image

NieR Replicant - Diario di Viaggio, Fine Prima Parte: Shadowlord

Fine Prima Parte: Shadowlord

Raccolti tutti i Versi Sigillati, Nier ha un solo obiettivo rimasto: individuare Grimoire Noir per portare a compimento la profezia che dovrebbe porre rimedio alla Necrografia.

Le condizioni della sorella si sono però nuovamente aggravate e incapace di ignorare il dolore che la affligge chiede a Popola un nuovo rimedio, che lo manda a recuperare un certo “Muschio vaporoso” che a quanto pare si è sempre trovato tra le mura del villaggio. Mentre si dedica alla raccolta della sostanza, dalle porte della città emerge uno sfinito Emil, che sembra essersi trascinato a fatica fino al suo villaggio per consegnare di persona un urgentissimo ammonimento.

Incapace di articolare una frase completa sviene davanti a Nier, che lo fa portare fino all'ufficio di Popola per garantirne la ripresa e scoprire quale messaggio fosse così importante da spingerlo a quella corsa disperata. Vorrei iniziare questo diario di viaggio dispensando un elogio che ho già accennato per gli straordinari doppiatori inglesi che interpretano Weiss e Kainé, rispettivamente Liam O'Brien e Laura Bailey, ma che vorrei estendere anche a molti altri e nello specifico di queste scene a quello del giovane Nier, Zach Aguilar, e a quella di Emil, Julie Ann Taylor. Al di là dell'abilità individuale credo che vada riconosciuto un merito anche alla direttrice del doppiaggio, Wendee Lee: è infatti chi ha tale ruolo di solito a guidare i doppiatori e assicurarsi che riflettano le emozioni richieste dalla scena nel modo corretto. Il doppiaggio è di qualità tanto maggiore, quanto più viene preso sul serio da chi recita i dialoghi e da quanto chi gestisce i doppiatori esige da loro tale serietà.

A volte, in altre opere, ho avuto la sensazione che il doppiatore non avesse nemmeno visto la scena che stava doppiando, e vuoi per una fama nominalmente intoccabile o vuoi per accordi interni alla produzione, ho immaginato che il direttore del doppiaggio non avesse avuto il coraggio di far ripetere una battuta quante volte avrebbe dovuto prima di ottenere un risultato se non eccellente, quantomeno emotivamente accettabile. La professionalità nei doppiatori inglesi non era sempre da dare per scontata, perché prima di dominare il mercato in maniera tanto clamorosa, i videogiochi erano scarsamente considerati nella cultura americana, motivo per cui chiamare a intervenire persone troppo famose poteva rivelarsi persino un'arma a doppio taglio. Nella cultura giapponese invece il criterio è diverso, perché tante cose trattate con sufficienza da altri paesi, come anime e videogiochi per l'appunto, sembrano visti come una forma d'arte più elevata.

Sottolineo tutto questo, per un motivo ben preciso: tra i difetti di NieR Replicant c'è una pessima resa di scene senza una inquadratura dedicata, con personaggi che mandano in loop animazioni statiche o restano immobili come mummie fino alla sfumata al nero, come in questa situazione in cui vediamo Nier annuire a un Emil rantolante a terra, come gli stesse restituendo carne di montone per una missione secondaria, senza considerare le due guardie che fissano le galline davanti a loro mentre un bambino sviene accanto a loro.

Diventa quindi non importante, ma direttamente fondamentale, che l'emozione della scena sia consegnata dai doppiatori per dare modo al giocatore di immaginare uno scambio più intenso di quello mostrato a schermo. Il motivo della corsa disperata di Emil è il suo aver percepito l'arrivo di una grande armata di ombre diretta verso il villaggio.

Potrebbe sembrare strano sia un bambino bendato l'unico che se ne accorga, ma in realtà se lo Shadowlord ha pianificato l'assalto con cura, è possibile abbia scelto strade spoglie di vedette e puntasse ad un attacco a sorpresa.

Emil possiede un legame con il Maso e sfrutta quindi una specie di sesto senso per avvertire la venuta delle creature. La stessa Kainé arriverà in seguito senza che nessuno la convochi, avvisata da un simile sesto senso e dall'aiuto di Tyrann.

Ci sono tanti appunti negativi che questa parentesi permetterebbe di fare, piccole cose che lasciano perplessi ai risvolti con cui si conclude la prima parte proprio in questo capitolo. Per citarne giusto uno: Popola specifica che Emil non è ferito o ammalato, ma solamente stanco.

Si intuisce che parte della sua condizione sia dovuta a un senso di sopraffazione psicologica e spirituale, ma non risentirà più di questo, perciò il suo affaticamento è presumibilmente dovuto all'aver corso svariate ore con l'aggravante di averlo fatto bendato. Una domanda lecita sarebbe… Perché non c'è Sebastian con lui? In quanto androide, è possibile potesse portarselo in spalla senza fatica. D'altra parte, ci sono un paio di ragioni per cui ho deciso di glissare sul grosso di queste mancanze.

La prima è che c'è molto da spiegare, dato che tra Shadowlord e Grimoire Noir, ci sono da chiarire molti concetti che mi aspetto in tanti non abbiano capito neanche a posteriori, non per loro colpa ma perché come già detto il gioco non fa molto per colmare i vuoti, come si aspettasse che lo spettatore faccia spallucce perché l'opera è godibile anche senza sapere tutto, o se proprio vuole si documenti da solo tra novel e interviste che, a scanso di equivoci, non rispondono nemmeno messe insieme a ogni dubbio e domanda.

La seconda è che pur con tutti i suoi piccoli difetti narrativi, questa parte è veramente bella, ricca di colpi di scena e di colpi d'occhio, con animazioni incredibili e una miscela di dramma e azione gestita a meraviglia. Si può sempre trovare da ridire ai dettagli di una trama, ma l'importanza di errori e mancanze andrebbe pesata contro agli aspetti positivi.

Una domanda che mi faccio sempre quando mi trovo di fronte a scene insensate, e che trovo dovrebbero farsi in molti, è questa: se quelle stesse scene fossero state scritte con maggior logica e coerenza, si sarebbe potuti arrivare comunque a quello stesso risultato? Se la risposta è sì, per quanto spiacevole possa essere una scelta di scrittura, si può ugualmente apprezzarne i risvolti – specialmente se tra animazioni, musica e ritmo, la cosa è ben realizzata e godibile a livello estetico.

Peraltro a volte esiste un valido motivo per preferire qualche incoerenza o esagerazione, come per esempio se si vuole rendere un'entrata in scena di un personaggio quanto più ad effetto è possibile. Applicando la cosa a questo momento, trovo assurdo che gli spessi portoni del Villaggio, palesemente progettati a prova di ombre, cadano sotto i colpi di una manciata delle medesime. O che Knave of Hearts, il boss che emerge dopo, butti giù una barricata straordinariamente solida con un singolo colpo.

Tuttavia la cosa è al servizio della teatralità e per esempio non sarebbe cambiato niente se Knave of Hearts, alto com'era, si fosse limitato a scavalcare il muro. O se lo Shadowlord, potendo volare, fosse andato ad aprire i cancelli da dentro. Insomma, anche un muro indistruttibile non avrebbe cambiato il fatto che l'armata avrebbe fatto breccia.

D'altra parte lo Shadowlord è il colpo di scena finale, quindi è giusto non rovinarlo in anticipo, e l'infrangimento delle difese serve a descrivere in modo vistoso quanto potente e pericolosa sia l'Ombra che stiamo per affrontare.

Discorso molto diverso ovviamente è quando l'insensatezza fa succedere qualcosa che è potuto accadere solo PERCHÉ le cose sono andate in quello specifico modo. E lì non c'è scusa che tenga: la trama è stata scritta con una forzatura e quindi male. Fortunatamente, non è questo il caso. Il conflitto che si consuma tra le strade quando le Ombre e quella che sembra guidarle, Knave of Hearts, trasmette un senso di orrore e urgenza che sprona Nier ad andare in soccorso dei cittadini e delle guardie in difficoltà.

