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Canzoni in Italiano (Italianglot), Bella ciao | Canzoni i... – Text to read

Canzoni in Italiano (Italianglot), Bella ciao | Canzoni in italiano: 05

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Bella ciao | Canzoni in italiano: 05

Benvenuti alla serie del podcast di Italianglot “Canzoni in italiano”, la serie in cui potete migliorare il vostro italiano analizzando il testo e il vocabolario di canzoni italiane famose. Ricordate che sul sito italianglot.com troverete anche la versione video di questo episodio e potrete scaricare un foglio di lavoro con tanti esercizi.

Qualche settimana fa qualcuno di voi mi ha chiesto di spiegare il testo della canzone “Bella ciao”, una delle canzoni italiane più famose al mondo. Si tratta di una canzone popolare associata alla Resistenza, ovvero a quel periodo storico in cui i partigiani resistevano e cercavano di combattere il nazifascismo durante la seconda guerra mondiale.

In realtà, sembrerebbe che questa canzone non sia mai stata davvero cantata dai partigiani in quel periodo, ma che sia stata scelta solo molti anni dopo la fine della guerra come simbolo di libertà.

E in effetti viene cantata ancora oggi in qualunque occasione si voglia protestare contro gli estremismi, contro i prepotenti o le dittature.

È stata anche cantata nella serie TV “La casa de papel” che l'ha resa ancora più famosa. È diventata l'inno dei “Fridays for future”, il movimento ecologista iniziato da Gretha Thunberg per salvare il pianeta. Ed è stata cantata anche a Istanbul nel 2013 durante una manifestazione contro il premier turco Erdoğan.

Si tratta di una canzone con un testo abbastanza semplice, quindi adatto anche agli studenti di livello principiante-elementare. Cominciamo.

La prima strofa è questa:

Una mattina mi son svegliato,

oh bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

Una mattina mi son svegliato

e ho trovato l'invasor.

Dalla prima strofa comprendiamo il contesto in cui è ambientata la canzone. Il protagonista si sveglia una mattina e trova l'invasor, l'invasore, ovvero è appena cominciata la guerra, i nemici hanno invaso l'Italia e la stanno occupando. E così il protagonista vuole andare a combattere per mandare via l'invasore e prima di partire saluta la sua bella. “La sua bella” è un'espressione un po' obsoleta che vuol dire “la sua compagna”, perché agli occhi dell'amato la compagna è ovviamente bella. Però l'aggettivo “bella” può anche semplicemente indicare una donna di bell'aspetto, attraente, quindi, non sappiamo di preciso chi stia salutando il protagonista, una bella donna o la sua compagna. In ogni caso sta partendo per andare a combattere per mandare via l'invasore.

Come potete notare, molte delle parole di questa canzone sono troncate, ovvero manca l'ultima vocale, sia per rispettare il ritmo della canzone, sia perché queste parole troncate suonano più poetiche.

Per cui abbiamo invece di “mi sono svegliato”, “mi son svegliato” e abbiamo “invasor” invece di “invasore”.

Ma d'altronde il verso “e ho trovato l'invasor” suona meglio di “e ho trovato l'invasore”. Non suona bene. Vediamo la prossima strofa.

O partigiano, portami via,

o bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

O partigiano, portami via,

ché mi sento di morir.

Nella prima strofa abbiamo visto in che contesto si svolge la canzone: siamo in guerra e l'invasore sta occupando il paese. Nella seconda strofa invece ci concentriamo sulla sensazione che prova la gente durante la guerra, nel momento in cui ha perso la libertà e dice: “Mi sento di morir” ovvero “Mi sento di morire”.

“Mi sento di” seguito dall'infinito di un verbo indica che proviamo una sensazione simile a quella espressa da quel verbo. “Mi sento di morir” non vuol dire che stiamo davvero morendo ma che abbiamo la sensazione di morire, ci sentiamo come se stessimo morendo. “Mi sento di soffocare” non vuol dire che stiamo davvero soffocando, ma che magari proviamo una sensazione d'ansia o che ci manca l'aria.

“Mi sento di” seguito dall'infinito di un verbo può anche indicare un istinto, una sensazione appunto. Ad esempio: “Mi sento di consigliarti questo film”. Istintivamente credo che possa piacerti questo film, ho la sensazione che questo film possa piacerti. Magari mi sbaglio, magari non è così, ma mi sento di consigliartelo.

Ritornando alla canzone, la gente si sente di morire perché ha appena perso la libertà e quindi chiede aiuto ai partigiani e dice: “O partigiano portami via”, portami lontano da qui, portami con te e salvami.

Un'altra cosa che voglio farvi notare è che nel verso “ché mi sento di morir”, “ché” è scritto con l'accento. In realtà voi sapete che “che” si scrive senza l'accento, ma qui si tratta di una versione abbreviata e colloquiale della parola “perché”. Il verso dovrebbe essere “portami via perché mi sento di morire”. Lo usiamo spesso appunto nel linguaggio parlato. Ad esempio posso dire: “Posso sedermi qui un attimo? Ché non mi sento bene.” (=perché non mi sento bene).

