Al bar dell'università
Al bar dell'università
Francesco e Martina entrano nel bar, si siedono a un tavolo e iniziano a chiacchierare.
Francesco: E tu cos'hai fatto oggi?
Martina: Ho avuto due ore di letteratura inglese.
Abbiamo analizzato un sonetto di Shakespeare. Francesco: Interessante, quale?
Martina: Il sonetto CXVI; è un sonetto sull'amore.
Francesco: Sì, lo conosco, l'amore ideale.
Quello sì che è amore... Martina: Perché?
Che cosa vorresti dire? Francesco: Voglio dire che è difficile da realizzare, l'amore non è mai completamente estraneo ai fatti terreni.
Alla fine, bisogna sempre confrontarsi con la realtà. Martina: Sta agli innamorati sollevarsi dalla realtà.
In fondo la realtà è quella che concepisci. Francesco: Tu sei sempre con la testa fra le nuvole.
La realtà è quella che è non la crei tu con i tuoi desideri. Martina: Allora noi saremmo soltanto degli oggetti, senza la possibilità di influire nella realtà.
Francesco: Certo che abbiamo influenza nella realtà, anzi la determiniamo, ma non con i nostri sentimenti, con i fatti.
Martina: Come sei romantico... Con tutti gli uomini che ci sono al mondo proprio te dovevo incontrare.
Francesco: Incontrando me sei scesa sulla terra.
Ti ho incontrata sulla Luna. Martina: Attento che prima o poi ritorno lì.
Francesco: E io torno su Marte a ritrovar me stesso.
Martina: Oddio, è tardissimo, dobbiamo andare.
Ci vediamo stasera per le otto. Francesco: Bene, a stasera, allora.