Guardie che a loro assoluto onore, si battono con coraggio dando l'idea di una forza addestrata per lo scopo. Forse non abbastanza bene, ma nondimeno una forza di difesa determinata che è bello vedere in azione. Il nome Knave of Hearts è tratto dal Fante di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie e la sua presenza è maestosa e serve esattamente lo scopo voluto: creare atterrimento di fronte a una figura colossale e rendere ancora più esaltante lo scontro, specialmente quando Kainé si affianca a Nier e Weiss nel combattimento.

A differenza di altre ombre non è vittima di trasparenze e inconsistenze, dando l'idea che la collettività di cui è composto sia sicura della sua identità, forse per l'influenza dello Shadowlord di cui è servo leale. Volendo romanzare una teoria a suo merito, la sua compattezza può essere vista come la concretizzazione patriottica della lealtà verso un sovrano in cui si ha cieca fiducia: proprio come a volte le masse rinunciano all'individualità per essere assimilati nel concetto di patria, così le ombre che compongono Knave of Hearts sono sicure di sé perché appartengono al loro Re e non hanno dubbi sulla propria identità quali suoi servi. In un resoconto a posteriori della vicenda scritto da Popola, viene determinato che il potente nemico sia stato creato su misura dallo Shadowlord come diversivo per permettergli di rapire indisturbato Yonah.

Tralasciando quanto un semidio in grado di volare e sfrecciare in cielo non penso avesse davvero bisogno di tale stratagemma, non per rapire una bambina che passa il grosso della sua giornata isolata e incosciente, ciò conferma che avendo creato lui tale agglomerato, la lealtà al suo creatore e signore è presumibilmente assoluta. Nelle prime fasi dell'invasione, Nier affida a Devola il compito di mettere tutti al sicuro in biblioteca, inclusa sua sorella, e in qualche modo le ombre sembrano intuirlo: non solo il loro colossale capo, ma anche le singole unità si dirigono alla volta dell'edificio, tanto che quando il ragazzo si convince della sconfitta del mostro deve comunque correre all'interno per contrastare le creature, con l'aiuto aggiunto dei poteri pietrificanti di Emil.

Ma sebbene il corpo del nemico sia stato fatto a pezzi, la sua testa sopravvive e penetra nella struttura, dopo aver assunto l'aspetto di un polpo che compensa in mobilità tutto quello che ha perso in forza distruttiva. Sa di dover mettere subito fuori combattimento Emil, unica sua vera minaccia, e lo sbatte contro un muro facendogli perdere i sensi.

I due spadaccini capiscono che in quella forma condensata non saranno in grado di infliggergli più danni di quelli che potrà rigenerare, così risolvono a rinchiuderlo nei sotterranei, che si suppone abbiano mura così dure da reggere l'impeto dei suoi colpi, ora che non è più il gigante in grado di devastare i portoni della città.

In tutto questo Knave of Hearts serve uno scopo ulteriore, in vista del Time Skip che vedrà Nier cresciuto all'età adulta: l'incapacità che lui e Kainé hanno di eliminarlo definisce i limiti del ragazzo, che quando lo combatterà di nuovo raggiunto il ventunesimo anno di età, lo spezzerà facilmente per trasmettere al giocatore l'idea di quanto sia maturato anche come guerriero – ennesimo degli elementi più adatti al Nier fratello della versione Replicant del gioco, di quanto non lo fossero applicati al Nier padre di quella Gestalt.

Quel che succede da qui in poi, richiede una serie di spiegazioni che in parte sono inevitabilmente basate su congetture. Questo perché sebbene siano state aggiunte molte scene private su Devola e Popola nel corso della terza run, manca del tutto una sezione che ci mostri le interazioni precedenti alla fine della Prima Parte e quindi al Time Skip. Persino le novel fanno ricca menzione dei secoli precedenti all'inizio del gioco, ma omettono chiarimenti fondamentali sul piano delle gemelle dopo ciò che è successo tra Nier e Weiss.

Qualche informazione aggiunta rispetto all'epoca però ce l'abbiamo, principalmente tramite il Grimoire NieR Revised ma non solo. Proprio a tal merito, avrei sinceramente scommesso che dopo le uscite in inglese di volumi e libri dedicati a NieR Automata, ad oggi avrei avuto tra le mani anche la versione inglese del Grimoire NieR Revised stesso, ma al pari di altro materiale non ha mai avuto, non ancora almeno, un'altra edizione al di fuori di quella giapponese. Nonostante ciò, possiamo avvalerci di tutte le nuove nozioni e degli approfondimenti ulteriori che hanno in Giappone direttamente durante il nostro Diario di Viaggio, e questo proprio grazie ad un canale Twitter che ha abbracciato la meravigliosa missione di tradurre e ricostruire con cognizione di causa il materiale inedito, riuscendo anche a rendere in maniera migliore alcune delle traduzioni più raffazzonate di cui dovevamo accontentarci negli anni passati.

Ringrazio quindi calorosamente MITSURULOGIST per lo straordinario lavoro che porta avanti e per la gentilezza e la disponibilità nel divulgare molte nozioni che senza il suo aiuto non sarebbero arrivate in tempo utile a integrarle, per l'appunto, nei nostri Diari di Viaggio, e naturalmente vi incoraggio a seguirne ogni aggiornamento.

Considerando che l'incontro e lo scambio di informazioni è avvenuto proprio grazie ad un contatto tramite commenti durante la pubblicazione dei primi episodi di questa serie, poter aggiungere ed evolvere questo contenuto non solo mi fa sentire estremamente grato della partecipazione, ma anche orgoglioso del prodotto e dimostra una volta in più qual è il bello di condividere la propria passione in questo modo.

Tornando al gioco, al solito penso sia molto carente sullo svelare i propri segreti anche dopo che tutti gli altarini vengono svelati. Per esempio all'inizio della terza giocata, potevano mettere una specie di dialogo anche solo con scritte statiche su sfondo nero, per raccontare magari attraverso un dialogo tra Devola e Popola cosa è successo con lo Shadowlord, perché non fossero alla Biblioteca mentre si consumava la tragedia e dare un'idea chiara di quali siano state le loro azioni, le loro omissioni di soccorso e le motivazioni per le une e per le altre.

Si può per esempio presumere che come Devola ha promesso sia effettivamente andata a recuperare Yonah. Per quale motivo perciò è stata presa comunque dallo Shadowlord? Al tempo ipotizzavo si fossero rese complici del rapimento, ma nel resoconto di cui parlavano prima è chiaro non abbiano proprio fatto in tempo a fermarlo, sviate dal diversivo al pari di chiunque altro.

Come detto, per rispondere a questa e altre domande occorre lavorare su congetture e teorie, ma possiamo comunque costruirle tenendo da conto cosa sia successo al Nier originale e come abbia speso il millennio di attesa sino alla storia di Replicant. A tal merito, essendo un argomento particolarmente importante e reggendosi anche da solo come approfondimento a sé stante, ho fatto direttamente un video che tratta esclusivamente di quella parentesi, e che oltre a parlare degli eventi che coinvolgono Nier racconta anche dell'origine di Grimoire Weiss e Noir e la loro transizione da umani ai grimori parlanti che conosciamo nel gioco.

Riassumendo i concetti in breve per poterne comunque parlare adesso con cognizione di causa, rimandando magari la visione dell'altro video ad un secondo tempo, vi basti sapere quanto segue. Nier è stato trovato dalla World Purification Commission, la stessa che ha diffuso Grimoire Noir sperando di trovare il Gestalt Originale.

Hanno ibernato il Gestalt di Yonah per assicurarsi la collaborazione del ragazzo, con la promessa che avrebbero trovato una cura alla sua condizione di Relapse, il Rigetto o Ricaduta nella traduzione ufficiale. Fino ad allora Nier avrebbe dovuto continuare a stabilizzare gli altri Gestalt, finché anche l'ultima particella di Maso corrotto non fosse stata epurata – cosa stimata richiedere circa mille anni.

