso e creando tutta una serie di rapporti matematici e proporzionali. Le sue figure si basavano su figure geometriche (Il tronco d'albero è un cilindro).

Non a caso Piero Della Francesca scrisse anche diversi trattati di matematica e geometria prospettica, dove spiegava alcune teorie che metteva in pratica nei suoi quadri.

Il risultato è una composizione ordinata, regolare ed equilibrata, ma non rigida. Questo grazie ai colori, sapientemente alternati tra caldi e freddi, e alla luce che ammorbidiscono le varie forme.

Costruzione geometrica a parte sulla scena si vedono in primo piano Gesù e il Battista che versa l'acqua in testa al Messia e lo spirito Santo che scende dal cielo (la testa, la mano e la colomba sono in asse).

Subito dietro, un poco scostati ci sono i tre angeli che assistono al rito, quello più a destra guarda all'esterno del quadro, nella direzione dello spettatore.

Si tratta della tecnica molto utilizzata dagli artisti per richiamare l'attenzione di chi guarda e portarla poi all'interno del quadro.

Sullo sfondo si vede un uomo che si spoglia, pronto per ricevere anche lui il battesimo, e questa immagine dà un senso di naturalezza a tutto il dipinto che rappresenta un momento estremamente solenne.

Gli altri uomini sullo sfondo hanno dei vestiti parecchio strani, probabilmente sono stati ispirati all'artista dai rappresentati della chiesa d'oriente che si trovavano a Firenze in quell'epoca:

nel 1439 infatti si tenne a Firenze un concilio che aveva lo scopo di riunificare la chiesa cattolica con quella ortodossa.

Senza dubbio la vista dei sacerdoti e dignitari dell'impero d'oriente stimolò non poco la fantasia degli artisti, fra i quali appunto anche Piero Della Francesca.

La città sullo sfondo infine è Borgo San Sepolcro, il paese natale del pittore al cui duomo era destinata la tavola.

Per gli uomini dell'epoca vedere la propria città, il proprio paese, i propri luoghi sullo sfondo di una scena sacra, era senza dubbio motivo di orgoglio

e in più lì aiutava ad immedesimarsi nella scena e a sentire certi eventi lontani nello spazio e nel tempo più vicini a loro.

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