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Veleno, Episodio 5 - La strage dei gatti neri (3)

Episodio 5 - La strage dei gatti neri (3)

Nel 1998 Alessandro aveva 12 anni e da tempo sentiva parlare della Banda dei Diavoli...

Live Alessandro: A casa una volta ne parlò mio padre con mia madre e disse “Con le amicizie che ho, me l'aspetto che vengano a rompere le balle”.

Questo presagio si sarebbe concretizzato a breve, in quella famosa notte di metà novembre.

Live Alessandro: Mia mamma mi ha svegliato dicendo che dovevamo andar via… “C'è gente che ci aspetta, dobbiamo andar via un attimo e dopo torniamo a casa”.

Alessandro viene fatto salire su una macchina bianca della polizia, che parte diretta alla procura di Mirandola. Non rivedrà mai più i suoi genitori.

Live Alessandro: Io avevo già capito la situazione e volevo tornare a casa. Live Pablo: E da cosa l'avevi capito, scusami?

Live Alessandro: L'avevo capito perché era lo stesso sistema che avevano usato ed era comparso sul giornale la settimana prima, che hanno allontanato altri due bambini che io non conoscevo.

Da qui i ricordi di Alessandro si fanno confusi, la sua memoria ha dei buchi, anzi, delle voragini. Ad esempio non ricorda più i colloqui con gli psicologi, ma solo dettagli meno significativi.

Però è sicuro di non aver mai parlato né di cimiteri, né di strani rituali.

Dopo l'allontanamento era stato mandato in una casa famiglia dalle parti di Imola. E lì è rimasto, solo e lontano dalla sua famiglia.

Live Alessandro: Quando ho capito che dopo non tornavo più a casa mi sono chiuso su ad uovo e messo a piangere, però gli ho anche detto “Ricordatevi che io vengo a casa. Da dove sono io vengo a casa”.

E in effetti ci prova, due volte.

Live Alessandro: La prima volta a 14 anni mi hanno fermato in stazione a San Felice.

Live Pablo: Ti hanno fermato, t'hanno trovato i carabinieri?

Live Alessandro: Sì. Mi hanno riportato là direttamente. La seconda volta ci ho provato e mi hanno fermato in stazione a Bologna….

Finché un giorno al suo centro si presentano degli assistenti sociali, che lo prendono da parte…

Live Alessandro: “Guarda, è un dispiacere dirtelo così, però tuo padre è morto per problemi di malattia… sappi che non c'è più”. Addirittura la morte di mia mamma non sono venuti loro ma me l'ha comunicata un istruttore, diciamo, della comunità perché loro non avevano tempo di venire.

A 18 anni, Alessandro è tornato a Massa Finalese, per cercare di rimettere insieme i pezzi della sua vita, ma continua a chiedersi cosa sia successo quando aveva 13 anni.

Ce lo siamo chiesti anche noi, decine e decine di volte, finché tra le registrazioni che abbiamo recuperato, abbiamo trovato anche la sua voce di bambino.

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Live giudice: Quanti anni hai? Live Alessandro: 13 e mezzo.

Live giudice: Hai l'esame quest'anno… Hai avuto la pagella del primo quadrimestre?

Live Alessandro: Sì, fa schifo...

Alessandro indossa un golfino beige, è seduto ad un tavolo, in una stanza con dei caloriferi gialli. Di fronte a lui c'è un giudice. Il ragazzino è molto educato e rispettoso.

E le sue parole sono inequivocabili.

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Live giudice: Per quale motivo stavi male nel posto dove stavi?

Live Alessandro: Perché avevo conosciuto persone che… praticamente si divertivano a fare dei riti satanici, che si divertivano a praticamente a far male a dei bambini più piccoli.

Mi portavano i miei genitori perché quelli che facevano questi riti gli dicevano “Ah se non lo porti vi uccidiamo… vi uccidiamo”.

Alessandro quei racconti li aveva fatti. E se oggi ricorda l'esatto opposto, forse, è perché negli anni ha cancellato tutto per costruirsi una sorta di verità alternativa a cui credere per non soffrire. O forse per non sentirsi in colpa. Non sappiamo cosa fare. Vorremmo mostrargli il video, ma abbiamo paura di ferirlo. Ci siamo consultati con una psicologa, che ci ha detto di far decidere direttamente a lui.