La promessa è però una bugia volta unicamente a farlo collaborare, non avendo in quel momento alcun modo di curare Yonah. Quando i Replicant sviluppano una coscienza, il piano di tenere buono il ragazzo si ritorce contro ciò che rimane dell'organizzazione - vale a dire le Androidi Osservatrici lasciate come custodi dei corpi in cui i Gestalt dovranno fare ritorno, eredi di peccati ed errori commessi da qualcun altro.

Quando lo Shadowlord smette di collaborare e i vari Gestalt finiscono in Relapse, l'idea di forzare l'unione tra Gestalt e Replicant usando il ricongiungimento collettivo tramite i due grimori Weiss e Noir diventa l'unica valida alternativa Per fare questo Weiss ha bisogno di tutti i Versi Sigillati, e aver spedito il Replicant di Nier nel viaggio alla loro ricerca usando la favoletta dell'eroe salvatore e del malvagio tomo nero serviva quindi tale scopo, oltre che a dare un possibile aiuto alla memoria mancante del libro parlante. Una cosa che non viene detta ma è fondamentale per capire come mai sia passato più di un secolo prima che tale scelta venisse fatta, laddove in teoria questo ricongiungimento di massa sembra una ottima soluzione, è che l'acquisizione di una coscienza nei Replicant può avere effetti imprevedibili sulla persona ricompletata.

Come più avanti vedremo al Nido, la coesistenza di Gestalt e Replicant non è semplice e si presta a una forma di Relapse che riflette un concetto di Rigetto, persino in caso di accettazione volontaria della fusione. Si può presumere che anche alcuni degli altri soggetti che prima ancora del Nido avevano operato tale ricongiungimento abbiano fatto una fine simile e quindi l'esitazione di Devola e Popola a rischiare quelle conseguenze su tutti è comprensibile.

D'altronde, quando lo Shadowlord si ribella non lascia loro alternativa: Gestalt e Replicant sono intrinsecamente legati e se tutti i Gestalt restano uccisi o vanno in Relapse, i Replicant non possono continuare ad esistere senza di loro per più di una manciata di anni – e davvero non attraverso altre reincarnazioni come hanno fatto fino a quel momento.

In altre parole l'estinzione sicura dell'umanità non è preferibile alla possibilità pur non accertata che il ricongiungimento funzioni per qualcuno, fosse anche solo per una piccola parte della popolazione. Di conseguenza, più perché gli viene forzata la mano che non per proprio desiderio, le due Osservatrici assecondano il cambio di piani deciso dallo Shadowlord, che aspetta al varco che il proprio Replicant finisca di raccogliere i Versi per mettere Noir davanti a Weiss.

L'assenza di Devola e Popola al momento della comparsa dello Shadowlord più che una forma di complicità la vedrei quindi come una questione di rassegnazione: anche se a malincuore, una volta che il Ricongiungimento Collettivo sarà ultimato si preoccuperanno come da loro programmazione dell'umanità rinata e di assisterli per evitare che perdano il controllo. Nel mentre, ha senso che preferiscano non interferire con le sue azioni.

Non penso nemmeno che abbiano ceduto Yonah volontariamente - anzi: il conflitto scoppiato al Villaggio distrae anche loro dagli intenti dello Shadowlord. Inoltre, poiché avendo il corpo della ragazzina a disposizione il Gestalt di Nier disporrebbe di un'alternativa alla fusione tra Weiss e Noir, è loro interesse che non abbia tale opzione. Sarebbe a tal merito stato molto interessante uno scontro aggiunto sempre nella terza rigiocata tra le gemelle e lo Shadowlord, in cui fallivano a proteggere Yonah e nel dialogo risultante venivano svelati alcuni di questi particolari. Dal resoconto già citato non è però fatta menzione di scontri di sorta, pertanto penso banalmente che il Gestalt di Nier sia arrivato dal Replicant di Yonah prima che Devola potesse raggiungerla e metterla in salvo.

Scopo dello Shadowlord è fare ritorno nel proprio corpo per vivere insieme a Yonah a sua volta rientrata nel suo, idillio comunque di presumibile breve durata, dato che il Relapse prima o poi se la sarebbe portata via. Sospetto che lo sapesse e che arrivato a quel punto, avesse semplicemente deciso di accontentarsi di pochi anni, ritenendoli meglio di niente.

Quando Weiss respinge la proposta di Noir che fallisce a persuaderlo a parole o a costringerlo con la forza, ovviamente il progetto decade. Questo era tutto fuorché prevedibile: innanzitutto, non c'era neppure il sospetto che Weiss potesse rifiutarsi e dai dialoghi si ha infatti l'impressione che sebbene il Grimorio si riscuota, in parte per i sentimenti di affetto maturati per i compagni, in parte per le parole destabilizzanti di Kainé, si trovasse in una specie di ipnosi magica verosimilmente molto difficile da contrastare. Anche Emil e Nier ci mettono del loro, ma resto dell'idea che sia stata Kainé con i suoi termini tanto volgari quanto famigliari e il suo fare provocatorio a fare il maggiore effetto.

Non ho mai visto un uso così scaltro di un linguaggio sboccato, che riesce a strappare un sorriso e una lacrima allo spettatore che viene trascinato al pari del libro alla realtà più terra terra della vita vera, distogliendolo dalla sua visione metafisica e dagli intangibili progetti per una utopia futura da cui i suoi amici è chiaro saranno esclusi.

Un altro fattore che ha aiutato è il modo di parlare di Noir e la sua risata malvagia, entrambi degni di un cattivo dei più infantili cartoni animati, che lasciano presumere una meschinità che a dispetto dello sghignazzare - ha davvero un nobile scopo. Anche se è una piccola caduta di stile, ha comunque un suo senso se pensiamo alla novel in cui il Grimorio viene presentato nella sua forma umana: anche il ragazzo che si sarebbe incarnato nel libro era un sadico folle e aspettarsi da una persona simile un dialogo più subdolo fingendo compassione e gentilezza è sbagliato, ancor più dal momento che Noir non credeva che Weiss avesse facoltà di spezzare l'incantesimo che ne stava soggiogando la volontà.

Da una prospettiva più ampia, questa e altre decisioni di Weiss e del suo gruppo di amici sono oggettivamente sbagliate, perché portano all'estinzione della razza umana. Il Gestalt di Nier ha quindi assolutamente ragione dalla sua prospettiva, sebbene il comportamento di Weiss sia altrettanto ragionevole nella nebbia dell'ignoranza che Devola e Popola hanno deciso di mantenere intatta, salvo infuriarsi con lui verso la fine definendolo a sproposito un traditore, quando al pari di Nier, Kainé ed Emil era semplicemente ignaro della verità.

In tutto questo si trova la bellezza più grande della storia: laddove altre narrative fanno coincidere la scelta moralmente più esatta con il fine più lieto o con l'esito migliore, Nier Replicant crea degli estremi in cui un gruppo di eroi si rende colpevole dell'estinzione dell'umanità facendo la cosa sbagliata ma pensando di stare facendo quella giusta.

O dal loro punto di vista, facendo davvero quella giusta.

Una profondità psicologica del genere è rarissima e se conoscete storie con elementi altrettanto interessanti, non esitate a parlarne nei commenti, dato che in futuro mi potrebbe venire voglia di approfondirle. Tornando al modo in cui si conclude la vicenda, il grosso problema dello Shadowlord è che il suo Replicant oppone una resistenza troppo feroce, rendendo impossibile un ricongiungimento tra i due. Quanto salta il progetto della fusione tra i due Grimori, decide di lasciare perdere e di accontentarsi di riavere indietro la sua Yonah. C'è tutta una serie di congetture anche su quale sia il suo piano per Nier nella seconda parte della storia, ma ne parleremo a tempo debito. Quando è chiaro che vincere sul ragazzo e su Weiss non è semplice, Shadowlord e Noir se ne vanno per lasciare godere al Gestalt di Nier una riunione con la sorella che non aveva potuto avere nemmeno nella forma di Gestalt, dato che sebbene messa in stasi era comunque sull'orlo del Relapse.

