Capitolo 18 - I Numeri
I tre amici escono dal Palazzo dei Normanni dietro alla guida e al gruppo di turisti. Non lontano dal Palazzo, raggiungono a piedi la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti. Si tratta di una chiesa con cupole rosse e architettura orientale.
David prova a trovare una spiegazione per i numeri.
–Allora…adesso abbiamo tutti i numeri. Per prima cosa, mettiamo insieme i numeri che sono da soli –dice, mentre li scrive. –Poi, scrivo un'altra riga con gli altri.
David ha copiato tutti i numeri nella sua agendina. In una riga ha i numeri separati e in un'altra riga i numeri rimanenti. Marta, che è scienziata, ha un occhio attento per i numeri.
–Hanno senso! Guardate!
Marta scrive di nuovo i numeri che non sono separati, da sinistra a destra. Li scrive nell'ordine in cui si trovano: Venezia, Bologna, Roma e Palermo.
–Sono coordinate!
Tony, l'archeologo, lo conferma.
–È vero! Però non sappiamo ancora che cosa significano le cifre, i numeri che stanno da soli… Un momento… Ma sì!
–Che succede? –chiede Marta.
Tony prova a spiegarsi. A lui non è mai piaciuto spiegare niente a nessuno, anche se ha sempre saputo farlo bene.
–Abbiamo due linee di numeri. Una, con otto numeri che non sappiamo cosa rappresentano. L'altra, con delle coordinate.
–Sì –dicono all'unisono David e Marta.
–Quelle coordinate le conosco.
–Cosa?
–Ho lavorato lì. Le coordinate sono di un posto a Swansea.