Live Pablo: Ti va di guardarlo insieme? Te la senti? Live Alessandro: Sì sì sì...

Live Pablo: Sicuro?

Live Alessandro: Voglio sapere quello che ho detto… posso?

Inizialmente Alessandro lo guarda con attenzione, ma non dice una parola.

Poi, nel video, il giudice gli chiede cosa pensa della scelta del Tribunale di allontanarlo dai genitori...

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Live giudice: … ecco questa decisione di cui abbiamo parlato secondo te è stata giusta oppure sbagliata?

Live Alessandro: E' stata giusta, perché sono venuto via in un posto dove praticamente stavo male, e sono stato allontanato in un posto dove stavo bene.

Live giudice: Sei convinto di questo?

Live Alessandro: Sì.

Alessandro comincia a sentirsi a disagio.

Live Pablo: Tutto bene?

Live Alessandro: Sì c'è qualcosa che non va, però. Live Pablo: Cos'è che non va?

Live Alessandro: Per me ci sono dei pezzi che sono stati tagliati. Live Pablo: Da questa clip?

Alessandro si innervosisce e si alza dalla sedia. Va alla finestra e si accende una sigaretta. Vi assicuriamo che nel video non ci sono tagli e non c'è montaggio. Cerchiamo di spiegarglielo con molta delicatezza, ma lui comincia a concentrarsi su una serie di dettagli che non gli tornano.

Live Alessandro: Quella stanza con i termo gialli io non me la ricordo, perché… non ce n'erano di termo gialli quando fatto il colloquio col magistrato.

Sembra quasi che non voglia affrontare la realtà. Per lui è meglio credere che qualcuno abbia misteriosamente modificato quel video, come se ci fosse un complotto.

Ma la voce è la sua, e ha detto esattamente quelle cose.

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Live Alessandro: Mi hanno fatto tagliare due volte un bambino Live Giudice: Tu lo conoscevi questo bambino?

Live Alessandro: No.

Live giudice: E stava fermo? O...

Live Alessandro: No, era… si agitava...

Live giudice: Ti ricordi chi te l'ha dato questo coltello?

Live Alessandro: Me l'ha dato un signore che era lì di fianco... Live giudice: È uscito del sangue?

Live Alessandro: Sì

Alessandro si china sullo schermo del computer e comincia a fissare il giudice.

Live Pablo: Cosa stai cercando?

Live Alessandro: Stoppalo! Gli manca la cravatta… Live Alessia: Magari è un altro, no?

Non riesce proprio a riconoscersi nel ragazzino che 20 anni fa raccontava quelle cose. E' evidente che non possiamo più andare avanti.

Live Alessandro: No è quello! Gli manca la cravatta e quel video lì è stato rimontato. Lì gli manca la cravatta e non se l'è mai tolta durante il colloquio!

Però c'è un'ultima parte che ci teniamo a fargli ascoltare.

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Live giudice: Però la domanda te la devo fare e tu mi devi dire la verità: ti hanno mai fatto del male i tuoi genitori?

Live Alessandro: No, tranne qualche ceffone dal mio babbo...

Live giudice: Questo è normale, anzi certe volte bisogna farlo. Tu attualmente vuoi bene ai tuoi genitori?

Live Alessandro: Sì, sono sempre i miei genitori anche se sono stato allontanato.

Live giudice: Hai voglia di vedere i tuoi genitori? Live Alessandro: Abbastanza...

Live giudice: Ti mancano?

Il ragazzino del video sospira e annuisce.

L'uomo davanti a noi invece ha lo sguardo fisso nel vuoto.

Live Alessandro: Si vede che sono condizionato da tutta la storia che c'è intorno… Si vede lontano un chilometro che sono suggestionato…

Tutto quello che gli resta sono delle fotografie di una famiglia che non ha più, il senso di colpa che lo tormenta e una domanda, che lo assilla dall'alba del 12 novembre del 1998...

Live Alessandro: Voglio capire chi mi ha rovinato la vita…

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