L'unione col suo Replicant posticipa tale problema e per questo Devola e Popola si troveranno costrette a dare la caccia allo Shadowlord, dopo aver capito che pur di stare con l'amata Yonah quanto più possibile, lascerà egoisticamente che tutti i Gestalt impazziscano. L'egoismo è dopotutto tema dell'intera storia di Nier, costruita intorno al precetto di condannare il mondo intero per la salvezza di una singola persona. Sul finale degli eventi, Nier si fa trafiggere da un attacco magico per salvare Weiss ed è ridotto in fin di vita. La sua sopravvivenza a una ferita così grave fa pensare una volta di più che i corpi dei Replicant siano diversi da quelli umani e più resistenti, anche se la cosa non sembra valere per tutti e resta quindi il dubbio se sia proprio Nier ad essere speciale, magari per il suo legame con Weiss, così come per Kainé vale quello con Tyrann. Dopo il rapimento di Yonah, c'è ancora un problema da risolvere: Knaves of Hearts.

Ancora una volta ringrazio MITSURULOGIST, che tramite un trafiletto titolato “Sealed Chapter”, mi ha mostrato dettagli sulla prospettiva di Kainé comprensiva di dialoghi tra lei e Tyrann durante lo scontro tra i due Grimori e i due Nier, che rende molto più chiaro cosa succeda nella sua testa.

Nel gioco, vediamo che la donna dichiara di essere “al limite” e chiedere a Emil di pietrificarla. Dato che si manifesta un'aura oscura, tutto lascia supporre che Tyrann sia sul punto di prenderle il corpo. In realtà, l'ombra è stata moralmente sconfitta, perché quando Weiss era sul punto di cedere a Noir aveva gridato nella sua testa che stavano per morire tutti, giubilante come mai prima; ma quando la ragazza e gli amici hanno persuaso il tomo a ripensarci, ha visto che le sue previsioni erano sbagliate e che la speranza aveva trionfato sulla disperazione.

Tuttavia, il mostro sigillato nello scantinato stava per uscire e non solo Kainé era esausta, ma Nier era in pezzi e Weiss a sua volta difficilmente poteva essere di qualsivoglia aiuto. C'era quindi una buona probabilità che una volta liberato, li avrebbe uccisi tutti senza incontrare resistenza. Emil è così incitato proprio dalla donna a pietrificarla, per risolvere il problema: diventando pietra lo stesso accadrà alla porta che sta trattenendo, confinando il mostro. Inoltre Tyrann sarebbe stato intrappolato insieme a lei, liberandola dalla responsabilità di proteggere il mondo dalla sua furia omicida – una possibilità da cui l'ombra cerca di fuggire all'ultimo, ma senza successo.

Il ragazzino si toglie la benda, ammirando per la prima volta l'aspetto dell'amica, un momento prima di tramutarla in una statua di pietra.

Ci sono solo due problemi con questa scena, assolutamente intensa tanto da guardare che da ascoltare. La prima è che Emil avrebbe potuto pietrificare direttamente l'Ombra non appena fosse uscita dallo scantinato.

È però vero che non è detto ci sarebbe riuscito, ancor più che il mostro polipo già in precedenza aveva preso di mira il ragazzino per primo, senza dargli il tempo di fare nulla. Anche così avrei rischiato, con tutto che non avrei considerato uno strato di pietra così sottile eternamente infallibile nel farlo prigioniero.

Il secondo e forse più fastidioso, è il finto bivio decisionale quando a schermo ci viene chiesto di scegliere se pietrificare Kainé e sigillare la creatura o se non fare nulla ed essere annientati. Quasi chiunque, conoscendo Yoko Taro e arrivando qui da Nier Automata, si aspettava che il senso della scelta fosse di mostrarci uno di quei finali alternativi, salvo scoprire che non c'è nulla del genere. Non ritengo fosse chissà quanto faticoso inserire uno di quei trafiletti con scritte su schermo nero e una carrellata rapida sui titoli di coda, finali segreti chiaramente esenti da costi di budget anche in Nier Automata stesso. Invece abbiamo un loop che costringe alla prima risposta e che sembra fare da promemoria all'assenza di tale aggiunta, un espediente comico forse per prendere in giro chi si aspettava qualcosa del genere.

Se fosse così, diciamo che trovo ci siano scherzi che non bisognerebbe fare, specialmente quando evidenziano una pigrizia. Anche perché se proprio fosse stato quello lo scopo, avrebbero per esempio potuto mettere una frase che sfondasse la quarta parete magari da parte di Weiss, come quando commenta di non far caso alla presenza di una spada che nella seconda giocata ci viene riconsegnata al Junk Heap nonostante sia già in nostro possesso.

Tanto in questo finale che agli inizi della seconda parte, viene evidenziato l'insorgere di un fortissimo legame di amicizia che soprattutto tra Emil e Kainé non sembra avere alcun fondamento.

A differenza dell'ultima volta che ne abbiamo parlato però qui abbiamo una testimonianza diretta del tempo trascorso tra la sconfitta di Grimoire Rubrum e l'arrivo di Emil al Villaggio di Nier. Sebbene non venga specificato il numero di giorni che passano, si fa menzione a numerose lettere che Sebastian e Yonah si scambiano anche dopo che l'identità dell'amico di penna della bambina è stato rivelato, nonché ad almeno un viaggio verso Frontemare del fratello che ha colto dei fiori per ridonarle un po' di buonumore.

Nel frattempo Emil sembra aver fatto molte ricerche per scoprire dove si potesse trovare Grimoire Noir, ma senza successo. Quindi nonostante in gioco non venga specificato, c'è una lunga parentesi in cui il giovane Nier deve aspettare che Emil o Popola tirino fuori qualche informazione sulla posizione del misterioso tomo nero, tempo durante cui non si sa cosa abbia fatto Kainé, al di là di ricevere una conferma sul fatto che abbia percepito grazie alla sua connessione con Tyrann la venuta dell'esercito di ombre.

È quindi evidente che l'amicizia tra lei ed Emil si deve essere cementata in tali giorni, che potrebbero andare dall'arco di una settimana fino all'ordine di qualche mese di attesa.

Possiamo immaginare che lo Shadowlord si sia mosso non appena abbia scoperto che i Versi Sigillati erano stati raccolti e dato che sappiamo che ha tagliato qualsiasi comunicazione con le Osservatrici, non è strano che ci abbia messo così tanto a saperlo.

L'avventura con la prima parte di Nier Replicant si conclude qui, col ragazzo che giura di tornare a salvare tanto Yonah, che Kainé. Se non l'aveste ancora fatto, vi invito ad iscrivervi al canale per seguire questo viaggio insieme e per commentarlo sia con le vostre opinioni sugli argomenti toccati, sia eventualmente con aggiunte che avreste voluto sentire durante uno specifico evento. Chi volesse poi supportare i miei progetti in maniera più diretta, può trovare la pagina Patreon in descrizione.

Dal prossimo episodio vedremo un Nier cresciuto dai suoi immaturi sedici anni a un'età più adulta, col raggiungimento dei ventun anni. Tratteremo contemporaneamente le tre reiterazioni narrative che portano ai vari finali del gioco, come se la seconda parte della storia iniziasse direttamente con la terza run. E come sempre discuteremo le decisioni fatte a livello di regia, con spirito critico ma anche pronti a farci incantare dalle parti migliori di una trama che tra alti e bassi, nasconde al suo interno alcuni dei risvolti più astuti e poetici mai scritti per il mondo dei JRPG.



Want to learn a language?


Learn from this text and thousands like it on LingQ.

  • A vast library of audio lessons, all with matching text
  • Revolutionary learning tools
  • A global, interactive learning community.

