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Piccolo Mondo Italiano, 109_Gli italiani parlano sempre di cibo?

109_Gli italiani parlano sempre di cibo?

Gli italiani parlano sempre di cibo?

Se hai partecipato a qualche cena in Italia o se hai amici italiani, forse hai notato che il cibo occupa il settanta o l'ottanta per cento delle conversazioni. Gli italiani parlano di cibo prima di mangiare, mentre mangiano e dopo aver mangiato. È quasi un'ossessione e agli occhi di molti studenti di italiano una cosa divertente e particolare. Non esiste, forse, altro di cui parlare? Bene, io mi sono interrogata su questo. Mi sono posta la domanda: ma è vero che parliamo sempre di pietanze e cibo? E perché lo facciamo? Trovi le mie riflessioni nell'episodio di oggi.

Premetto che queste sono mie riflessioni personali e non hanno nulla di scientifico o di esatto. Puoi provare a pensarci anche tu, chiedere in giro e trovare le tue risposte.

Prima di tutto, gli italiani parlano di cibo perché c'è molto di cui parlare a riguardo. Sono presenti, sul territorio italiano, una varietà enorme di ricette, varianti, alternative. Non a caso ogni paese, ogni provincia ha il suo formaggio e la sua forma di pasta. E ovviamente, ad ogni forma di pasta il sugo giusto. Ti basta fare un giro al supermercato e percorrere la corsia dedicata alla pasta per rimanere affascinato e forse un po' stordito dalla quantità di opzioni disponibili: e ora? Che cosa cucino per cena?

Non possiamo dimenticare, infatti, che l'unificazione del Paese è avvenuta nel corso dell'Ottocento e si è conclusa solamente nel 1861. Prima di questa data l'Italia non esisteva. In questo podcast abbiamo già parlato di Pellegrino Artusi, un uomo che proprio nell'Ottocento ha deciso di raccogliere le ricette sparse per lo Stivale e creare il primo ricettario italiano. Il suo ricettario comprende variazioni regionali di piatti simili che sono, però, cucinati in modo leggermente diverso in base alla zona d'Italia e ai prodotti disponibili nella regione. Oggi l'olio d'oliva è considerato italiano per eccellenza e tutti lo usiamo a casa, ma fino a un paio di secoli fa non era disponibile allo stesso modo in tutta Italia. Nelle zone montuose, ad esempio, si usava prevalentemente il burro o il grasso di origine animale. Proprio questa divisione abbastanza recente del Paese ha portato molta varietà. Tantissime varianti diverse di piatti simili, centinaia di prodotti locali. Sì, perché il paesaggio italiano cambia molto da Nord a Sud. Questo permette di coltivare prodotti diversi: mele al Nord, arance e limoni al Sud, ad esempio. Quindi non devi stupirti se gli italiani possono parlare per ore sul cibo. Spesso gli abitanti di una regione non conoscono tutti i prodotti tipici dell'altra ed è normale un po' di curiosità soprattutto per persone che amano stare sedute a tavola.

Quando i prodotti sono così fortemente legati al territorio geografico, parlare di cibo significa anche parlare della propria identità. Parlando di un prodotto tipico, un liquore, un tipo particolare di pane, puoi parlare anche di casa, dell'origine di quel cibo e, di conseguenza, della tua origine. Parlare di cibo significa, in qualche modo, parlare di casa. Sì, perché il cibo è anche memoria. I sapori, gli odori, i colori che vediamo a tavola sono sapori, odori e colori che con molta probabilità vedevamo a casa della nonna, sulla tavola apparecchiata per il pranzo della domenica. Per questo tutti noi quando siamo lontani per un po' e poi torniamo in Italia, vogliamo mangiare quel piatto che ci piace tanto, spesso legato all'infanzia. È un piatto che ci fa tornare a casa, ci fa sentire finalmente sicuri dopo un viaggio o un'esplorazione di altre terre. Il cibo è un luogo. Un luogo dove torniamo con l'esperienza e con la memoria.

Per questo il cibo ha così tanto potere: può farci ricordare momenti, persone, luoghi, ricordi. Per questo ci piace tanto parlare di cibo. Perché ci fa, in qualche modo, sentire bene ed essere noi stessi. Parlando di cibo ci sentiamo a casa, ci sentiamo noi.

