6 gennaio: la Befana suona il rock!
Caro diario,
oggi è stato un giorno abbastanza speciale.
Per due motivi: uno importante e uno più frivolo.
Il motivo importante è che oggi, come ogni 6 gennaio, si celebra l'Epifania, cioè la Manifestazione del Signore, che riceve la visita dei Re Magi, giunti a Betlemme dall'Oriente seguendo la Stella, allo scopo di onorarLo e di offrirGli oro, incenso e mirra, questa sostanza altamente simbolica che nessuno sa dire con precisione cosa sia...
E il giorno dell'Epifania, per noi italiani del nord (o almeno del Veneto), è da sempre il giorno della Befana, questa buffa, brutta vecchia che vola di casa in casa a bordo di una scopa per riempire di dolci le calze dei bambini buoni e di carbone quelle dei bambini cattivi.
Chissà a quando risale l'invenzione del carbone dolce, una specie di "6 politico" delle feste...
Purtroppo, come ogni bella tradizione, anche la Befana sta gradualmente scomparendo, sostituita da Babbo Natale, a sua volta minacciato dal dio Denaro... Chissà se c'è ancora qualche bambino che appende la calza e recita la filastrocca che, quando ero piccolo io, tutti conoscevano: "La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte, / col vestito da romana.
/ Viva, viva la Befana! " In omaggio alla tradizione, anche quest'anno i miei nonni mi hanno regalato una calza enorme piena di torroncini, cioccolatini e altre leccornie che finiranno in bocca a mia mamma o a mia zia... Veniamo ora al motivo più frivolo: in barba ai pronostici, agli uccelli del malaugurio e agli autolesionisti, Francesca ha vinto X-Factor!
Ieri sera il salotto di casa nostra era in fibrillazione e per ben due volte ho dovuto soffocare la mia esultanza, perché ovviamente mio papà era andato a letto presto, nonostante oggi fosse festa.
Francesca ha vinto e convinto anche gli scettici, dimostrando una padronanza del palcoscenico eccezionale per un'adolescente, oltre a una notevole maturità intellettuale e un'ottima proprietà di linguaggio.
La sua vittoria dà speranza a chi rifiuta di credere che l'Italia debba continuare a essere un "paese per vecchi" dove contano solo le raccomandazioni e i privilegi, ed è la dimostrazione che l'impegno, la spontaneità e la modestia tipici di noi veneti pagano. Sempre.