Imparare le lingue online @ LingQ

Fine Prima Parte: Shadowlord

Raccolti tutti i Versi Sigillati, Nier ha un solo obiettivo rimasto: individuare Grimoire Noir per portare a compimento la profezia che dovrebbe porre rimedio alla Necrografia.

Le condizioni della sorella si sono però nuovamente aggravate e incapace di ignorare il dolore che la affligge chiede a Popola un nuovo rimedio, che lo manda a recuperare un certo “Muschio vaporoso” che a quanto pare si è sempre trovato tra le mura del villaggio. Mentre si dedica alla raccolta della sostanza, dalle porte della città emerge uno sfinito Emil, che sembra essersi trascinato a fatica fino al suo villaggio per consegnare di persona un urgentissimo ammonimento.

Incapace di articolare una frase completa sviene davanti a Nier, che lo fa portare fino all'ufficio di Popola per garantirne la ripresa e scoprire quale messaggio fosse così importante da spingerlo a quella corsa disperata. Vorrei iniziare questo diario di viaggio dispensando un elogio che ho già accennato per gli straordinari doppiatori inglesi che interpretano Weiss e Kainé, rispettivamente Liam O'Brien e Laura Bailey, ma che vorrei estendere anche a molti altri e nello specifico di queste scene a quello del giovane Nier, Zach Aguilar, e a quella di Emil, Julie Ann Taylor. Al di là dell'abilità individuale credo che vada riconosciuto un merito anche alla direttrice del doppiaggio, Wendee Lee: è infatti chi ha tale ruolo di solito a guidare i doppiatori e assicurarsi che riflettano le emozioni richieste dalla scena nel modo corretto. Il doppiaggio è di qualità tanto maggiore, quanto più viene preso sul serio da chi recita i dialoghi e da quanto chi gestisce i doppiatori esige da loro tale serietà.

A volte, in altre opere, ho avuto la sensazione che il doppiatore non avesse nemmeno visto la scena che stava doppiando, e vuoi per una fama nominalmente intoccabile o vuoi per accordi interni alla produzione, ho immaginato che il direttore del doppiaggio non avesse avuto il coraggio di far ripetere una battuta quante volte avrebbe dovuto prima di ottenere un risultato se non eccellente, quantomeno emotivamente accettabile. La professionalità nei doppiatori inglesi non era sempre da dare per scontata, perché prima di dominare il mercato in maniera tanto clamorosa, i videogiochi erano scarsamente considerati nella cultura americana, motivo per cui chiamare a intervenire persone troppo famose poteva rivelarsi persino un'arma a doppio taglio. Nella cultura giapponese invece il criterio è diverso, perché tante cose trattate con sufficienza da altri paesi, come anime e videogiochi per l'appunto, sembrano visti come una forma d'arte più elevata.

Sottolineo tutto questo, per un motivo ben preciso: tra i difetti di NieR Replicant c'è una pessima resa di scene senza una inquadratura dedicata, con personaggi che mandano in loop animazioni statiche o restano immobili come mummie fino alla sfumata al nero, come in questa situazione in cui vediamo Nier annuire a un Emil rantolante a terra, come gli stesse restituendo carne di montone per una missione secondaria, senza considerare le due guardie che fissano le galline davanti a loro mentre un bambino sviene accanto a loro.

Diventa quindi non importante, ma direttamente fondamentale, che l'emozione della scena sia consegnata dai doppiatori per dare modo al giocatore di immaginare uno scambio più intenso di quello mostrato a schermo. Il motivo della corsa disperata di Emil è il suo aver percepito l'arrivo di una grande armata di ombre diretta verso il villaggio.

Potrebbe sembrare strano sia un bambino bendato l'unico che se ne accorga, ma in realtà se lo Shadowlord ha pianificato l'assalto con cura, è possibile abbia scelto strade spoglie di vedette e puntasse ad un attacco a sorpresa.

Emil possiede un legame con il Maso e sfrutta quindi una specie di sesto senso per avvertire la venuta delle creature. La stessa Kainé arriverà in seguito senza che nessuno la convochi, avvisata da un simile sesto senso e dall'aiuto di Tyrann.

Ci sono tanti appunti negativi che questa parentesi permetterebbe di fare, piccole cose che lasciano perplessi ai risvolti con cui si conclude la prima parte proprio in questo capitolo. Per citarne giusto uno: Popola specifica che Emil non è ferito o ammalato, ma solamente stanco.

Si intuisce che parte della sua condizione sia dovuta a un senso di sopraffazione psicologica e spirituale, ma non risentirà più di questo, perciò il suo affaticamento è presumibilmente dovuto all'aver corso svariate ore con l'aggravante di averlo fatto bendato. Una domanda lecita sarebbe… Perché non c'è Sebastian con lui? In quanto androide, è possibile potesse portarselo in spalla senza fatica. D'altra parte, ci sono un paio di ragioni per cui ho deciso di glissare sul grosso di queste mancanze.

La prima è che c'è molto da spiegare, dato che tra Shadowlord e Grimoire Noir, ci sono da chiarire molti concetti che mi aspetto in tanti non abbiano capito neanche a posteriori, non per loro colpa ma perché come già detto il gioco non fa molto per colmare i vuoti, come si aspettasse che lo spettatore faccia spallucce perché l'opera è godibile anche senza sapere tutto, o se proprio vuole si documenti da solo tra novel e interviste che, a scanso di equivoci, non rispondono nemmeno messe insieme a ogni dubbio e domanda.

La seconda è che pur con tutti i suoi piccoli difetti narrativi, questa parte è veramente bella, ricca di colpi di scena e di colpi d'occhio, con animazioni incredibili e una miscela di dramma e azione gestita a meraviglia. Si può sempre trovare da ridire ai dettagli di una trama, ma l'importanza di errori e mancanze andrebbe pesata contro agli aspetti positivi.

Una domanda che mi faccio sempre quando mi trovo di fronte a scene insensate, e che trovo dovrebbero farsi in molti, è questa: se quelle stesse scene fossero state scritte con maggior logica e coerenza, si sarebbe potuti arrivare comunque a quello stesso risultato? Se la risposta è sì, per quanto spiacevole possa essere una scelta di scrittura, si può ugualmente apprezzarne i risvolti – specialmente se tra animazioni, musica e ritmo, la cosa è ben realizzata e godibile a livello estetico.

Peraltro a volte esiste un valido motivo per preferire qualche incoerenza o esagerazione, come per esempio se si vuole rendere un'entrata in scena di un personaggio quanto più ad effetto è possibile. Applicando la cosa a questo momento, trovo assurdo che gli spessi portoni del Villaggio, palesemente progettati a prova di ombre, cadano sotto i colpi di una manciata delle medesime. O che Knave of Hearts, il boss che emerge dopo, butti giù una barricata straordinariamente solida con un singolo colpo.

Tuttavia la cosa è al servizio della teatralità e per esempio non sarebbe cambiato niente se Knave of Hearts, alto com'era, si fosse limitato a scavalcare il muro. O se lo Shadowlord, potendo volare, fosse andato ad aprire i cancelli da dentro. Insomma, anche un muro indistruttibile non avrebbe cambiato il fatto che l'armata avrebbe fatto breccia.

D'altra parte lo Shadowlord è il colpo di scena finale, quindi è giusto non rovinarlo in anticipo, e l'infrangimento delle difese serve a descrivere in modo vistoso quanto potente e pericolosa sia l'Ombra che stiamo per affrontare.

Discorso molto diverso ovviamente è quando l'insensatezza fa succedere qualcosa che è potuto accadere solo PERCHÉ le cose sono andate in quello specifico modo. E lì non c'è scusa che tenga: la trama è stata scritta con una forzatura e quindi male. Fortunatamente, non è questo il caso. Il conflitto che si consuma tra le strade quando le Ombre e quella che sembra guidarle, Knave of Hearts, trasmette un senso di orrore e urgenza che sprona Nier ad andare in soccorso dei cittadini e delle guardie in difficoltà.