L'Italia è una nazione dal 1861, una Repubblica dal 1946. C'è molta varietà, sì, ma c'è anche nazionalismo. Un italiano all'estero, di solito, dimentica le divisioni e diventa sostenitore della cucina italiana, quella che supera tutti i confini regionali. Il cibo italiano ci fa sentire più italiani, in qualche modo. Ci riunisce sotto la stessa bandiera. E diventiamo tutti sostenitori della tradizione: la pasta alla carbonara si fa assolutamente senza panna, sulla margherita non mettiamo il pesto e così via. È interessante vedere i livelli di identità che possono coesistere in una stessa persona. All'interno della mia regione, quello che mi distingue è la mia città e la zona in cui vivo. All'interno d'Italia sono piemontese, vengo dalla regione Piemonte e per questo confronto con gli altri i prodotti della mia regione: il vino, le nocciole, i formaggi stagionati e così via. Quando supero i confini nazionali, mi sento italiana e allora paragono la mia cultura a quella degli altri. E potremmo allargare ancora di più, perché mi è già capitato di sentirmi anche europea, durante un viaggio in Nord o Sud America. Il cibo si adatta a queste diverse identità che sono presenti nella stessa persona.

Il cibo è un momento sociale, di incontro e dialogo. Perché invitiamo le persone a cena quando vogliamo conoscerle meglio? Perché a tavola tutti ci rilassiamo un po', ci lasciamo andare ai sapori, gli odori, la sperimentazione. Possiamo condividere con qualcuno che non conosciamo una cosa famigliare. A tavola, in una casa italiana, si parla. Ci raccontiamo come è andato il lavoro, quali sono i nostri programmi per le vacanze, litighiamo pure, ma tutto in amicizia, senza grandi discussioni.

In sostanza, il cibo ci fa fare amicizia. Parlare di cibo è rompere il ghiaccio e incontrarsi su un terreno comune. E poi possiamo dire che in Italia andare al ristorante non è così costoso. Possiamo permetterci di andare a mangiare una pizza abbastanza regolarmente. In questo modo non dobbiamo cucinare e nemmeno lavare i piatti. Quindi non deve stupirti se gli italiani provano molti ristoranti diversi. E quando provi un posto, poi devi anche parlarne con gli amici!

Parliamo di cibo perché, tutto sommato, è una forma d'arte. La composizione del piatto, i colori, la scelta degli ingredienti sono qualcosa che in Italia è curato e pensato fino all'ultimo dettaglio. Questa attenzione verso gli ingredienti, può sembrare una cosa banale, ma secondo me è importante. È quello che poi fa la differenza nel gusto delle cose che mangiamo. Se un prodotto è locale, fresco, di stagione, avrà sicuramente un gusto migliore, più forte e marcante. La gran parte degli italiani sa questo e lo osserva quando mangia fuori casa.

Dico che i piatti italiani sono curati nel dettaglio, ma questo non vuol dire che siano troppo complessi. Sono apparentemente semplici, hanno pochi ingredienti, ma non vuol dire che siano semplici da preparare. Pensiamo a una semplice pasta al pomodoro e basilico oppure a una pizza Margherita: molta semplicità, ma anche molta esperienza se vogliamo avere un piatto da leccarsi i baffi.

I piatti migliori non sono quelli che mettono insieme più ingredienti possibili: mille formaggi, pomodoro, salsine, carne. I piatti più buoni, a mio parere, sono anche i più semplici. Pochi ingredienti, ma studiati, sperimentati. Per questo i piatti della tradizione sono sacri. Per questo non aggiungiamo la panna alla pasta carbonara. Lei sta già bene così, perché metterci dentro altro? Proprio perché un buon piatto è in qualche modo una forma d'arte, quando ci troviamo di fronte a qualcosa che possiamo proprio apprezzare cosa facciamo? Certo, commentiamo, parliamo di questo piatto, lo analizziamo, ci compiaciamo della sua bontà. Insomma, abbiamo, come vedi, molti motivi per parlare di cibo. Molte cose da commentare. La prossima volta che sei a cena con italiani, non stupirti se li senti parlare sempre di formaggio o pasta. Prova a inserirti nella conversazione, vedrai che sarà un buon modo per fare amicizia.

Con questo episodio dedicato al cibo, forse ti ho fatto venire fame. Ti auguro un buon pranzo, cena o spuntino che sia.

Se l'episodio ti è piaciuto, condividilo con qualcuno che studia l'italiano. Se hai qualche minuto, lasciami una recensione: sarebbe molto utile per far conoscere il mio lavoro ad altre persone che studiano l'italiano. Vuoi studiare con me? Visita piccolomondoitaliano.com e dai un'occhiata ai modi per lavorare insieme. Per oggi è tutto, un caro saluto e ci sentiamo presto.

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