La terza strofa fa così:

E se io muoio da partigiano,

o bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

E se io muoio da partigiano,

tu mi devi seppellir.

Nei versi precedenti abbiamo visto che la gente ha la sensazione di morire perché ha perso la libertà, ma purtroppo durante una guerra c'è chi muore davvero ed è proprio quello di cui parla il partigiano stesso nella terza strofa, quando dice: “E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir” – ovvero “tu mi devi seppellire”. Quindi, se io muoio, non lasciarmi lì sul campo di battaglia, ma seppelliscimi e onora la mia morte, perché io ho sacrificato la vita per la libertà, combattendo da partigiano.

Usiamo la preposizione “da” per indicare il ruolo o il comportamento di una persona. Quindi in questo caso potremmo dire: “E se io muoio – non come un uomo qualunque – ma nel mio ruolo di partigiano”.

Vediamo un altro esempio: “Si comporta sempre da ragazzino viziato”, quindi “Si comporta come un ragazzino viziato”. Ricordate anche che usiamo la preposizione “da” quando parliamo di costumi di carnevale o di Halloween. Per esempio: “Quest'anno mi vesto da vampiro” oppure “Quest'anno indosserò un costume da vampiro” – ovvero indosserò un costume che rappresenta un vampiro.

Passiamo alla quarta e quinta strofa:

E seppellire lassù in montagna,

o bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

E seppellire lassù in montagna

sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno

o bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

E le genti che passeranno

Ti diranno «Che bel fior!»

La quarta strofa continua con la richiesta del partigiano che vuole essere seppellito degnamente “lassù in montagna”. In effetti era proprio sulle montagne che i partigiani si rifugiavano e combattevano durante la seconda guerra mondiale. E la strofa si conclude con un verso poetico perché il partigiano dice che vuole essere seppellito “sotto l'ombra di un bel fior”. Il fiore qui rappresenta nuova vita che nasce dalla terra, rappresenta la speranza e anche la bellezza, ovvero qualcosa di completamente opposto rispetto alla bruttura della guerra.

E la quinta strofa si concentra proprio su questo aspetto perché dice che “le genti”, ovvero le persone che passeranno di lì e vedranno quel fiore diranno «Che bel fior!», quindi noteranno la sua bellezza.

E a proposito di fiori, sembrerebbe che “Bella ciao” sia una versione più recente di una canzone popolare più antica del nord Italia che si chiamava “Fior di tomba” e che ha proprio, come vedete, una relazione con la strofa che abbiamo appena visto.

Vediamo la sesta e ultima strofa:

«È questo il fiore del partigiano»,

o bella, ciao! Bella, ciao! Bella, ciao, ciao, ciao!

«È questo il fiore del partigiano

morto per la libertà!»

“È questo il fiore del partigiano morto per la libertà”. Come abbiamo detto prima, quel fiore è diventato un simbolo. Quando la gente lo vedrà, non vedrà un semplice fiore, ma saprà che quello è il “fiore del partigiano”, ovvero rappresenta un eroe che è morto per ridare la libertà al suo popolo.

Rappresenta la rinascita dall'oppressione nazi-fascista. Però attenzione: questo fiore ormai è un simbolo che non si riferisce solo a quel preciso momento storico, perché è diventato un simbolo di libertà senza tempo. Possiamo cioè cantare questa canzone in qualunque momento storico ed è un simbolo di libertà universale, cioè che ci riguarda tutti, non solo gli italiani della seconda guerra mondiale. E in effetti, come abbiamo detto, “Bella ciao” viene cantata per combattere le ingiustizie sociali, per protestare contro quei prepotenti che stanno distruggendo il pianeta, contro gli estremismi religiosi, contro le dittature, contro il razzismo. E attenzione: non ha neanche un colore politico. Non è una canzone né di destra né di sinistra, anche se i neo-fascisti e gli estremisti di destra negli anni hanno sempre cercato di attribuire un colore politico a “Bella ciao”, dicendo che si tratta di una canzone comunista, in modo da convincere i propri sostenitori a considerarla come una canzone negativa, a rifiutarla perché in teoria sarebbe di “sinistra”. Ma “Bella ciao” non ha colore politico, perché condanna qualunque atteggiamento liberticida, che sia di sinistra o di destra. D'altronde, la libertà è un bene di tutti, sia dei sostenitori della sinistra politica che della destra politica.

E così finisce l'episodio di oggi. Se vi piace questa serie e l'ascoltate su Spotify o Apple Podcasts, non dimenticate di dargli cinque stelle e di lasciare una recensione. E per qualunque altra informazione visitate italianglot.com. Ciao.

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