Guardie che a loro assoluto onore, si battono con coraggio dando l'idea di una forza addestrata per lo scopo. Forse non abbastanza bene, ma nondimeno una forza di difesa determinata che è bello vedere in azione. Il nome Knave of Hearts è tratto dal Fante di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie e la sua presenza è maestosa e serve esattamente lo scopo voluto: creare atterrimento di fronte a una figura colossale e rendere ancora più esaltante lo scontro, specialmente quando Kainé si affianca a Nier e Weiss nel combattimento.

A differenza di altre ombre non è vittima di trasparenze e inconsistenze, dando l'idea che la collettività di cui è composto sia sicura della sua identità, forse per l'influenza dello Shadowlord di cui è servo leale. Volendo romanzare una teoria a suo merito, la sua compattezza può essere vista come la concretizzazione patriottica della lealtà verso un sovrano in cui si ha cieca fiducia: proprio come a volte le masse rinunciano all'individualità per essere assimilati nel concetto di patria, così le ombre che compongono Knave of Hearts sono sicure di sé perché appartengono al loro Re e non hanno dubbi sulla propria identità quali suoi servi. In un resoconto a posteriori della vicenda scritto da Popola, viene determinato che il potente nemico sia stato creato su misura dallo Shadowlord come diversivo per permettergli di rapire indisturbato Yonah.

Tralasciando quanto un semidio in grado di volare e sfrecciare in cielo non penso avesse davvero bisogno di tale stratagemma, non per rapire una bambina che passa il grosso della sua giornata isolata e incosciente, ciò conferma che avendo creato lui tale agglomerato, la lealtà al suo creatore e signore è presumibilmente assoluta. Nelle prime fasi dell'invasione, Nier affida a Devola il compito di mettere tutti al sicuro in biblioteca, inclusa sua sorella, e in qualche modo le ombre sembrano intuirlo: non solo il loro colossale capo, ma anche le singole unità si dirigono alla volta dell'edificio, tanto che quando il ragazzo si convince della sconfitta del mostro deve comunque correre all'interno per contrastare le creature, con l'aiuto aggiunto dei poteri pietrificanti di Emil.

Ma sebbene il corpo del nemico sia stato fatto a pezzi, la sua testa sopravvive e penetra nella struttura, dopo aver assunto l'aspetto di un polpo che compensa in mobilità tutto quello che ha perso in forza distruttiva. Sa di dover mettere subito fuori combattimento Emil, unica sua vera minaccia, e lo sbatte contro un muro facendogli perdere i sensi.

I due spadaccini capiscono che in quella forma condensata non saranno in grado di infliggergli più danni di quelli che potrà rigenerare, così risolvono a rinchiuderlo nei sotterranei, che si suppone abbiano mura così dure da reggere l'impeto dei suoi colpi, ora che non è più il gigante in grado di devastare i portoni della città.

In tutto questo Knave of Hearts serve uno scopo ulteriore, in vista del Time Skip che vedrà Nier cresciuto all'età adulta: l'incapacità che lui e Kainé hanno di eliminarlo definisce i limiti del ragazzo, che quando lo combatterà di nuovo raggiunto il ventunesimo anno di età, lo spezzerà facilmente per trasmettere al giocatore l'idea di quanto sia maturato anche come guerriero – ennesimo degli elementi più adatti al Nier fratello della versione Replicant del gioco, di quanto non lo fossero applicati al Nier padre di quella Gestalt.

Quel che succede da qui in poi, richiede una serie di spiegazioni che in parte sono inevitabilmente basate su congetture. Questo perché sebbene siano state aggiunte molte scene private su Devola e Popola nel corso della terza run, manca del tutto una sezione che ci mostri le interazioni precedenti alla fine della Prima Parte e quindi al Time Skip. Persino le novel fanno ricca menzione dei secoli precedenti all'inizio del gioco, ma omettono chiarimenti fondamentali sul piano delle gemelle dopo ciò che è successo tra Nier e Weiss.

Qualche informazione aggiunta rispetto all'epoca però ce l'abbiamo, principalmente tramite il Grimoire NieR Revised ma non solo. Proprio a tal merito, avrei sinceramente scommesso che dopo le uscite in inglese di volumi e libri dedicati a NieR Automata, ad oggi avrei avuto tra le mani anche la versione inglese del Grimoire NieR Revised stesso, ma al pari di altro materiale non ha mai avuto, non ancora almeno, un'altra edizione al di fuori di quella giapponese. Nonostante ciò, possiamo avvalerci di tutte le nuove nozioni e degli approfondimenti ulteriori che hanno in Giappone direttamente durante il nostro Diario di Viaggio, e questo proprio grazie ad un canale Twitter che ha abbracciato la meravigliosa missione di tradurre e ricostruire con cognizione di causa il materiale inedito, riuscendo anche a rendere in maniera migliore alcune delle traduzioni più raffazzonate di cui dovevamo accontentarci negli anni passati.

Ringrazio quindi calorosamente MITSURULOGIST per lo straordinario lavoro che porta avanti e per la gentilezza e la disponibilità nel divulgare molte nozioni che senza il suo aiuto non sarebbero arrivate in tempo utile a integrarle, per l'appunto, nei nostri Diari di Viaggio, e naturalmente vi incoraggio a seguirne ogni aggiornamento.

Considerando che l'incontro e lo scambio di informazioni è avvenuto proprio grazie ad un contatto tramite commenti durante la pubblicazione dei primi episodi di questa serie, poter aggiungere ed evolvere questo contenuto non solo mi fa sentire estremamente grato della partecipazione, ma anche orgoglioso del prodotto e dimostra una volta in più qual è il bello di condividere la propria passione in questo modo.

Tornando al gioco, al solito penso sia molto carente sullo svelare i propri segreti anche dopo che tutti gli altarini vengono svelati. Per esempio all'inizio della terza giocata, potevano mettere una specie di dialogo anche solo con scritte statiche su sfondo nero, per raccontare magari attraverso un dialogo tra Devola e Popola cosa è successo con lo Shadowlord, perché non fossero alla Biblioteca mentre si consumava la tragedia e dare un'idea chiara di quali siano state le loro azioni, le loro omissioni di soccorso e le motivazioni per le une e per le altre.

Si può per esempio presumere che come Devola ha promesso sia effettivamente andata a recuperare Yonah. Per quale motivo perciò è stata presa comunque dallo Shadowlord? Al tempo ipotizzavo si fossero rese complici del rapimento, ma nel resoconto di cui parlavano prima è chiaro non abbiano proprio fatto in tempo a fermarlo, sviate dal diversivo al pari di chiunque altro.

Come detto, per rispondere a questa e altre domande occorre lavorare su congetture e teorie, ma possiamo comunque costruirle tenendo da conto cosa sia successo al Nier originale e come abbia speso il millennio di attesa sino alla storia di Replicant. A tal merito, essendo un argomento particolarmente importante e reggendosi anche da solo come approfondimento a sé stante, ho fatto direttamente un video che tratta esclusivamente di quella parentesi, e che oltre a parlare degli eventi che coinvolgono Nier racconta anche dell'origine di Grimoire Weiss e Noir e la loro transizione da umani ai grimori parlanti che conosciamo nel gioco.

Riassumendo i concetti in breve per poterne comunque parlare adesso con cognizione di causa, rimandando magari la visione dell'altro video ad un secondo tempo, vi basti sapere quanto segue. Nier è stato trovato dalla World Purification Commission, la stessa che ha diffuso Grimoire Noir sperando di trovare il Gestalt Originale.

Hanno ibernato il Gestalt di Yonah per assicurarsi la collaborazione del ragazzo, con la promessa che avrebbero trovato una cura alla sua condizione di Relapse, il Rigetto o Ricaduta nella traduzione ufficiale. Fino ad allora Nier avrebbe dovuto continuare a stabilizzare gli altri Gestalt, finché anche l'ultima particella di Maso corrotto non fosse stata epurata – cosa stimata richiedere circa mille anni.

