La mia passione per le lingue | Italianglot: 01
Ciao e benvenuti a questo primo episodio del podcast di Italianglot. Proprio perché questo è il primo episodio, ne voglio approfittare per presentarmi e raccontarvi un po' di me.
Mi chiamo Carmine e sono nato a Napoli, nel sud dell'Italia. Sin da bambino ho sempre avuto una grande passione per le lingue straniere.
L'ho capito per la prima volta, quando un giorno una mia cugina è tornata da scuola con il suo libro di inglese. Avevamo più o meno la stessa età e andavamo entrambi alla scuola elementare. La sua però era una scuola speciale perché i bambini studiavano anche l'inglese, mentre nella mia scuola studiavamo l'italiano, la matematica, la storia, la geografia – le solite materie – ma nessuna lingua straniera. Perciò quando ho visto il suo libro, ne sono rimasto affascinato. Ricordo che quel giorno abbiamo imparato insieme i colori in inglese e dalla sensazione di gioia che ho provato per aver imparato qualcosa di nuovo, ho capito che non volevo fermarmi lì, ma che volevo continuare con questa lingua così interessante e così diversa dall'italiano. Sono sempre stato una persona curiosa. Mi piace imparare qualunque cosa – mi interessano le scienze, la storia, la filosofia, la conoscenza in genere - ma quando si tratta di lingue, questa mia curiosità è dieci volte più grande.
Forse è per questo che qualche anno dopo, ho chiesto ai miei genitori di regalarmi un corso di inglese per l'Epifania. Molti di voi forse sanno che in Italia festeggiamo l'Epifania il 6 gennaio. È una festa come quella dei re Magi in Spagna, ad esempio, e quella notte i bambini ricevono dei regali che trovano sotto l'albero il mattino dopo. I bambini, soprattutto quelli più piccoli, sanno che è la Befana – una vecchietta magica che vola su una scopa – a portare loro i regali, ma ovviamente sono i loro genitori che li comprano e li mettono sotto l'albero, mentre loro dormono.
Ecco, io ero già grandicello e sapevo che i regali non li portava la Befana. Ecco perché ho detto esplicitamente ai miei genitori che volevo un corso di inglese. Ne volevo uno in particolare che si chiamava “L'inglese per tutti” della casa editrice “De Agostini” e che consisteva di sei volumi, ovvero sei libri, e tante audiocassette (allora non c'erano ancora né CD, né mp3, ma solo cassette, che chiamavamo anche nastri). Il corso era un po' caro, costava abbastanza, e mio padre non voleva comprarmelo. Io però lo desideravo così tanto, che gli ho detto: “Se me lo compri, prometto che questa sarà l'ultima Befana. Dall'anno prossimo non dovrai più comprarmi regali il 6 gennaio”.
E così è stato. Io ho avuto il mio corso De Agostini e mio padre ha smesso di farmi regali, almeno all'Epifania, perché poi ogni settembre, dopo le vacanze estive, quando cioè gli studenti tornavano a scuola e ricominciavano a studiare, la De Agostini pubblicizzava in TV qualche nuovo corso di lingue e io li desideravo tutti. E così alcuni anni dopo ho avuto il corso di spagnolo, poi quello di tedesco, quello di francese e perfino quello di russo. Il corso di russo non l'ho mai finito, quindi adesso ho dimenticato quasi tutto. Ricordo ancora come si dice “come ti chiami ?”, “quanti anni hai ?”, “come stai ?” e una strofa della canzone “Mezzanotte a Mosca”, ma niente di più.
Lo spagnolo invece l'ho imparato e l'ho usato spesso durante i miei viaggi in Spagna, in Argentina o in Perù. Diversi anni dopo, quando vivevo a Roma, ho imparato anche il francese. Sì, perché nel 2003 ho lasciato Napoli e mi sono trasferito a Roma. Uno dei miei migliori amici a Roma era Piero, un ragazzo siciliano che lavorava per una compagnia aerea. Ad un certo punto, questa compagnia ha deciso di trasferire Piero a Parigi e così, anche se lui all'inizio non era molto contento di questo grande cambiamento, alla fine è partito. Per me è stata l'occasione giusta per usare finalmente il mio corso De Agostini “Il francese per te” e così ogni sera, quando tornavo a casa dal lavoro, facevo una o due lezioni. Ogni sera per un paio di mesi. Alla fine di questi due mesi, riuscivo già a parlare abbastanza bene, anche perché l'italiano e il francese sono molto simili e questo aiuta tanto. A quel punto ero pronto per andare a trovare Piero e provare a parlare francese con i suoi nuovi amici parigini. Devo dire che all'inizio ho avuto qualche problema, soprattutto a capire il francese colloquiale, il francese di tutti i giorni, perché il modo di parlare è più rapido e i francesi si mangiano interi gruppi di vocali e consonanti. In italiano l'espressione “mangiarsi le parole” vuol dire proprio “non pronunciare in modo chiaro tutte le lettere di una parola, non scandire la parola”. Ad esempio, a Roma la gente si mangia la parte finale dei verbi e così, invece di dire «guardare», dice «guarda'»; invece di dire «parlare», dice «parla'» e così via. Ecco, in Francia succede qualcosa di simile nel francese colloquiale e io, all'inizio, ho avuto qualche problema, ma alla fine mi sono abituato a questo modo di parlare e la mia capacità di comprensione è migliorata.
