Siamo pazzi se sentiamo VOCI nella TESTA?
Tutti sviluppiamo dei dialoghi interiori che frullano nella nostra mente - che ci ricordano
di pagare la bolletta del telefono, o anche ripassare un difficile discorso con un amico.
Ma cosa accadrebbe se questa voce diventasse una serie di vocine fuori dal nostro controllo?
Lo psicologo Julian Jaynes suggerisce di una teoria in cui, non tanto tempo fa, tutti gli
esseri umani sentivano voci - create internamente nell'emisfero destro del cervello, e che venivano
percepite come esterne dall'emisfero sinistro (mente bicamerale).
Di conseguenza queste voci venivano interpretate come un messaggio dagli dèi.
Ma attorno all'anno 1000 AC, con l'avvento della coscienza moderna,
l'uomo si è evoluto seguendo un approccio più consapevole e moderno e queste voci vennero
riconosciute come proprie.
Alcuni psichiatri credono che il cervello delle persone schizofreniche potrebbe regredire
in quello stato, non riconoscendo alcuni pensieri come propri.
La schizofrenia è una malattia del sistema nervoso, che coinvolge circa l'1% della popolazione.
Per far chiarezza, la schizofrenia non equivale ad avere il disturbo di personalità multiple.
I sintomi spesso comprendono allucinazioni: dal vedere cose che non ci sono, fino a convinzioni
come essere più propensi a credere ai complotti, oltre a frequenti stati di depressione e le
più note vocine nella testa.
Le allucinazioni uditive sono differenti - dal sentire dei semplici suoni fino al richiamo
di nomi o parole - ma le voci udite dagli schizofrenici sono diverse.
Sono spesso legate allo attuale stato mentale, e possono essere piuttosto ostili, accusatorie,
minacciose o persecutorie; fondamentalmente incarnando molte delle loro paure.
Uno studio del 2006, condotto su più di 3000 pazienti schizofrenici, ha riscontrato che
i geni relativi alle funzioni immunitarie potrebbero c'entrare qualcosa in tutto questo
- in particolare il componente complementare 4 o gene C4.
Il C4 è un gene coinvolto nella rimozione delle sinapsi nel cervello; ad esempio, i
cervelli degli adolescenti subiscono un processo conosciuto come "synaptic pruning" ovvero
"potatura sinaptica", nel quale le connessioni neurali inutilizzate vengono rimosse per rendere
più efficiente il cervello.
Ma nei soggetti schizofrenici, il gene C4 potrebbe essere iperattivo e limitare le aree
cerebrali coinvolte nella pianificazione, cognizione e pensiero.
I collegamenti vengono anche creati dai microbi presenti nell'intestino, dopotutto, i batteri
con cui conviviamo hanno mostrato la capacità di modificare le risposte immunitarie e influenzare
lo sviluppo del cervello.
Uno studio riporta che i batteri dell'acido lattico sono più numerosi nelle persone schizofreniche,
mentre un altra ricerca riporta che le alterazioni del quantitativo di lipidi e glucosio sono
più frequenti nei pazienti con schizofrenia.
E se le diagnosi della schizofrenia sono per prima cosa basate sul modo di comportarsi
e sulle esperienze passate, le ricerche affermano che la causa potrebbe essere una questione
genetica combinata ad altri fattori come vivere in ambienti stressanti, crescere in un'area
urbanizzata, o appartenere a una minoranza sociale; o anche la cannabis, tramite il THC,
può accrescere queste risposte psichiche in alcuni individui a rischio genetico o affetti
dal disturbo traumatico dello sviluppo.
Attualmente, le terapie per la schizofrenia sono prevalentemente concentrate nel combattere
le allucinazioni e le ossessioni ma, sfortunatamente, per il 49,5% degli schizofrenici la malattia
non svanirà assumendo farmaci.
Questo è il motivo per cui la ricerca genetica è così importante per combattere questa
malattia.
Di certo alcune persone possono e si curano tramite un mix di medicinali, consulenze e
sostegno morale che può ridurre in maniera considerevole i sintomi.