La promessa è però una bugia volta unicamente a farlo collaborare, non avendo in quel momento alcun modo di curare Yonah. Quando i Replicant sviluppano una coscienza, il piano di tenere buono il ragazzo si ritorce contro ciò che rimane dell'organizzazione - vale a dire le Androidi Osservatrici lasciate come custodi dei corpi in cui i Gestalt dovranno fare ritorno, eredi di peccati ed errori commessi da qualcun altro.

Quando lo Shadowlord smette di collaborare e i vari Gestalt finiscono in Relapse, l'idea di forzare l'unione tra Gestalt e Replicant usando il ricongiungimento collettivo tramite i due grimori Weiss e Noir diventa l'unica valida alternativa Per fare questo Weiss ha bisogno di tutti i Versi Sigillati, e aver spedito il Replicant di Nier nel viaggio alla loro ricerca usando la favoletta dell'eroe salvatore e del malvagio tomo nero serviva quindi tale scopo, oltre che a dare un possibile aiuto alla memoria mancante del libro parlante. Una cosa che non viene detta ma è fondamentale per capire come mai sia passato più di un secolo prima che tale scelta venisse fatta, laddove in teoria questo ricongiungimento di massa sembra una ottima soluzione, è che l'acquisizione di una coscienza nei Replicant può avere effetti imprevedibili sulla persona ricompletata.

Come più avanti vedremo al Nido, la coesistenza di Gestalt e Replicant non è semplice e si presta a una forma di Relapse che riflette un concetto di Rigetto, persino in caso di accettazione volontaria della fusione. Si può presumere che anche alcuni degli altri soggetti che prima ancora del Nido avevano operato tale ricongiungimento abbiano fatto una fine simile e quindi l'esitazione di Devola e Popola a rischiare quelle conseguenze su tutti è comprensibile.

D'altronde, quando lo Shadowlord si ribella non lascia loro alternativa: Gestalt e Replicant sono intrinsecamente legati e se tutti i Gestalt restano uccisi o vanno in Relapse, i Replicant non possono continuare ad esistere senza di loro per più di una manciata di anni – e davvero non attraverso altre reincarnazioni come hanno fatto fino a quel momento.

In altre parole l'estinzione sicura dell'umanità non è preferibile alla possibilità pur non accertata che il ricongiungimento funzioni per qualcuno, fosse anche solo per una piccola parte della popolazione. Di conseguenza, più perché gli viene forzata la mano che non per proprio desiderio, le due Osservatrici assecondano il cambio di piani deciso dallo Shadowlord, che aspetta al varco che il proprio Replicant finisca di raccogliere i Versi per mettere Noir davanti a Weiss.

L'assenza di Devola e Popola al momento della comparsa dello Shadowlord più che una forma di complicità la vedrei quindi come una questione di rassegnazione: anche se a malincuore, una volta che il Ricongiungimento Collettivo sarà ultimato si preoccuperanno come da loro programmazione dell'umanità rinata e di assisterli per evitare che perdano il controllo. Nel mentre, ha senso che preferiscano non interferire con le sue azioni.

Non penso nemmeno che abbiano ceduto Yonah volontariamente - anzi: il conflitto scoppiato al Villaggio distrae anche loro dagli intenti dello Shadowlord. Inoltre, poiché avendo il corpo della ragazzina a disposizione il Gestalt di Nier disporrebbe di un'alternativa alla fusione tra Weiss e Noir, è loro interesse che non abbia tale opzione. Sarebbe a tal merito stato molto interessante uno scontro aggiunto sempre nella terza rigiocata tra le gemelle e lo Shadowlord, in cui fallivano a proteggere Yonah e nel dialogo risultante venivano svelati alcuni di questi particolari. Dal resoconto già citato non è però fatta menzione di scontri di sorta, pertanto penso banalmente che il Gestalt di Nier sia arrivato dal Replicant di Yonah prima che Devola potesse raggiungerla e metterla in salvo.

Scopo dello Shadowlord è fare ritorno nel proprio corpo per vivere insieme a Yonah a sua volta rientrata nel suo, idillio comunque di presumibile breve durata, dato che il Relapse prima o poi se la sarebbe portata via. Sospetto che lo sapesse e che arrivato a quel punto, avesse semplicemente deciso di accontentarsi di pochi anni, ritenendoli meglio di niente.

Quando Weiss respinge la proposta di Noir che fallisce a persuaderlo a parole o a costringerlo con la forza, ovviamente il progetto decade. Questo era tutto fuorché prevedibile: innanzitutto, non c'era neppure il sospetto che Weiss potesse rifiutarsi e dai dialoghi si ha infatti l'impressione che sebbene il Grimorio si riscuota, in parte per i sentimenti di affetto maturati per i compagni, in parte per le parole destabilizzanti di Kainé, si trovasse in una specie di ipnosi magica verosimilmente molto difficile da contrastare. Anche Emil e Nier ci mettono del loro, ma resto dell'idea che sia stata Kainé con i suoi termini tanto volgari quanto famigliari e il suo fare provocatorio a fare il maggiore effetto.

Non ho mai visto un uso così scaltro di un linguaggio sboccato, che riesce a strappare un sorriso e una lacrima allo spettatore che viene trascinato al pari del libro alla realtà più terra terra della vita vera, distogliendolo dalla sua visione metafisica e dagli intangibili progetti per una utopia futura da cui i suoi amici è chiaro saranno esclusi.

Un altro fattore che ha aiutato è il modo di parlare di Noir e la sua risata malvagia, entrambi degni di un cattivo dei più infantili cartoni animati, che lasciano presumere una meschinità che a dispetto dello sghignazzare - ha davvero un nobile scopo. Anche se è una piccola caduta di stile, ha comunque un suo senso se pensiamo alla novel in cui il Grimorio viene presentato nella sua forma umana: anche il ragazzo che si sarebbe incarnato nel libro era un sadico folle e aspettarsi da una persona simile un dialogo più subdolo fingendo compassione e gentilezza è sbagliato, ancor più dal momento che Noir non credeva che Weiss avesse facoltà di spezzare l'incantesimo che ne stava soggiogando la volontà.

Da una prospettiva più ampia, questa e altre decisioni di Weiss e del suo gruppo di amici sono oggettivamente sbagliate, perché portano all'estinzione della razza umana. Il Gestalt di Nier ha quindi assolutamente ragione dalla sua prospettiva, sebbene il comportamento di Weiss sia altrettanto ragionevole nella nebbia dell'ignoranza che Devola e Popola hanno deciso di mantenere intatta, salvo infuriarsi con lui verso la fine definendolo a sproposito un traditore, quando al pari di Nier, Kainé ed Emil era semplicemente ignaro della verità.

In tutto questo si trova la bellezza più grande della storia: laddove altre narrative fanno coincidere la scelta moralmente più esatta con il fine più lieto o con l'esito migliore, Nier Replicant crea degli estremi in cui un gruppo di eroi si rende colpevole dell'estinzione dell'umanità facendo la cosa sbagliata ma pensando di stare facendo quella giusta.

O dal loro punto di vista, facendo davvero quella giusta.

Una profondità psicologica del genere è rarissima e se conoscete storie con elementi altrettanto interessanti, non esitate a parlarne nei commenti, dato che in futuro mi potrebbe venire voglia di approfondirle. Tornando al modo in cui si conclude la vicenda, il grosso problema dello Shadowlord è che il suo Replicant oppone una resistenza troppo feroce, rendendo impossibile un ricongiungimento tra i due. Quanto salta il progetto della fusione tra i due Grimori, decide di lasciare perdere e di accontentarsi di riavere indietro la sua Yonah. C'è tutta una serie di congetture anche su quale sia il suo piano per Nier nella seconda parte della storia, ma ne parleremo a tempo debito. Quando è chiaro che vincere sul ragazzo e su Weiss non è semplice, Shadowlord e Noir se ne vanno per lasciare godere al Gestalt di Nier una riunione con la sorella che non aveva potuto avere nemmeno nella forma di Gestalt, dato che sebbene messa in stasi era comunque sull'orlo del Relapse.

