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Diario di Michele, 3 gennaio: una giornata un po' particola… – Text to read

Diario di Michele, 3 gennaio: una giornata un po' particolare...

Intermedio 1 di italiano lesson to practice reading

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3 gennaio: una giornata un po' particolare... Caro diario,

oggi è stata una giornata insolitamente movimentata, almeno per il concetto di "movimentata" che possiamo avere qui, dove i giorni si assomigliano un po' tutti. Mi sono svegliato verso le sette, poi sono stato un po' a letto a leggere le mail sul mio iPod. Ieri è iniziata un'interessante discussione in italiano sul forum di LingQ, a proposito dell'italiano colloquiale e dell'influenza dei dialetti sulla lingua standard. È bello vedere studenti di diverse lingue e nazioni esprimersi in italiano. Di solito, si usa l'inglese... Vi consiglio di dare un'occhiata a quella discussione (si chiama "Italiano vernacolare") e magari di parteciparvi. Verso le nove ero pronto per venire a rintanarmi nel mio studio, a fare le solite cose: LingQ, e-mail, un po' di "cazzeggio" (un termine moderno che nobilita le perdite di tempo). Tutte attività che per i miei genitori equivalgono a "non aver fatto niente"! Invece, quando sono passato a salutare i miei nonni paterni, che abitano nella stessa casa ma al piano inferiore, separati da noi, ho trovato mio nonno pronto a uscire. Doveva andare in farmacia e "al forno" (che in realtà è una sineddoche, perché è un negozio di generi alimentari, non un panificio) e mi ha proposto di andar fuori insieme per passare da "Cimabue". "Cimabue" (per completezza "Cimabue '66") è il nome dell'unico negozio di monete e francobolli che c'è a Rovigo. Il venditore si chiama Mario Ferrari, ma noi lo chiamiamo "Cimabue", anche perché Ferrari è un cognome troppo comune. Mio nonno doveva comprare le novità filateliche di San Marino e Vaticano (ne compra sempre due esemplari: uno per noi e uno da spedire a un signore boemo che gli manda in cambio i francobolli cechi e slovacchi. Penso che ogni anno mio nonno spenda il triplo, perché i francobolli di San Marino e del Vaticano sono carissimi, ma a lui va bene così).

Allora, mi sono tolto la tuta e mi sono vestito per uscire. Non faceva troppo freddo per essere gennaio. Quando siamo arrivati al negozio, c'era un signore che si accostava alla vetrina con un puzzolentissimo sigaro in bocca. Ho fatto una smorfia di disgusto e mi sono affrettato a entrare. Non c'era nessuno prima di noi, così mio nonno si è fatto dare i francobolli e io ho chiesto le monete in euro che mi mancavano: i 2 euro commemorativi di Finlandia, Malta e Portogallo del 2011. Le monete maltese e portoghese sono rare, mi ha detto, quindi credo me le abbia messe a 18 e 12 euro, scontate. Il prezzo di una moneta normale è 4 euro. Ho comprato anche un raccoglitore per questi euro commemorativi. Ha pagato tutto mio nonno, che in questo modo mi ha fatto il regalo della Befana con due giorni di anticipo. Mia nonna voleva regalarmi la tradizionale calza piena di dolciumi, ma io preferisco così, anche perché i dolciumi alla fine li mangia sempre mia mamma!

Oggi pomeriggio, mentre io e mia mamma stavamo facendo un riposino, suona il campanello sia da noi che dai nonni. Sono scesi tutti a vedere chi era e, quando mia mamma ha aperto la porta, si è trovata di fronte un omone del 118 che ha chiesto, in tono un po' sgarbato: "È qua la signora incinta?" Questo perché noi abitiamo al numero 26 e vicino a noi ci sono dei condomìni il cui numero civico è 26 a/b/c/d... Ma i condòmini sono così ignoranti che spesso non precisano la lettera, quindi ci capita tante volte di ricevere posta per loro o che la gente suoni il nostro campanello cercando qualcuno che abita là.

Più tardi sento qualcuno che entra e mia mamma mi grida dalle scale "Vieni che c'è Lorenzo!" Lorenzo è l'unico dei miei quattro cugini che mi vuole davvero bene e al quale anch'io voglio bene. Purtroppo, però, abita a Ferrara e lavora in banca a Bologna, quindi non riusciamo a vederci quasi mai. A Natale, sua mamma e il marito di lei sono venuti a pranzo da noi, ma lui era in montagna con i suoi amici. Mi era dispiaciuto che non ci fosse. Allora, sono andato su di corsa, ma non abbiamo parlato molto con lui, perché era venuto con sua mamma, che ha parlato tutto il tempo con mia mamma. E dopo appena un quarto d'ora sono dovuti andar via. Che rabbia! Speriamo che torni a trovarci presto.

Anche oggi sono arrivato alle sei di sera senza aver combinato niente di buono dal punto di vista linguistico. Pochi LingQ creati, ascolto nullo, e non riesco a finire il primo capitolo del Signor Automobilino e l'Isola dei Malfattori". Ancora circa 150 parole blu, che pizza!

Buona serata a tutti e a presto!

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