54_La passeggiata italiana
Mia nonna e mio nonno sono nati in un piccolissimo paesino del Sud Italia. È un paesino dove vivono più o meno 83 persone. Molti, come i miei nonni, negli anni Cinquanta e Sessanta hanno lasciato il paese. Per questo, d'estate la popolazione di questo paesino aumenta considerevolmente. Noi, quelli del Nord, torniamo nelle seconde case dove sono nati i nostri nonni e facciamo qualche settimana di mare. Non c'è molto nel paesino: un bar, un negozietto, una piazza - ovviamente - una pizzeria, una chiesa. Però, c'è una strada principale, lunga, che porta dalle case al bar del paese. E ovviamente, c'è una piccola piazza con una fontana. Ogni sera, nelle calde sere d'estate, questa strada si riempie di persone. Ogni sera, dopo cena, più o meno tutti alla stessa ora. E cosa fanno queste persone? Ma certo, la passeggiata!
Oggi parlo della passeggiata, questa abitudine così italiana. La passeggiata, secondo noi, ha poteri curativi, dimagranti, rilassanti, estetici! Nell'episodio di oggi non condivido dati storici o numeri esatti, ma mi lascio andare a riflessioni personali. Prendi queste informazioni con le pinze, diciamo in italiano. Cioè, prendi queste informazioni in modo generale, non come dati, fatti scientifici. Non sono regola, ma sono una riflessione personale.
Prima di tutto, la passeggiata di cui parlo io non è una camminata, stai attento. La passeggiata non si fa di solito percorrendo una grande distanza. È semplicemente un modo per sgranchirsi le gambe, diciamo noi. Un modo di muovere le gambe, ma non è una pratica sportiva. Si cammina tranquilli, lentamente, preferibilmente in gruppo e si chiacchiera. Si osserva il panorama e si chiacchiera.
Parlando di questa particolare strada del paesino dei miei nonni: se ci penso oggi non è lunga. Da bambina mi sembrava lunghissima, infinita! Ma adesso probabilmente potrei percorrerla in cinque minuti a passo deciso. La passeggiata italiana non è fatta per sudare, ma piuttosto per pensare, riflettere, rilassarsi.
La passeggiata, però ha sempre una meta, un punto finale. Arrivati a quel punto, si è soddisfatti e si può tornare a casa con la sensazione di aver fatto un po' di sport. La meta può benissimo essere un bar o una piazza. Tutto il movimento fisico, lo sappiamo, è meno faticoso se alla fine c'è un piccolo premio. E un caffè, un gelato o meglio un aperitivo, in Italia, sono ottimi premi!
Passeggiare è un evento sociale, non individuale. Si passeggia meglio se si parla, è scientifico. Ed è un fenomeno strano, ma le persone nei piccoli paesini si incontrano senza avere un appuntamento. La piazza è un posto di ritrovo che non ha bisogno di orari o appuntamenti formali, è sempre aperta.
Se ci pensiamo, la passeggiata è un atto sociale da molto tempo. I filosofi greci passeggiavano, quelli romani facevano altrettanto.
Molte delle nostre città sono costruite per stimolare la passeggiata. Pensa al foro romano e a come deve essere stato bello passeggiare nella Roma antica. E pensa ai portici. Perché l'Italia ha così tanti portici?
Cosa sono i portici? Sono quegli archi, quelle volte, la parte coperta che copre il marciapiede, il luogo dove camminano le persone. Se hai visitato Bologna, hai visto sicuramente moltissimi portici. Anche Torino ha i portici. E pensa alla bellissima Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Qui molte persone si incontravano, passeggiavano, bevevano qualcosa e stavano insieme. Molte altre città italiane sono così, con portici che hanno tantissimi anni. Passeggiare in queste città è piacevole ed è possibile anche nei giorni di pioggia o di neve.
Ci sono alcuni luoghi che sono ottimi per le passeggiate. In città, di solito è una via larga e lunga. Pensa, ad esempio, a via del Corso a Roma. Oggi è piena di negozi, ma da tanti anni è piena di persone che fanno su e giù, avanti e indietro. Se siamo in campagna, è bello passeggiare lungo un fiume, in una piccola strada cittadina ad esempio oppure lungo il mare, se siamo vicino al mare.
Molto spesso, queste grandi vie, come via del Corso a Roma, erano anche usate per il carnevale e per le manifestazioni storiche.
Quando passeggiare? Beh, si può passeggiare in ogni momento, ma diciamo che d'estate e la domenica è più comune vedere persone in giro. Come il pranzo della domenica, anche la passeggiata della domenica è abbastanza comune. La passeggiata della domenica è stata, ed è ancora oggi per molte persone, legata al rituale cristiano della Messa. Perché prendere la macchina per andare in Chiesa? È possibile, invece, passeggiare.
Nella mia famiglia, la passeggiata domenicale è principalmente dopo pranzo. Non so perché, ma pensiamo che passeggiare aiuti a digerire. Così mangiamo e mangiamo, un buon caffè a fine pasto e poi, passeggiata!
Ci sono regole per la passeggiata? Anche questa è un po' una cosa divertente per me. Vivo vicino alle montagne e dove vivo io è possibile uscire anche un po' più sportivi per fare una passeggiata. In città però o nei paesini vicino al mare, le persone si vestono bene per la passeggiata. Non eleganti eleganti, ma comunque bene diciamo. Passeggiare è anche un modo per guardare gli altri e farsi guardare. Anche se oggi abbiamo social network e telefonini, la passeggiata rimane una forma di incontro, di contatto.
Purtroppo negli ultimi anni, anche in Italia, si è diffusa l'abitudine di passeggiare nei centri commerciali. Sono anche nati villaggi commerciali dove è possibile camminare, guardare i negozi e comprare. Lontano dalla natura e lontano dalle nostre belle città. Io sinceramente spero che guarderemo sempre la passeggiata come qualcosa di speciale. Un modo che abbiamo per esplorare la nostra città, conoscere gli altri, scoprire qualcosa di nuovo. Senza il desiderio di dimagrire o di fare sport. Ma solo per il semplice gusto di passeggiare, respirare e incontrare i nostri amici.
Termino questo episodio con una frase della poetessa Alda Merini, che dice così: “Si nasce non soltanto per morire ma per camminare a lungo, con piedi che non conoscono dimora e vanno oltre ogni montagna”
Anche per oggi è tutto, a presto.