L'unione col suo Replicant posticipa tale problema e per questo Devola e Popola si troveranno costrette a dare la caccia allo Shadowlord, dopo aver capito che pur di stare con l'amata Yonah quanto più possibile, lascerà egoisticamente che tutti i Gestalt impazziscano. L'egoismo è dopotutto tema dell'intera storia di Nier, costruita intorno al precetto di condannare il mondo intero per la salvezza di una singola persona. Sul finale degli eventi, Nier si fa trafiggere da un attacco magico per salvare Weiss ed è ridotto in fin di vita. La sua sopravvivenza a una ferita così grave fa pensare una volta di più che i corpi dei Replicant siano diversi da quelli umani e più resistenti, anche se la cosa non sembra valere per tutti e resta quindi il dubbio se sia proprio Nier ad essere speciale, magari per il suo legame con Weiss, così come per Kainé vale quello con Tyrann. Dopo il rapimento di Yonah, c'è ancora un problema da risolvere: Knaves of Hearts.

Ancora una volta ringrazio MITSURULOGIST, che tramite un trafiletto titolato “Sealed Chapter”, mi ha mostrato dettagli sulla prospettiva di Kainé comprensiva di dialoghi tra lei e Tyrann durante lo scontro tra i due Grimori e i due Nier, che rende molto più chiaro cosa succeda nella sua testa.

Nel gioco, vediamo che la donna dichiara di essere “al limite” e chiedere a Emil di pietrificarla. Dato che si manifesta un'aura oscura, tutto lascia supporre che Tyrann sia sul punto di prenderle il corpo. In realtà, l'ombra è stata moralmente sconfitta, perché quando Weiss era sul punto di cedere a Noir aveva gridato nella sua testa che stavano per morire tutti, giubilante come mai prima; ma quando la ragazza e gli amici hanno persuaso il tomo a ripensarci, ha visto che le sue previsioni erano sbagliate e che la speranza aveva trionfato sulla disperazione.

Tuttavia, il mostro sigillato nello scantinato stava per uscire e non solo Kainé era esausta, ma Nier era in pezzi e Weiss a sua volta difficilmente poteva essere di qualsivoglia aiuto. C'era quindi una buona probabilità che una volta liberato, li avrebbe uccisi tutti senza incontrare resistenza. Emil è così incitato proprio dalla donna a pietrificarla, per risolvere il problema: diventando pietra lo stesso accadrà alla porta che sta trattenendo, confinando il mostro. Inoltre Tyrann sarebbe stato intrappolato insieme a lei, liberandola dalla responsabilità di proteggere il mondo dalla sua furia omicida – una possibilità da cui l'ombra cerca di fuggire all'ultimo, ma senza successo.

Il ragazzino si toglie la benda, ammirando per la prima volta l'aspetto dell'amica, un momento prima di tramutarla in una statua di pietra.

Ci sono solo due problemi con questa scena, assolutamente intensa tanto da guardare che da ascoltare. La prima è che Emil avrebbe potuto pietrificare direttamente l'Ombra non appena fosse uscita dallo scantinato.

È però vero che non è detto ci sarebbe riuscito, ancor più che il mostro polipo già in precedenza aveva preso di mira il ragazzino per primo, senza dargli il tempo di fare nulla. Anche così avrei rischiato, con tutto che non avrei considerato uno strato di pietra così sottile eternamente infallibile nel farlo prigioniero.

Il secondo e forse più fastidioso, è il finto bivio decisionale quando a schermo ci viene chiesto di scegliere se pietrificare Kainé e sigillare la creatura o se non fare nulla ed essere annientati. Quasi chiunque, conoscendo Yoko Taro e arrivando qui da Nier Automata, si aspettava che il senso della scelta fosse di mostrarci uno di quei finali alternativi, salvo scoprire che non c'è nulla del genere. Non ritengo fosse chissà quanto faticoso inserire uno di quei trafiletti con scritte su schermo nero e una carrellata rapida sui titoli di coda, finali segreti chiaramente esenti da costi di budget anche in Nier Automata stesso. Invece abbiamo un loop che costringe alla prima risposta e che sembra fare da promemoria all'assenza di tale aggiunta, un espediente comico forse per prendere in giro chi si aspettava qualcosa del genere.

Se fosse così, diciamo che trovo ci siano scherzi che non bisognerebbe fare, specialmente quando evidenziano una pigrizia. Anche perché se proprio fosse stato quello lo scopo, avrebbero per esempio potuto mettere una frase che sfondasse la quarta parete magari da parte di Weiss, come quando commenta di non far caso alla presenza di una spada che nella seconda giocata ci viene riconsegnata al Junk Heap nonostante sia già in nostro possesso.

Tanto in questo finale che agli inizi della seconda parte, viene evidenziato l'insorgere di un fortissimo legame di amicizia che soprattutto tra Emil e Kainé non sembra avere alcun fondamento.

A differenza dell'ultima volta che ne abbiamo parlato però qui abbiamo una testimonianza diretta del tempo trascorso tra la sconfitta di Grimoire Rubrum e l'arrivo di Emil al Villaggio di Nier. Sebbene non venga specificato il numero di giorni che passano, si fa menzione a numerose lettere che Sebastian e Yonah si scambiano anche dopo che l'identità dell'amico di penna della bambina è stato rivelato, nonché ad almeno un viaggio verso Frontemare del fratello che ha colto dei fiori per ridonarle un po' di buonumore.

Nel frattempo Emil sembra aver fatto molte ricerche per scoprire dove si potesse trovare Grimoire Noir, ma senza successo. Quindi nonostante in gioco non venga specificato, c'è una lunga parentesi in cui il giovane Nier deve aspettare che Emil o Popola tirino fuori qualche informazione sulla posizione del misterioso tomo nero, tempo durante cui non si sa cosa abbia fatto Kainé, al di là di ricevere una conferma sul fatto che abbia percepito grazie alla sua connessione con Tyrann la venuta dell'esercito di ombre.

È quindi evidente che l'amicizia tra lei ed Emil si deve essere cementata in tali giorni, che potrebbero andare dall'arco di una settimana fino all'ordine di qualche mese di attesa.

Possiamo immaginare che lo Shadowlord si sia mosso non appena abbia scoperto che i Versi Sigillati erano stati raccolti e dato che sappiamo che ha tagliato qualsiasi comunicazione con le Osservatrici, non è strano che ci abbia messo così tanto a saperlo.

L'avventura con la prima parte di Nier Replicant si conclude qui, col ragazzo che giura di tornare a salvare tanto Yonah, che Kainé. Se non l'aveste ancora fatto, vi invito ad iscrivervi al canale per seguire questo viaggio insieme e per commentarlo sia con le vostre opinioni sugli argomenti toccati, sia eventualmente con aggiunte che avreste voluto sentire durante uno specifico evento. Chi volesse poi supportare i miei progetti in maniera più diretta, può trovare la pagina Patreon in descrizione.

Dal prossimo episodio vedremo un Nier cresciuto dai suoi immaturi sedici anni a un'età più adulta, col raggiungimento dei ventun anni. Tratteremo contemporaneamente le tre reiterazioni narrative che portano ai vari finali del gioco, come se la seconda parte della storia iniziasse direttamente con la terza run. E come sempre discuteremo le decisioni fatte a livello di regia, con spirito critico ma anche pronti a farci incantare dalle parti migliori di una trama che tra alti e bassi, nasconde al suo interno alcuni dei risvolti più astuti e poetici mai scritti per il mondo dei JRPG.

×

Utilizziamo i cookies per contribuire a migliorare LingQ. Visitando il sito, acconsenti alla nostra politica dei cookie.