134
Ma alla fin fine in italiano si dice bene con la e aperta o bene con la e chiusa.
Ah, questa è una grande diatriba o diatriba che dir si voglia.
Secondo i dizionari in cui la fonetica delle parole è sempre indicata proprio a causa di tali problemi che incontrano anche gli italiani, si dice assolutamente bene con la e aperta, ma di fatto la pronuncia dipende dalle regioni.
E possiamo dire che in mezza itaglia si sta bene e nell'altra metà bene.
Dunque mezza Italia torto e mezza ragione.
Io preferisco pensare che si tratta di varianti regionali della stessa lingua e che i tempi in cui si considera solo indietro solo in Toscana si parlasse il vero italiano perché la nostra lingua l'aveva inventata Dante.
Sono morti e sepolti?
E le lasciamo ai vecchi accademici.
E come fare per conoscere la pronuncia giusta allora?
Non c'è altra alternativa che consultare il vocabolario, poiché non ci si può fidare degli indigeni.
Ci sono addirittura parole in cui la vocale, chiusa o aperta fa cambiare il significato.
Come pesca l'attività dei pescatori e pesca il frutto o anche.
Accetta terza persona singolare del presente, indicativo o.
Seconda singolare dell'imperativo del verbo accettare.
E accetta l'attrezzo del boscaiolo.
Ciao, nonostante anche per queste parole, la cui pronuncia corretta dovrebbe essere di rigore, intervengono gli usi regionali e per un lombardo o per un Veneto ci sarà soltanto la pesca, senza che per questo il frutto puzzi di pesce.
Mica facile per noi stranieri raccapezzarsi in mezzo a queste varianti?
E questo è niente.
Pensa a tutte le parole in cui l'accento tonico cambia il significato.
Come ancora della nave e ancora erbe, avverbio principi, il plurale di principio, la norma morale e principi.
Il plurale di Principe, il figlio del re.
Circuito la pista per le corse e circuito participio passato del verbo circuire, che vuol dire sedurre?
Poi ci sono i verbi a cui si attaccano i pronomi personali, complemento che diventano a volte però le sdrucciole e si differenziano da quelli scritti nello stesso modo, ma che restano parole piane.
Per esempio.
Conto.
Un posto dell'imperativo comprate con il pronome l'ho.
Comprate voi quell'articolo e compratelo cioè comprati a te quell'articolo.
Dunque l'imperativo compra e pronomi raggruppati te e l'ho.
Parole sdrucciole, parole piane.
Ma è un vero ottovolante la vostra lingua.
Diciamo più atto, atto atto.
A parte, gli si ersy.
Tra le doppie, anzi tanti così difficili da pronunciare per certi italiani.
Gli accenti tonici così frequentemente sbagliati.
Sì, nella lingua parlata, rubrica invece di rubrica salubre, invece di salubre eccetera.
Quelli mobili, cioè corretti in più forme si può dire sia arteriosclerosi alla greca sia arteriosclerosi.
Alla Latina, italiani e stranieri hanno materia per innumerevoli indovinelli e papere.