Quando poi un'estate ho trascorso le mie vacanze in Quebec, in Canada, ho dovuto abituarmi di nuovo a un modo tutto diverso di parlare francese. L'accento del Quebec è molto simpatico e personalmente l'adoro, però se hai studiato la pronuncia del francese standard di Parigi, quando sei in Canada, devi fare un grande lavoro di adattamento per sintonizzarti su questi nuovi suoni, soprattutto su alcune vocali che loro pronunciano in modo completamente diverso. Quando ti sei finalmente sintonizzato sui nuovi suoni, allora riesci a capire l'accento del Quebec senza problemi.
La lingua che ho deciso di imparare dopo il francese è stato il greco moderno. È una lingua che mi ha sempre incuriosito e così ho comprato un corso, stavolta non De Agostini, ma un corso che consisteva di un solo libro e vari mp3. Quando ho finito questo corso, ho cominciato ad ascoltare proprio un podcast che mi ha aiutato molto a migliorare. Poi, una sera, alcuni miei amici mi hanno invitato a mangiare una pizza fuori e nel gruppo c'erano anche un paio di ragazzi greci, di Creta. Ho subito colto l'occasione per parlare un po' in greco, anche se il mio greco era ancora abbastanza elementare. In seguito questi ragazzi mi hanno invitato a fare un viaggio in Grecia e ho trascorso alcuni giorni ad Atene in loro compagnia. Ovviamente ho cercato di parlare solo in greco e mi sono accorto che stavo facendo progressi quando ho capito quasi interamente una conversazione che abbiamo avuto una sera con un tassista. Da allora ho conosciuto altri amici greci e sono andato spesso ad Atene e in altre località greche. I miei amici mi hanno anche consigliato di guardare delle serie TV greche e così ho fatto. Ne ho guardate così tante (spesso anche molto belle e divertenti) che ormai lo capisco bene e lo parlo fluentemente.
Le serie TV mi hanno sempre aiutato molto a migliorare il mio livello di comprensione e la mia capacità di parlare una lingua straniera. Ad esempio, il mio inglese è migliorato tantissimo guardando inizialmente una serie che per alcuni mesi la TV italiana ha trasmesso in lingua originale che si chiamava “Family ties”. In Italia si chiamava “Casa Keaton” e, come tutti i film e le serie TV, normalmente era doppiata in italiano. Alla TV italiana purtroppo tutto è doppiato e questo non aiuta chi vuole imparare una lingua straniera. Questa volta però “Family ties” era trasmesso in lingua originale con sottotitoli, non ricordo se in italiano o in inglese, proprio per gli studenti di inglese. Alcuni anni dopo ho scoperto la serie TV “Friends” che è ancora oggi una delle mie preferite e, durante un viaggio a Londra, ho comprato l'intera collezione di “Friends” in videocassetta (allora non esistevano ancora i DVD). L'ho guardata e riguardata così tante volte che ormai la conosco a memoria. E questo mi ha davvero aiutato tantissimo a migliorare il mio inglese.
Le lingue che invece sto studiando da qualche tempo sono lo svedese, il tedesco e il portoghese. Anche per queste lingue ho usato dei corsi con un libro di testo ed mp3, dopodiché ho cominciato ad ascoltare dei podcast che mi hanno aiutato tantissimo. Quando ascolto un episodio, creo delle flashcard con le frasi più importanti che voglio memorizzare. Scrivo queste frasi in un file con la traduzione in italiano e poi importo questo file in un'applicazione per flashcard sul mio tablet. Poi, quasi ogni sera faccio una sessione di studio. L'applicazione mi mostra una ad una tutte le mie carte tradotte in italiano e io devo ricordare la frase nella lingua originale. Se sbaglio, l'applicazione mi mostrerà quella carta più spesso. Se invece la ricordo correttamente, allora l'applicazione mi mostrerà quella carta meno spesso. Questo metodo si chiama “ripetizione spaziata” (Spaced Repetition in inglese) ed è molto efficace per imparare nuovi vocaboli o frasi perché il nostro cervello rivede una frase o una parola proprio quando sta quasi per dimenticarla. Ecco perché il metodo si chiama “ripetizione spaziata”, perché le parole si ripetono a intervalli di tempo più o meno lunghi. Dipende da quanto ricordiamo bene quella parola. Ovviamente anche per il tedesco, lo svedese e il portoghese cerco di guardare molte serie TV e oggi con Netflix questo è molto più facile.
E per finire, in questi ultimi mesi ho cominciato anche a studiare il croato. Ho trovato un corso gratuito su internet e ogni sera studio una lezione. Forse se imparo bene questa lingua slava, dopo potrò terminare anche il corso di russo che non ho mai finito.
Bene, al momento è tutto. Finisce qui il primo episodio di questo podcast. Ricordate che potete trovare la trascrizione di questo episodio sul mio sito www.italianglot.com con una lista dei vocaboli più importanti, diversi esercizi di comprensione e di grammatica e perfino un file con flashcard pronte, così potete importarle anche voi in un'applicazione per tablet o smartphone e potete memorizzare alcune frasi di questo episodio. E se diventate membri su www.patreon.com/italianglot, avrete anche la trascrizione, gli esercizi e le flashcard pronte di tutti gli altri episodi del podcast di Italianglot.
Bene, adesso è davvero tutto. Vi aspetto al prossimo episodio. Ciao !